World Building of the Year alla Nuova Bocconi

La nuova sede milanese dell’Università Luigi Bocconi, progettata dallo studio irlandese Grafton Architects, si è aggiudicata il World Building of the Year, nell’ambito della prima Edizione del World Architecture Festival (WAF), svoltosi a Barcellona dal 22 al 24 ottobre.

Una prestigiosa giuria internazionale, presieduta da Sir Norman Foster e composta da importanti architetti, committenti e critici tra cui Cecil Balmond, Ricky Burdett, Charles Jencks and Süha Özkan, ha scelto il progetto selezionandolo tra i 224 lavori finalisti della competizione, suddivisi in 17 diverse categorie: Sedi Istituzionali, Edifici per Uffici, Centri Culturali, Energia, Salute, Tempo libero, Residenze, Istruzione, Natura, Vecchio e Nuovo, Case Private, Produzione, Religione, Shopping, Sport, Trasporti, Turismo.

Secondo le motivazioni della giuria, “Il nuovo edificio rappresenta un’aggiunta sobria, ma distintiva, all’ermetico paesaggio cittadino di Milano. Scavato nel centro cittadino, crea un magico regno sotterraneo di sale congressi, cortili e foyer, tutti accessibili al pubblico, con gli uffici per i docenti letteralmente sospesi nello spazio. La giuria ha apprezzato il maturo trattamento degli spazi, della luce e dei materiali locali da parte di architetti che, pur non essendo di Milano, sono riusciti a distillare l’essenza di questa dura città in forme sicure e contemporanee. Il progetto enfatizza le caratteristiche pubbliche e sociali della vita accademica e la sua capacità di coltivare relazioni con la città e il mondo circostante”.

 

Paul Finch, direttore della “Architectural Review” e curatore del programma della manifestazione, ha descritto l’edificio come “frammento di progettazione a tutto tondo “, elogiandone in particolar modo l’intelligente rapporto con il contesto urbano. Il progetto ha impressionato i giurati per la sua “densità fisica e concettuale” che, secondo Ricky Burdett, riprende il severo e nervoso DNA di Milano “sollevandogli le gonna”. Cecil Balmond ne ha apprezzato lo “sforzo privo di istrioniche soluzioni strutturali che sospende gli uffici per 1000 professori sopra l’atrio sotterraneo”. Süha Özkan sottolinea il modo in cui l’edificio “porta la città dentro alla facoltà, mettendo in stretta relazione la vita di Milano con la vita dell’Università”. Chairman Stern descrive infine l’intervento come “uno di quei grandi edifici che riescono ad offrire una visione del passato in modo totalmente rinnovato”, con le sue allusioni alle megastrutture Moderniste, ripensate e adattate alla realtà del Ventunesimo Secolo.

La nuova facoltà, situata tra via Roentgen e viale Bligny a Milano, sarà inaugurata con una tre giorni di eventi aperti al pubblico, da giovedì 30 ottobre a sabato 1 novembre.

Siti Ufficiali:

http://www.worldarchitecturefestival.com
http://www.graftonarchitects.ie

http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/

 

Yvonne Farrell and Shelley McNamara (Grafton Architects) durante la cerimonia di premiazione del World Architecture Festival.

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