Urbanistica, chi comanda a Milano. Inchiesta sulla città e le sue trasformazioni

Il Giornale dell’Architettura presenta l’inchiesta esclusiva su Milano e le sue trasformazioni. Pubblicata sul numero di febbraio, l’inchiesta indaga le politiche territoriali e i principali progetti di trasformazione in corso e in previsione per il capoluogo lombardo, osservando la città da punti di vista differenti: dalla strumentazione urbanistica che definisce i modi di governo del territorio, alle architetture che stanno prendendo forma nei diversi cantieri, alle politiche per il verde e la sostenibilità ambientale, fino all’intricata vicenda dell’Expo 2015.

 

Ne emerge uno scenario caratterizzato da diverse criticità e questioni aperte, in parte legate alla deregulation in fatto di pianificazione urbanistica e territoriale che ha connotato gli ultimi anni. Con un protagonista quasi assoluto: il peso del mercato immobiliare (e di chi lo gestisce) nei processi decisionali a monte delle trasformazioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

“1. È noto che Milano rappresenti attualmente uno dei più dinamici mercati immobiliari europei e contemporaneamente il luogo dove si concentrano e si depositano storicamente, a diversi livelli, gli interessi finanziari di tutto il resto d’Italia.
2. La straordinaria continuità politica dei tre livelli amministrativi (Comune, Provincia, Regione) che si verifica dal 1993 ha permesso per la prima volta in Italia di sperimentare senza ostacoli sul campo le politiche territoriali che privilegiano i principi della deregulation e di un maggior spazio all’azione dei privati. L’antico Prg, che «regolava» cioè gli interessi privati e pubblici, è stato messo in soffitta con tutto il suo bagaglio riformista. Non si può quindi negare che l’attuale condizione del territorio milanese sia il risultato di tali politiche.
[…]
4. Le aree industriali dismesse sono state negli ultimi vent’anni la grande risorsa di sviluppo immobiliare per Milano. Nel limbo prodotto dalla mancanza del nuovo piano si è operato per singoli progetti, lasciando un maggior spazio ai privati sul disegno morfologico di parti di città.
5. I grandi gruppi immobiliari, che si possono contare sulla punta delle dita, si sono accaparrati tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi dei Novanta tutte le aree edificabili (e non) concordando i benefici previsti per norma direttamente con i responsabili delle amministrazioni pubbliche. Questo ha aperto un’ampia area di contiguità/conflittualità in cui coesistono gli interessi della rappresentanza politica e quelli dei grandi gruppi proprietari delle aree. L’Expo è solo un esempio; i quotidiani locali sono pieni di casi analoghi.
6. Le numerose archistar o presunte tali che hanno risposto all’appello della nuova politica immobiliare hanno sconvolto, sotto gli occhi degli ordini professionali e del Politecnico, lo skyline urbano con grattacieli più adatti alle nuove megalopoli orientali che a una città che ha fatto di sé l’immagine di eleganza e di stile nell’architettura e nel design. Niente a che vedere con la storia del Movimento moderno, che ha realizzato la città che conosciamo tra anni Trenta e Cinquanta”.

 

Antonio Angelillo
(blog www.antonioangelillo.it)

 

 

Un incontro alla Casa della Cultura di Milano, che si terrò oggi, martedì 22 febbraio, è dedicato ai temi emersi dall’inchiesta.
Durante l’incontro discuteranno di questi temi i curatori, Antonio Angelillo e Giulietta Fassino, con Luca Feltrami Gadoli, Claudio De Albertis, Mario De Gaspari, Vittorio Gregotti, Ferruccio Sansa.
Parteciperanno gli autori dei servizi: Cristina Bianchetti, Matteo Bolocan Goldstein, Federico Oliva.

 

 

SCHEDA EVENTO
Chi comanda a Milano
Inchiesta de Il Giornale dell’Architettura
Luogo
Casa della Cultura
via Borgogna 3, Milano
Data
martedì 22 febbraio 2011
Orario
ore 21.00

 

 

Per informazioni:
Il Giornale dell’Architettura
Segreteria di redazione
Tel. 011.8199125
Fax 011.8193090
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www.ilgiornaledellarchitettura.com

 

Casa della Cultura
Tel. 02795567
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ACMA Centro di Architettura
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E-mail: acma@acmaweb.com
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