Bruno Munari e la sua pittura proiettata in mostra al Plart di Napoli

bruno munari napoli
Bruno Munari, Vetrini a luce polarizzata, 1953, Materiali vari. Courtesy Miroslava Hajek - dettaglio

Un’altra bella mostra dedicata a Bruno Munari dopo quelle organizzate l’anno scorso a Torino e a Cittadella (Padova). Questa volta siamo a Napoli, al Museo Plart, che ospita la mostra Bruno Munari. I colori della luce a cura di Miroslava Hajek e Marcello Francolini, organizzata nell’ambito dell’edizione 2018 di Progetto XXI, la piattaforma attraverso cui, dal 2012, la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si propone di esplorare la produzione artistica emergente e analizzare l’eredità delle pratiche artistiche più importanti degli ultimi decenni.

Questa mostra si concentra su un aspetto particolare di Munari, analizzando ed esplorando uno specifico corpo di opere: le Proiezioni a luce fissa e le Proiezioni a luce polarizzata, realizzate negli anni Cinquanta con l’obiettivo di conquistare una nuova spazialità oltre la realtà bidimensionale dell’opera.

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Esplorando la nozione di dipingere con la luce, Munari arriva al processo di “smaterializzazione dell’arte” attraverso l’uso di proiezioni, al chiuso e all’aperto, di diapositive intitolate Proiezioni Dirette: piccoli collage con materiali organici, pellicole trasparenti e colorate in plastica, pittura, retini, fili di cotone fermati fra due vetrini.

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Bruno Munari, Vetrini a luce fissa, 1950, Materiali vari. Courtesy Miroslava Hajek

Da queste esperienze nasce la cosiddetta “pittura proiettata” di Munari che, continuando ad esplorare, nel 1953 mette a punto per la prima volta il modo in cui scomporre lo spettro di luce attraverso una lente Polaroid. Utilizzando un filtro polarizzato movibile applicato a un proiettore per diapositive, Munari ottiene quindi le Proiezioni Polarizzate.

Le proiezioni dirette e quelle polarizzate sono presentate nel 1953 nello studio di architettura B24 di Milano (allora uno spazio per le esposizioni del MAC-Movimento per l’arte concreta), poi nel 1955 al MoMA di New York, nell’ambito di una mostra personale (con il titolo Munari’s Slides) e Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e successivamente a Tokyo, Stoccolma, Anversa, Zurigo e Amsterdam.

Trattandosi di opere risalenti a oltre cinquant’anni fa, per la loro conservazione e per la loro diffusione al pubblico, si è reso necessario un accurato lavoro di digitalizzazione – svolto dalla Fondazione Plart in occasione della mostra – che consente la proiezione delle opere nei vari ambienti della mostra.

Il percorso espositivo è arricchito dalla presenza di altre opere significative della ricerca che ha condotto Munari, già a partire dagli anni Trenta e Quaranta, ad evolvere in senso ambientale l’opera: Macchina Inutile (1934), Tavola Tattile (1938), Punto di luce (1942, che rivela già le ricerche formali a cui Munari arriverà proprio con le proiezioni dirette e polarizzate), Macchina Aritmica (1947), Concavo-Convesso (1947).

Scheda evento

evento|event Bruno Munari. I colori della luce
a cura di|curated by Miroslava Hajek e Marcello Francolini
dove|where

Fondazione Plart
via Giuseppe Martucci 48
Napoli

quando|when 30 novembre 2018 - 20 marzo 2019
orari|hours

Da martedì a venerdì: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00
Sabato: 10:00 - 13:00

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