Urbanpromo 2012: dalla periferia la rinascita urbana, esperienze e progetti

Nella mattinata di venerdi 9 novembre, al convegno “Programmi innovativi in ambito urbano e Piano Nazionale delle Città”, organizzato durante Urbanpromo 2012 nell’atelier dell’Urban Center di Bologna, si sono confrontati alcuni esponenti politici, amministratori e docenti attenti ai problemi connessi con l’espansione urbana. L’intervento dei relatori si è focalizzato in particolare sulla questione, quasi sempre irrisolta, degli interventi nelle aree periferiche delle città, spazi che spesso si sono sviluppati in modo disordinato, non essendo stata posta nella pianificazione degli stessi la medesima cura riservata ai nuclei storici.

 

La discussione è partita dall’esame di casi concreti tratti dal panorama italiano ed europeo. Attraverso la relazione di Andrea Vidotto, docente all’Università degli Studi Roma Tre, è stato proposto il caso di Copenaghen. La capitale danese è rimasta in parte fedele al noto “Piano delle cinque dita” del 1947, pur dovendo fare i conti con la crescita dell’area metropolitana che conta oggi quasi un milione e settecentomila abitanti. Le cinque direttrici preferenziali di sviluppo hanno potuto contare su uno sviluppo lineare delle linee di trasporto pubblico, con la possibilità di interscambio tra ferrovia, autobus e metropolitana leggera. Con il piano del 1993 si era previsto inoltre di “incentivare la localizzazione dei luoghi di lavoro nei punti a elevata accessibilità: i grandi attrattori di traffico – specialmente gli uffici – dovranno essere situati presso stazioni ferroviarie o terminal degli autobus”. Sono stati conservati ampi spazi verdi e il traffico automobilistico è calato sensibilmente, sostituito in gran parte dalla mobilità lenta attraverso il potenziamento dei tratti ciclabili.
Ambrogio Prezioso, presidente di Afm Edilizia (l’associazione di formazione manageriale) ha approfondito il delicato tema della rigenerazione urbana nella buffer zone di Pompei, ovvero di quella fascia tampone che circonda gli scavi archeologici. Sono state tante le proposte vagliate sotto la supervisione dell’Unesco e del Ministero dei Beni Culturali, con lo stanziamento di fondi statali straordinari e il crescente interessamento da parte di imprese private straniere.

 

Marcello Cruciani dell’Ance e Andrea Marani, vicepresidente della stessa associazione, hanno coordinato gli interventi successivi. L’imprenditore Marco Buriani, attento osservatore del mercato delle costruzioni, ha invocato una precisa finalizzazione dell’utilizzo dei fondi strutturali e ha citato testualmente le parole del ministro Barca affinché “si controlli quello che si fa per riservare i fondi a interventi concreti”. Oltre al superamento di alcuni ostacoli immotivati imposti dai regolamenti prolissi e dalla burocrazia resta aperta anche un’altra questione, ovvero il rapporto tra pubblico e privato. Riemerge anche la disputa sul ruolo dello sportello unico che secondo Buriani dovrebbe essere riattivato sotto forme semplificate e con procedure più veloci.
Mauro Grassi, assessore all’urbanistica e all’ambiente del comune di Livorno, ha opposto la sua visione sugli interventi di semplificazione: un invito alla cautela per rispettare la complessità dei territori. “Il problema, a mio avviso, è la mancanza di provvedimenti contro l’inerzia istituzionale” prosegue Grassi “Non si tratta di semplificare, ma semplicemente di decidere in tempi rapidi”.  Vanno evitati quei comportamenti tipici della politica che frappone ostacoli pur di evitare di veder approvate soluzioni non condivise, una strada che può essere intrapresa solo tramite la deregolamentazione e la liberalizzazione. I disaccordi sfociano sempre in gravi ritardi e causano danni che si scaricano poi sulla collettività. Secondo Grassi la soluzione passa anche attraverso il superamento della paura del rapporto tra pubblico e privato, una cooperazione sempre più necessaria e inevitabile.
L’Onorevole Alessio Bonciani ha sottolineato gli aspetti che accomunano l’Italia ad altri paesi, ma ha ribadito che in questo paese spesso le risorse si trasformano in problemi. Gli esempi virtuosi non mancano, e il deputato ha voluto ricordare il caso di Bilbao, una città un tempo segnata da conflitti sociali e da una situazione economica critica. L’attivazione di risorse pubbliche, in quel caso, ha contribuito ad attrarre e attivare i capitali privati.
A questo esempio lo stesso Bonciani ha contrapposto la situazione di Firenze, per affermare che “la politica sbaglia di frequente e si ostina a valutare singolarmente gli interventi”. La città toscana prevedeva la realizzazione di tre linee di trasporto realizzate in project financing, ma i tempi si sono allungati e il tracciato è destinato a cambiare. Il perno di questo grande sistema si doveva localizzare in prossimità della stazione di Santa Maria Novella, ma nello stesso tempo è partito l’iter dell’alta velocità che toccherà una stazione diversa. Errori che si potevano evitare se i piani strategici fossero stati meno autoreferenziali e meno rigidi: “forse è il caso di ripensare gli strumenti urbanistici con cui operiamo, fare affidamento a quelli nuovi per compiere un passo in avanti”.
La deputata Chiara Braga, architetto urbanista con una laurea conseguita al Politecnico di Milano, ha riportato la propria personale esperienza di assessore all’urbanistica in un piccolo comune lombardo. Dall’intervento è emersa la necessità di un cambio di rotta rispetto alla diffusa tendenza di uno sviluppo quantitativo anziché qualitativo delle aree periferiche. Riprendendo il caso di Copenaghen la Braga ha fatto notare la minor frammentazione di proprietà nel territorio danese, un aspetto che ha favorito la crescita di un piano tanto ambizioso.

 

Emblematica la testimonianza conclusiva di Buriani che richiama la puntata di Report durante la quale era stato intervistato. In quella circostanza l’imprenditore aveva auspicato una semplificazione, portando l’esempio del regolamento edilizio di Monaco, composto da appena 5 pagine, contro le quasi quattrocento che negli stessi anni venivano approvate in alcuni comuni italiani.

 

A cura dell’Ufficio stampa INU/Urbanpromo

 

Per informazioni
www.urbanpromo.it

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