Memoria di archeologia industriale, Faenza Square a Jingdezhen

archeologia industriale faenza square cina

(di Marcello Balzani)

Trasferire la memoria attraverso l’architettura orizzontale.

Un percorso che nel mondo globalizzato a volte avviene utilizzando non solo il gemellaggio tra città lontane nello spazio, ma anche il potere del disegno d’arredo urbano, attraverso un rapporto innovativo capace di ricodificare elementi decorativi e significati tecnologici dell’industria ceramica.

Leggi anche il precedente editoriale Gerusalemme per l’Unesco è solo araba

È quindi il rapporto di partenariato fra le città ceramiche di cui fa parte Faenza (59.000 abitanti – Italia del Nord) e quella di Jingdezhen (1.554.000 abitanti – Cina Sud Est) che diviene generatrice di questa opportunità. Infatti le due amministrazioni hanno convenuto di realizzare uno spazio aggregativo capace di rappresentare Faenza all’interno di una grande area di circa 14 ettari, parzialmente occupata da fabbriche di porcellana dismesse.

Il progetto di trasformazione urbanistica di quest’area, che mantiene, in modo molto innovativo, la memoria di una vera e propria archeologia industriale, prevede un grande quartiere dedicato a “Parco della Tecnologia, ricerca e cultura” in un’alternanza di edifici e spazi aperti, alcuni dei quali costituiscono le piazze del nuovo suggestivo quartiere.

Ed è proprio attraverso questo processo metodologico che il progetto coordinato dall’architetto Ennio Nonni definisce a Jingdezhen una nuova “Piazza Faenza”.

“Faenza Square” occupa un’area di circa 2300 mq e si presenta con un disegno urbano che rievoca in modo contemporaneo la storica Piazza del Popolo della città “manfreda” e ne ricorda così, pur a distanza, il profilo identitario, conservando però un’autonomia formale che bene si innesta in questa grande città cinese in forte espansione.

Gli elementi di riferimento affinché un nuovo spazio possa elevarsi a piazza vera e propria, quale luogo riconoscibile, non hanno confini geografici, in quanto rispondono alle elementari regole del ritrovarsi: la fontana, il gazebo, il recinto, le sedute, gli alberi, l’arte urbana, la conservazione dei segni del passato, l’illuminazione, ma soprattutto le pavimentazioni che restituiscono unità ad uno spazio plurale, assicurandone la unicità.

 

SCHEDA PROGETTO
Faenza Square, Jingdezhen, Cina

Progettista
Arch. Ennio Nonni

Collaboratori
Arch. Federica Drei, Arch. Andrea Gamberini

Artista
Alessandro Neretti (Nero)

Progetto
2014

Realizzazione
2015-2016

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento
Please enter your name here