Architetti in ascolto a Ferrara: Tutti in Ordine!

architetti in ascolto

Il ruolo delle professioni nella società non è sempre così compreso. I cittadini si dirigono verso i professionisti spesso con un’esigenza specialistica come se la competenza e l’abilitazione tecnico-professionale definisse l’unica motivazione di esistenza di questo ruolo sociale. L’architetto è un coltellino svizzero, un robot da cucina o un’auto accessoriata?

Se poi si cerca di far comprendere, all’interno del grande arcipelago delle professioni, quelle definite per legge istitutiva, quelle che trovano una corrispondenza ordinistica, ecc. la confusione aumenta… Spesso, inoltre, le professioni soffrono di un peccato originale, cioè quello di essere estremamente autoreferenziali, ciascuna per la propria parte e per il proprio ambito di interesse. È un processo in parte obbligato per la giustificata difesa dell’orticello, ma anche un comportamento circoscritto ad un apparente universo sociale che appare sempre isolato dalla società.

Gli architetti tentano da sempre di rompere i recinti dell’orticello e di far comprendere i gradi integrazione, i ruoli allargati, le opportunità di partecipazione e di inclusività. È una battaglia persa sul nascere?

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Non credo, perché una gran parte di quest’energia che fa mettere in gioco gli architetti si alimenta proprio nel tentativo costante di comprendere le trasformazioni della società e del territorio al fine di riuscire a proporre e realizzare progetti. Progettare è una vocazione che non ha limiti di applicazione e che rende gli architetti curiosi ed incessantemente in ascolto.

Ecco il perché di Tutti in Ordine_Fe2017 – Il professionista in ascolto, un’iniziativa che si svolgerà a Ferrara il 7 aprile prossimo (dalle 14:30 alle 18:30) presso il Salone d’Onore di Palazzo Tassoni-Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università.

Chiedo a Diego Farina, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Ferrara, cos’è Tutti in Ordine?
“È una rassegna di incontri promossi e organizzati dalla Federazione Architetti Emilia-Romagna in collaborazione con gli Ordini territoriali, che ha lo scopo di promuovere e parlare della nostra professione a 360°, toccando tutti i temi e le tematiche che la contraddistinguono. Una rassegna che vuole far parlare gli architetti, ma anche metterli in una posizione di ascolto nei confronti di chi l’architettura la vive”.

Dove si è già svolta?
“Le tappe sono state l’anno a scorso a Parma (WoPa Temporary  in aprile), a Rimini (c/o Matrioska in Maggio) e a Forlì (durante la Festa dell’Architettura di settembre)”.

Perché il tema è il professionista in ascolto?
“Si vuole proporre un momento come il luogo fisico in cui dare voce alle esperienze degli innumerevoli operatori che in questo nostro tempo concorrono alla definizione dello spazio e delle funzioni delle città. Operatori che molto spesso non sono i professionisti normalmente riconosciuti (architetti, urbanisti, ingegneri, geometri, ecc.) ma che con il proprio operato sperimentano pratiche innovative di riuso, rigenerazione, valorizzazione e condivisione di spazi ed edifici che spesso, gli strumenti dell’urbanistica condotta non riescono a prendere in considerazione”.

Il pomeriggio vedrà il coinvolgimento, oltre che di Diego Farina, anche di Paolo Marcelli (coordinatore Federazione Ordini Architetti Emilia-Romagna) e di Roberto Di Giulio (Direttore Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara). Verranno presentati alcuni casi studio: Elisa Grego (MEME Exchange di Ravenna), Alessandro Tassi Carboni (WoPa di Parma) e Andrea Rinaldi (Quartiere S. Croce a Reggio Emilia) e poi verrà data la parola ad alcuni testimoni della città, per comprendere le dinamiche del cambiamento urbano, gli spazi del futuro e i nuovi modelli di città. Lo spirito dell’iniziativa è quello di dare parola e ascolto a “brevi racconti generati da chi vive realmente la città, la osserva, la esplora, la gestisce, la pianifica, se la immagina”.

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