Capitale Italiana della Cultura 2020, vince la città di Parma

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*** Aggiornamento del 16 febbraio 2018: È Parma la Capitale Italiana della Cultura 2020. Il presidente della giuria di selezione, Stefano Baia Curioni, ha appena comunicato la scelta (unanime) della giuria a Dario Franceschini, che ha quindi dato l’annuncio ufficiale (in diretta streaming). Attendiamo a breve più notizie sul programma culturale di Parma Capitale Italiana Cultura 2020.

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Nell’immagine, una foto aerea del Duomo e del Battistero di Parma. Di Carlo Ferrari [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons.

*** Aggiornamento: Le 10 città finaliste, che avranno quindi la possibilità di essere nominate Capitale Italiana della Cultura 2020 sono: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

*** 14 giugno 2017: Sono 46 le città che hanno manifestato interesse al bando per la Capitale Italiana della Cultura 2020. Ora rimane da capire in quante confermeranno la propria adesione, presentando, entro metà settembre, una bozza del programma delle attività culturali previste, una valutazione di sostenibilità economico-finanziaria, gli obiettivi perseguiti e gli indicatori che verranno utilizzati per la loro misurazione. Le candidature complete verranno esaminate da una giuria di sette esperti nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica, che poi selezionerà, entro metà novembre, le 10 finaliste. La città Capitale Italiana della Cultura 2020 verrà scelta entro il 31 gennaio 2018.

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Le 46 città che hanno manifestato interesse sono: Agrigento, Agropoli, Alberobello, Altamura, Ancona, Asti, Aversa, Bellano, Benevento, Bitonto, Capaccio Paestum, Casale Monferrato, Caserta, Catania, Ceglie Messapica, Cuneo, Fabriano, Fasano, Foligno, Gallipoli, Lanciano, Macerata, Merano, Messina, Montepulciano, Noto, Nuoro, Oristano, Parma, Piacenza, Pietrasanta, Pieve di Cadore, Prato, Ragusa, Ravello, Reggio Emilia, Salerno, Scandiano, Siracusa, Telese Terme, Teramo, Tivoli, Tremezzina, Treviso, Vibo Valentia e Villa Castelli.

“Comuni grandi e piccoli di tutt’Italia hanno deciso di investire sulla cultura come cardine del proprio sviluppo: è il segno di una nuova consapevolezza che è nostro dovere favorire e incoraggiare il più possibile”, dichiara Dario Francheschini.

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Matera 2019: a che punto siamo -giugno 2017-

Come sappiamo già dal 2014, Matera sarà Capitale Europea della Cultura 2019, e quindi, per quell’anno, nessun’altra città sarà eletta Capitale Italiana della Cultura. Come si sta preparando Matera a questo appuntamento? Male, a quanto pare. Un articolo uscito su La Stampa domenica scorsa ci mette al corrente di alcune questioni: “a due anni e mezzo dalla scelta e malgrado i 217 milioni di budget, mancano collegamenti, accoglienza e coordinamento delle attrazioni turistiche. Sindaco e Fondazione litigano, i cantieri restano fermi. E l’Europa avvisa: così non va”. L’altra capitale europea della cultura, la città di Plovdiv, in Bulgaria, che ha un budget di sei volte inferiore, è stata al contrario elogiata per lo stato di avanzamento dei lavori.

Il quadro, insomma, non è incoraggiante. Matera ha battuto le candidature di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena; c’erano state scene di giubilo, lacrime e abbracci. Ma, andando avanti così, l’opportunità rischia di essere sprecata. Per ora, infatti, ci sono solo delle idee, dei forse. Innanzitutto, contrariamente alle promesse di Puglia e Basilicata e agli impegni di vari governi e ministri, la linea ferroviaria che la collega a Bari non sarà raddoppiata in tempo per accogliere i visitatori previsti nel 2019. Forse, sarà raddoppiata la strada statale, oggi piena di curve e abbastanza rischiosa. Forse verrà completata l’illuminazione del Castello Tramontano (di proprietà del Comune), ma per il castello manca ancora un progetto di gestione, che sarebbe ben più importante. Forse riaprirà il teatro Duni (di proprietà privata), l’unico della città, attualmente in parte inagibile. La giuria europea che controlla l’avanzamento del progetto ha espresso “la propria profonda preoccupazione rispetto alla struttura della governance della Fondazione Matera 2019, che continua a risultare estremamente poco chiara ed eccessivamente complessa, ostacolando il progresso del progetto”.

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Intanto, proprio ieri (dopo alcuni ritardi) dal Cda della Fondazione Matera 2019 è arrivata la notizia dell’esito positivo del bando per selezionare i project leader che realizzeranno i progetti del dossier, e per definire il progetto di Bilancio Consuntivo 2016 e il Regolamento relativo al personale. Si spera che adesso le cose inizino a girare per il verso giusto, e che procedano in maniera più chiara e spedita.

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