Dopo 21 anni di restauro ha riaperto la Cappella della Sindone di Guarino Guarini

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Foto di Daniele Bottallo.

Giovedì scorso, 27 settembre 2018, dopo un restauro che ha coinvolto centinaia di professionisti – tra restauratori, architetti, ingegneri e tecnici – per circa 21 anni, ha riaperto al pubblico la Cappella della Sindone di Torino, progettata da Guarino Guarini (Modena, 1624 – Milano, 1683) a partire dal 1666 e distrutta da un incendio avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997.

Dopo l’incendio la struttura riportava danni tali da sembrare irrecuperabile. L’intervento di recupero ha quindi interessato l’intero edificio, con la sostituzione di oltre 1400 elementi di marmo, il consolidamento e l’integrazione materica di 4000 componenti, l’inserimento di nuove catene in acciaio inox a supporto di quelle storiche, il consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture e dei serramenti e l’inserimento degli impianti di illuminazione e di sicurezza.

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Non è la prima opera di Guarini ad avere un destino sfortunato: la sua Chiesa della Santissima Annunziata a Messina, di poco precedente, viene distrutta nel terremoto del 1908 (insieme al Collegio dei Teatini, costruito successivamente sempre da Guarini), così come la chiesa di Santa Maria della Divina Provvidenza di Lisbona, mentre le chiese di Sainte Anne la Royale di Parigi (1662) e quella di Santa Maria da Altötting a Praga (1679) vengono demolite.

Vediamo qualche immagine della Cappella della Sindone dopo il restauro, le fasi di questo complesso intervento e un video che le riassume (oltre agli orari di apertura).

Cappella della Sindone, il restauro

Dopo l’incendio dell’aprile 1997, l’intervento di restauro è iniziato con la messa in sicurezza della cupola mediante un sistema di ancoraggi e cerchiature metalliche che ne hanno scongiurato il crollo. Nel frattempo, a causa della mancanza di qualsiasi materiale grafico e documentario utile a comprendere la genesi e la reale statica della struttura, si avviano indagini molto approfondite. Nel 2000, garantita la stabilità, inizia la rimozione dei detriti e il montaggio degli impianti e dei sistemi per monitorare il comportamento della struttura.

Prende avvio così quello che è stato definito il “cantiere della conoscenza e della sperimentazione”: i rilievi, la schedatura di circa sei mila frammenti in pietra, le ricerche storiche, chimiche, fisiche e strutturali, le mappature dei materiali e del degrado, l’individuazione dei punti resistenti dell’edificio. Un delicato e complesso lavoro preliminare, che si è rivelato fondamentale per la riuscita del restauro e per il recupero totale dell’opera.

Nel 2008 iniziano i lavori veri e propri, che hanno richiesto la riapertura dell’antica cava di Frabosa Soprana (Cuneo), unico modo per per acquisire la pietra necessaria per sostituire i materiali irrecuperabili. Contemporaneamente si consolidano gli elementi in pietra superstiti e si restaurano i quattro gruppi scultorei degli uomini illustri di Casa Savoia e la sacrestia. Dal 2009 vengono eseguiti i lavori di consolidamento strutturale che hanno previsto la sostituzione completa, al primo livello, di 13 colonne su 30, di tutte le 8 lesene dell’ordine maggiore, delle 2 colonne e dell’arco sghembo di affaccio verso il Duomo, e della trabeazione del vestibolo nord-ovest.

Ai livelli superiori sono stati smontati e sostituiti numerosi altri elementi: dal secondo al quarto livello, parti degli archi e di pareti, pilastri e trabeazione della galleria che corre lungo il perimetro del tamburo; sono state inserite nuove catene in acciaio in corrispondenza dei sei ordini di archetti sovrapposti del cestello dove sono stati sostituiti i tre ordini inferiori di archetti e consolidati i tre ordini superiori; inoltre è stata inserita la struttura di sostegno della stella e sono state rimosse le catene provvisionali esterne, strutture di sicurezza che furono messe in opera durante la fase di emergenza iniziale.

A tutti i livelli sono poi stati eseguiti i lavori di consolidamento delle murature laterizie, compresi quelli degli archi dei finestroni e del cestello; i lavori di consolidamento delle volte degli scaloni verso il Duomo e dei due vestiboli; i lavori di consolidamento dei costoloni esterni e degli archi di scarico nel cunicolo superiore del tamburo. Infine, è stata eseguita la ricucitura della lesione situata alla base del tamburo e sono state inserite la nuova catena dei finestroni del tamburo e la cerchiatura esterna alla base dello stesso.

Ultimati gli interventi sulle strutture della Cappella, dal 2016 sono stati eseguiti i lavori di restauro, integrazione materica e trattamento di finitura delle superfici interne, che hanno restituito alla Cappella la sua immagine architettonica e decorativa originaria. Dal 2017 il rifacimento dei 103 serramenti esterni, delle balaustre del tamburo, dei tetti, delle coperture in piombo, il restauro delle murature esterne, la riproposizione del grande finestrone in corrispondenza dell’apertura tra la Cappella e il Duomo, e infine l’inserimento delle dotazioni impiantistiche, hanno completato i lavori di restauro consentendo di smontare la struttura metallica interna di sostegno e tutte le strutture di cantiere.

Il progetto è stato impostato e coordinato, fin dalle sue fasi iniziali, dagli uffici periferici del MiBAC (Soprintendenza e Direzione regionale) e si è concluso sotto la guida dei Musei Reali. Il costo complessivo del restauro ammonta a circa 30 milioni di euro, finanziati in gran parte dal MiBAC, con il sostegno di Compagnia di San Paolo, della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, di Performance in Lighting e Iren Spa.

I lavori proseguiranno nei prossimi mesi con il restauro dell’altare, ora possibile grazie allo  smontaggio definitivo dell’impalcatura interna.

Cappella della Sindone, orari di apertura

Da martedì 2 ottobre 2018 l’accesso alla Cappella della Sindone sarà compreso nel biglietto dei Musei Reali (aperti dal martedì alla domenica, dalle 8:30 alle 19:30 – intero 12 euro, ridotto 6 euro), che comprendono Palazzo Reale, Armeria, Biblioteca Reale, Galleria Sabauda, Museo di Antichità, Giardini Reali e Sale Chiablese.

Per ulteriori informazioni
museireali.beniculturali.it

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