Alessandra Ferrari del CNAPPC ci parla della Festa dell’Architetto 2017 (e non solo)

Intervista ad Alessandra Ferrari, membro del CNAPPC e della giuria che ha selezionato i vincitori dei Premi Architetto dell'Anno e Giovane Talento dell'Architettura.

Alessandra Ferrari CNAPPC
Arch. Alessandra Ferrari.

In vista della Festa dell’Architetto 2017, in programma per domani, 2 dicembre 2017, al MAXXI di Roma, abbiamo intervistato Alessandra Ferrari, dal 2016 coordinatrice del Dipartimento Promozione della cultura architettonica e della figura dell’Architetto del CNAPPC, nonché membro della giuria che selezionerà i vincitori dei premi Architetto dell’Anno e Giovane Talento dell’Architettura 2017.

L’architetto Ferrari, che è nata in provincia di Modena ma ha vissuto a Verona, Venezia, Milano, Bergamo, e anche in Marocco, si è laureata alla IUAV nel 1989 e ha poi lavorato come progettista e responsabile di progetto per una delle maggiori società di engineering americane. Dal 2000, con sede stabile a Bergamo, si occupa di progettazione, costruzione e consulenza nel settore pubblico e privato. È stata la prima presidente donna dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bergamo (nel 2016 ha dovuto lasciare l’incarico per poter svolgere l’attuale ruolo all’interno del CNAPPC).

Dottoressa Ferrari, come si inserisce la Festa dell’Architetto, con i relativi premi che saranno assegnati, nel delicato clima architettonico attuale? Quando abbiamo dato notizia dell’evento diversi lettori si sono lamentati del fatto che l’architettura in Italia sia morta, che ci siano troppi problemi nel settore dell’edilizia e che non abbia senso festeggiare quando i professionisti, soprattutto i giovani, sono sfruttati e sottopagati. Lei come la vede?

“La parola festa ha un’origine antica, deriva dal greco festiao, che indica l’atto di accogliere presso il focolare domestico. La festa è un atto di condivisione, di accoglienza, di comunione, di rispetto. Celebrare la Festa dell’Architetto, dedicata all’architettura e a tutti gli architetti, vuol dire nobilitare i luoghi dove si produce vita ed i metodi ad essi collegati, premiando quelli che sono in grado di contrassegnare identità culturali, spirituali, sociali, obbligando a rispettare diritti, prescrivendo e favorendo comportamenti.

La Festa dell’Architetto 2017 che si terrà a Roma il 2 dicembre, è l’inizio di un percorso intellettuale verso l’VIII Congresso Nazionale degli Architetti P.P.C. italiani (Roma, 5-6-7 luglio 2018), il cui tema conduttore è incentrato sulle città del futuro. Durante il congresso si affronteranno tematiche di interesse collettivo e si completerà la definizione dei princìpi per la formulazione di una proposta di Legge per l’Architettura.

Alla Festa abbiamo invitato ad intervenire su questo tema esponenti di alto profilo della collettività, ‘non-architetti’, poiché il futuro del nostro spazio di vita interessa noi tutti, come persone“.

>> Scarica qui il Programma della Festa dell’Architetto 2017 <<

Come coordinatrice del ‘Dipartimento Promozione della cultura architettonica e della figura dell’Architetto’, cosa ne pensa del caso di Catanzaro e della sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, ha dato l’ok alle gare d’appalto senza compenso per i professionisti?

“Sul caso Catanzaro si rischia di incorrere in un errore di approccio. Il caso Catanzaro è emblematico di come sia poco considerato, da parte delle amministrazioni e dei tecnici comunali di alcune realtà, il bene pubblico. Interessa così poco la strategia di pianificazione di un centro urbano da affidarla per un euro: il progetto non è determinante. Non è solo una battaglia per una parcella adeguata, che è sacrosanta, ma una battaglia per l’affermazione del valore del progetto del nostro spazio vitale, che noi riteniamo centrale. Sono indignata come persona prima ancora che come professionista. Tutto il Consiglio del CNAPPC è stato unanime nella decisione di ricorrere alla Corte Europea per i diritti umani“.

Come coordinatrice del Dipartimento Promozione della cultura architettonica e della figura dell’Architetto, ma questa volta anche come donna architetto ed ex presidente dell’Ordine di Bergamo, cosa ne pensa della delibera recentemente approvata dal Consiglio dell’Ordine di Bergamo che rende possibile richiedere il timbro professionale con la dicitura ‘Architetta’? Abbiamo anche visto che ci sono state alcune polemiche per il fatto che il bando collegato alla Festa dell’Architetto sembrava ‘rivolgersi esclusivamente ad un unico genere’.

“È stato proprio il mio Ordine ad aver promosso il timbro ‘Architetta’ e trovo che sia un’iniziativa apprezzabile. Credo che la libertà di scelta sia un atto corretto e coerente. Anche se penso che per raggiungere la parità non basti un termine declinato al femminile, sono convinta che anche questo possa essere d’aiuto a cambiare il punto di vista.

Detto questo, la Festa è dell”Architetto’ perché la legge (il Regio Decreto 25377 del 1925, e il DPR 380/2001) stabilisce che con tale termine siano indicati entrambi i generi. Non favorirei una competitività di genere però, nonostante abbia condiviso analisi esclusivamente al femminile e ritenga che tutte le professioni debbano tendere all’inclusività totale“.

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Tornando alla Festa dell’Architetto e ai relativi premi, può dirci quante candidature avete ricevuto quest’anno e come si è svolto il lavoro di selezione da parte di voi giurati? 

“L’anno scorso abbiamo ricevuto circa 450 nominativi. Quest’anno quasi 500. Quello che ci ha inorgoglito è stata l’attenzione che l’intera Comunità di Architetti ha mostrato, indicata per esempio dai circa 1500 bandi scaricati dalla piattaforma del Consiglio Nazionale dedicata ai Concorsi, che avevamo predisposto. Da quest’anno abbiamo deciso di individuare 4 categorie con una specifica menzione: Nuova Costruzione, Recupero e Restauro, Allestimento o interni, Opere su spazi aperti e paesaggio. Abbiamo individuato alcuni indici di giudizio che concorrono alla valutazione e ogni componente della giuria, sempre in via telematica, ha espresso un voto a base 100. Oltre che da me, la giuria era composta da Andreas Kipar, che ha svolto mansioni di Presidente, Werner Tscholl, vincitore del Premio Architetto Italiano 2016, Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura, Anna Buzzacchi, Presidente dell’Ordine di Venezia, rappresentante degli Ordini Provinciali, Mirko Franzoso, vincitore del Premio Giovane Talento nel 2016. Sono orgogliosa di affermare che il livello medio dei progetti presentati è elevato“.

>> Qui trovi i vincitori dei premi consegnati durante la Festa dell’Architetto 2017 <<

Può spiegarci nel dettaglio cos’è l’Yearbook e dove sarà possibile trovarlo?

“L’Yearbook è una raccolta di identità che rappresenta non solo un risultato, ma un modo di lavorare in rapporto alla complessità di ogni singolo progetto di architettura. Raccoglie una selezione di progetti e di architetti che hanno partecipato al Premio Architetto Italiano. È stato realizzato per la prima volta nella storia del Consiglio Nazionale l’anno scorso. Viene editato l’anno successivo a quello del premio cui fa riferimento, quindi al termine della Festa dell’Architetto del 2 dicembre si avvieranno i lavori redazionali per l’edizione attuale.

Viene distribuito in Italia e nel mondo per promuovere la capacità progettuale dell’architetto italiano. Quest’anno, ad esempio, è stato presentato a Doha, ad Hong Kong, a New York e a Seoul, durante il Congresso Mondiale di Architettura UIA 2017. Mi piace ricordare che in quella circostanza abbiamo utilizzando un’installazione tecnologica all’interno della quale abbiamo inserito una frase che rappresenta la ragione stessa dello Yearbook, che col tempo ambisce a diventare una delle più importanti collezioni di architettura del mondo:«Si costruisce per l’uomo e per la storia, piccola o grande, non solo per vanità o per il denaro di un committente»“.

intervista a cura di g.a.

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