Vittorio Gregotti, Lezioni veneziane

Vittorio_Gregotti_1975 By Adriano Alecchi (Mondadori Publishers) [Public domain], via Wikimedia Commons

(di Beppe Giardino)

“Vittorio Gregotti – scrive Franco Rella nella presentazione – è in primo luogo un architetto, un architetto che riflette sulla pratica, che ne scrive e che la insegna. Come Cezanne conosceva attraverso la pittura, Gregotti conosce attraverso l’architettura su cui incidono e si intrecciano l’arte e le arti, la filosofia, la critica, la narrazione, l’etica e la politica e infine l’insegnamento”.

Come tutti quelli della sua straordinaria generazione, i nati a cavallo tra il 1925 e il 1935, considerati maestri che hanno influito e dato un forte e autorevole contributo alla storia dell’architettura, l’architettura non è solamente un fatto fisico, ma risulta essere una complessa serie di pensieri, dove l’esito finale è sempre derivato da un accorto studio intrinseco e apparentemente entropico di riflessioni e teorie.

Il progetto, come ci ricorda Carlo Palazzolo in uno scritto recente, non è solo insostituibile strumento di trasformazione del reale, ma anche strumento di conoscenza e di comunicazione, perché è nella soluzione di architettura che si materializzano le riflessioni della ricerca intellettuale.

L’attività teorica di Gregotti si sviluppa coerentemente fin dagli anni Cinquanta sulle pagine Casabella, dove lucidi editoriali ci raccontano delle nuove architetture e dei nuovi stili, per poi continuare in altre redazioni, come Edilizia Moderna, Lotus, Rassegna, ritornando poi a Casabella nelle vesti di direttore, avendo il merito in quegli anni, come ricorda Tafuri, di accogliere i nuovi temi di discussione e di registrare puntualmente l’atmosfera dominante, offrendo così un ricco catalogo critico dei problemi; e ancora altri innumerevoli articoli su quotidiani e periodici consentono un’ulteriore e meticolosa lettura della vivacità intellettuale di Gregotti, dove teoria e progetto sono sempre elementi imprescindibili.

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Chiaro esempio ne è questo volume, che raccoglie i testi di sei seminari tenuti allo IUAV da Gregotti e incentrati sul rapporto tra teoria e prassi, dove la relazione nata porta alla formazione di architetture sane e caratterizzanti l’aspetto sociale collettivo.

Se nel primo capitolo l’indirizzo è quello di comprendere che l’architettura è una pratica che produce essa stessa teoria, nel secondo affronta le forme che la teoria assume nella costruzione del moderno, per proseguire nel terzo, con l’analisi delle trasformazioni lasciate e la crisi del progetto moderno. Negli altri seminari la figura dell’architetto oggi e il rapporto con la politica sono punti essenziali per capire la mutazione di ruolo rispetto al passato, per finire con il sesto capitolo, dove le contraddizioni dell’epoca attuale forniscono una nuova visione dell’architettura e delle sue teorie.

Vittorio_Gregotti_Lezioni_Veneziane_Skira

Lezioni veneziane
di Vittorio Gregotti

Skira, 2016
brossura, 136 pagine
15×21
ISBN 885723094
Euro 21,50

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