Verde urbano e progetto modulare, menzione ai LDF Arquitectos al concorso ‘New York Theater City’

I progettisti del gruppo LDF Arquitectos dell’Università Politécnica di Valencia (UPV), Spagna, hanno ricevuto una menzione al concorso internazionale per la progettazione del “New York Theater City” proponendo uno spazio flessibile punteggiato da volumi con geometrie differenziate, in cui l’architettura stessa diventa stimolo per la creatività. Il concorso è stato bandito da ArchMedium, un’associazione che organizza concorsi internazionali di architettura per studenti, in una zona industriale di Manhattan attualmente inutilizzata e in attesa di un progetto in grado di rivitalizzarla, reinventarla e reinserirla nella città.

 

La richiesta del bando di concorso consisteva in un campus teatrale urbano in cui piccole compagnie che non riescono ad avere accesso ai famosi palcoscenici di Broadway possono disporre di spazi per le prove e in cui i loro spettacoli possono essere rappresentati offrendo un’attività culturalmente diversa. Secondo le indicazioni, il progetto per il “New York Theater City” doveva concretizzarsi come fusione tra architettura e urbanistica, unendo la necessità di offrire siti funzionali alle diverse attività teatrali indicate con il dovere di rendere il luogo un nuovo e vitale spazio per la città. Per fare ciò, avrebbe dovuto essere fondamentale non solo la ricerca di adeguate soluzioni per gli edifici, ma anche la loro collocazione e il loro dialogo con la città, col fiume e con il contesto urbano in generale, attraverso parchi e giardini con accessi pubblici, percorsi che consentono agli utenti di andare nel campus e di attraversalo senza alcuna difficoltà nei percorsi urbani e uno spazio esterno in grado di accogliere occasionalmente circa 250 persone.

 

I progettisti del gruppo LDF Arquitectos (Carlos Beamonte Calvo, Daniel Bonillo Guillén, Jose Manuel Borrás Buisán, Juan Ignacio Casillas Rodrigo, Jaume Cortés Llinares, Ricardo Vallejo Varela) sono partiti dal concetto di identità e di collettività, facendone scaturire il quadro di una città sempre in movimento. Il concept si basa sulle stimolazioni sensoriali che l’architettura può produrre: una città “eccitante” può giocare coi sensi. All’interno del caos di linee che creano la città di New York, l’idea di progetto è una sfida in cui la creatività è in grado di produrre un’immagine collettiva della città.
Il progetto nasce dall’incontro di singoli volumi all’interno di uno spazio comune, un’agorà, luogo di incontro in cui le parti sono in equilibrio col tutto. Il cambiamento di quota della grande piazza di accesso si basa sul concetto di soglia di transizione tra la città e l’intervento di progetto, creando un luogo flessibile dove si innescano relazioni, interazioni, scambi di idee: creatività che scaturisce proprio dall’attraversare l’architettura.
L’intervento dialoga con la presenza dell’High Line, costituendone un’estensione del parco che crea una zona di sosta e relax, un insieme di percorsi, di pieni e vuoti, che, attraverso una serie di linee di flusso, conducono al luogo della rappresentazione. Questo scenario flessibile, evocativo e creativo consente di reinventare il concetto di teatro, che torna alle sue radici partendo da una nuova prospettiva. Il teatro diventa spazio pubblico in ragione delle relazioni innescate con ciò che lo circonda. L’arte coesiste con questo brano di città.
Gli elementi che fungono da scenari sono presenze di grandi dimensioni, al fine di attirare l’attenzione, ma non sono entità isolate: l’elemento di collegamento è il rivestimento in schermi a LED che proiettano gli spettacoli rappresentati in quel momento, immagine evocativa delle luci che costeggiano le strade di Broadway. Queste facciate reinventano continuamente se stesse, proiettano immagini che creano continuamente “memoria”. In quest’area punteggiata di palcoscenici con geometrie differenziate, il giardino si innesta all’interno a diverse altezze, come elemento unificatore del campus teatrale.

 

a cura di Federica Maietti

 

Per ulteriori informazioni
www.en.archmedium.com

 

Nell’immagine, vista complessiva del progetto del gruppo LDF Arquitectos (Carlos Beamonte Calvo, Daniel Bonillo Guillén, Jose Manuel Borrás Buisán, Juan Ignacio Casillas Rodrigo, Jaume Cortés Llinares, Ricardo Vallejo Varela), Spagna, che si sono aggiudicati una menzione d’onore al concorso per il “New York Theater City”

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