World Cup, chi è il designer pazzo che l’ha ideata

La Germania ha vinto il Mondiale 2014, insieme alla Merkel ha alzato al cielo la Coppa del Mondo e ha consumato più birra di quanta non sia stata consumata in tutti i pub tedeschi dall’alba dei tempi.

 

Ogni volta che una qualsiasi vince un Campionato del Mondo c’è un oggetto sul quale i giocatori si avventano con l’avidità di un orafo in crisi: la Coppa del Mondo. Tutti, anche l’ultimo massaggiatore di polpacci, la vogliono baciare.
Quest’anno l’Italia è arrivata in finale con l’arbritro, Rizzoli, che non ha visto una ginocchiata in faccia di Neuer a Higuain.

 

Ogni 4 anni, sempre, e qui innalzo al cielo – trionfale – il mio piccolissimo campanilismo nazionalista, l’Italia arriva in finale con un’altra cosa: l’artigianato. La Coppa del Mondo, quella cosa mostruosa che pare una scena di un film horror in cui i mostri vampiri si avvinghiano sotto al corpo della vittima da cui stanno succhiando sangue levandola in alto, verso il Nosferatu che vuole diventare Padrone del Mondo, l’ha disegnata l’orafo e scultore italiano Silvio Gazzaniga e prodotta l’oreficeria GDE Bertoni di Paderno Dugnano in provincia di Milano.

 

Magari voi si, ma io non lo sapevo: sul design c’è sempre qualcosa da imparare, e immaginare.

 

L’immaginazione del designer è in questo caso d’ispirazione Goyana, infernale, ma alla fine la spiegazione ufficiale, come al solito, riduce tutto a una cosa semplice e noiosa: in realtà rappresenta la gioia e la grandezza dell’atleta nel momento della vittoria, due atleti che esultando sorreggono l’intero mondo. Esplosione (opportuna) della fisicità umana e della gioia di una nazione di fronte al Mondo. Mah. La storia del Dracula dominatore del Mondo mi piaceva di più, dietro avrebbe potuto esserci tutta una Storia del dominio del male sul bene, dove il Nosferatu si è impossessato di una squadra e l’ha portata al trionfo, conquistando il Mondo dal punto di vista calcistico, quindi in senso totale. La Merkel è l’incarnazione del Diavolo, il design italiano è il suo tramite.

 

Un po’ di storia della World Cup
Dopo che nel 1970 il Brasile vinse per la terza volta la coppa Jules Rimet, aggiudicandosela definitivamente come da regolamento, la FIFA creò un altro trofeo. La coppa Gazzaniga è alta 36,8 cm, il diametro della base è di 13 cm e pesa 6 chili. È in oro massiccio a 18 carati, vuota all’interno. Sotto al basamento sono incisi ciascuno nella lingua della nazione indicata i nomi delle nazionali che dal 1974 hanno vinto il mondiale, ma la coppa non sarà assegnata alla squadra che la vincerà per tre volte, continuerà a “girare” fino a quando tutti i possibili 17 spazi sotto il verranno riempiti, quindi fino ai mondiali del 2038.

 

“Ho creato la forma liberamente. Il trofeo rappresenta due giocatori che alzano le braccia verso l’alto nella gioia della vittoria. Racchiude in sé il dinamismo, la forza e la velocità dell’azione, lo sforzo sportivo e l’emozione, l’esaltazione di trovarsi in cima al mondo. L’atleta è il protagonista assoluto dell’opera e sorregge il mondo nella felicità e nell’entusiasmo della vittoria. Chi vince una competizione così dura e prestigiosa assume nel momento della vittoria la dimensione di un gigante e il suo premio, la Coppa, deve esprimere tutto questo” (Gazzaniga)

 

Lui è un visionario, ma non ce lo vuole dire. La sua Coppa del Mondo scade nel 2038, chissà cosa succederà quell’anno alla fine dei Mondiali. “Pazzo” perchè da una forma nota al Mondo intero mi fa venire in mente un pensiero pericoloso, il Male che tenta di conquistare tutto, attraverso lo sport, e la politica.

 

Il trofeo è stato finora assegnato tre volte alla Germania (1974 , 90, ieri) , due all’Argentina (1978, 1986), all’Italia (1982, 2006) e al Brasile (1994, 2002), una volta alla Francia (1998) e alla Spagna (2010).
La Coppa autentica viene presentata durante la cerimonia d’apertura del torneo, poi viene spostata presso la sede organizzativa dell’edizione, luogo di visita per i turisti, che lo possono ammirare all’interno di una cupoletta di vetro anti-proiettile e controllato da videocamere speciali 24h su 24h, in attesa di essere portato allo stadio in cui si giocherà la finale. Tale controllo viene solitamente posto solo sulle reliquie preziose, o sugli oggetti avvolti nel mistero.

 

Ieri, il bacio del gigante Neuer, mastro di chiavi della porta dell’Inferno.

 

a cura di Enrico Patti

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