Architetti dopo il Covid-19. Il CNAPPC: “Ripartire dal futuro”

Architetti Covid-19 CNAPPC
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Cosa succederà dopo l’epidemia di Covid-19? Quale sarà il ruolo dell’architettura e degli architetti? Come si farà ripartire l’economia del settore?
Sono solo alcune domande che i tecnici italiani si stanno ponendo in queste ore e a cui il CNAPPC – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha provato a dare risposta. Il dibattito si sviluppa in attesa di capire quando e come i provvedimenti del Governo, alle prese con la preparazione della cosiddetta “fase 2”, porteranno alla riapertura delle attività legate al mondo delle costruzioni.

Architetti dopo il Covid-19, la risposta del CNAPPC

La risposta ai dubbi riguardanti il futuro delle città in cui viviamo e dei territori in cui si trovano, dei cantieri che saranno attivati o riattivati, del modo di concepire l’attività edilizia dopo la pandemia di Coronavirus arriva dal CNAPPC.
“Serve una capacità di progetto. Dunque c’è bisogno di architettura e architetti. Eppure tutto questo pare non essere sufficientemente percepito dai principali attori politici e dai decisori del nostro Paese”, è il commento del Consiglio.

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Architetti dopo il Covid-19: ignorati dal Governo?

Sembra strano, infatti, che “gli architetti non vengano coinvolti in una fase così drammatica della vita del Paese”, considerando che l’epilogo sarà la ricostruzione di un modo di vivere diverso, in cui la dimensione spaziale della nostra esistenza assume un ruolo prioritario”.

In questo contesto ai tecnici non è stato riconosciuto alcun ruolo, neppure nella definizione di una strategia d’azione che individui le priorità per l’Italia. Secondo il CNAPPC è importante che “la crisi, la pandemia, la paura, si traducano in una possibilità e non rimangano nel nostro tessuto sociale come una ferita. Un trauma senza risposta”.

Lanciando questa sfida al Governo e sperando in un rapido e previdenziale confronto tra organi, il Consiglio ha deciso di intervenire seguendo una sua idea. Non di certo per un dispetto nei confronti dei vertici decisionali italiani, ma piuttosto per individuare una linea d’azione da condividere con i tecnici che rappresenta e tutela.

Covid-19: le linee d’azione del CNAPPC post Covid-19

Sono tre le direzioni che il CNAPPC intende perseguire nel suo scopo:

  • Lavorare sul futuro dopo un lungo periodo di concentrazione sul “presente”.
    L’epidemia, non volendo rappresentare una pura crisi ma una caduta prima della ripartenza, dovrà portare gli architetti a guardare al futuro e a investire su di esso.
    Sarà necessario ripensare il concetto di casa, di quartiere, di lavoro digitale, di mobilità. Si tratta di argomenti già affrontati dal Comitato Scientifico, tra i cui nomi spicca quello dell’architetto Mario Cucinella, già attivo prima dell’emergenza Coronavirus.
    Tra le proposte del Comitato si addice al periodo attuale quella avanzata lo scorso 7 aprile di lanciare una piattaforma di condivisione digitale aperta a tutti gli architetti, attraverso la quale sarà possibile proporre idee e contributi che saranno indirizzati al Governo stesso. In questo modo anche i tecnici potranno partecipare attivamente alla costruzione del futuro del nostro paese.
  • Definire nuove strategie per il mondo delle costruzioni, già duramente colpito negli ultimi anni dalla crisi del settore e sottoposto a un colpo ancora più violento con la pandemia in corso.
    “Per riemergere da questo declino è necessario sviluppare un progetto coraggioso, un modello di sviluppo sostenibile e resiliente che non può prescindere da una consapevole strategia di investimento che interessi l’ambiente costruito”, è l’idea del CNAPPC.
  • Intervenire sul quadro normativo attraverso raccomandazioni finalizzate a rivisitare l’attuale legislazione di settore. L’idea è quella di spingere verso una profonda innovazione e una semplificazione della normativa urbanistica, del codice degli appalti e del Testo Unico.

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CNAPPC: la rinascita dopo il Covid-19 passa per gli architetti

Le tre linee d’azione sono strettamente legate tra di loro e non possono essere dissociate se si vuole trovare una soluzione immediata alla crisi in corso.

Puntare sul futuro, secondo il CNAPPC, è l’unica strada da seguire per risolvere i problemi attuali. Vivere in un ambiente costruito di qualità, del resto, è fondamentale per la qualità della vita stessa. Per questo serve gettare nuove basi che mettano l’uomo al centro di ogni progetto e che propongano una visione strategica della relazione tra economia e società.

“Il COVID-19, oltre ad averci fatto piombare in una profonda crisi sanitaria ed economica, può rappresentare una gigantesca opportunità verso il cambiamento, con interventi radicali, in una partita tutta da giocare, senza avere paura di giocarla”.

LA GESTIONE DEL RISCHIO COVID-19 Carmine Moretti, Marco Ballardini, 2020, Maggioli Editore

Questa pubblicazione è nata allo scopo di fornire strumenti utili e indicazioni da seguire nella gestione dell’emergenza legata alla diffusione dell’infezione da COVID-19 nei luoghi di lavoro e nei cantieri. Si è voluto dare un taglio pratico al testo, sulla base dell’esperienza...



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