Urban reuse, rigenerazione sostenibile di un’area ex-industriale a Hong Kong

Il progetto Transitions. Proposte d’intervento per la trasformazione sostenibile di un’area ex-industriale a Hong Kong, di Sara Dughetti, definisce un approccio sostenibile per la gestione e il trattamento delle acque reflue urbane in un’ex area industriale di Hong Kong in cui la progettazione di un parco articolato vede lo sfruttamento della vegetazione per creare un ecosistema in grado di rinaturalizzare lo spazio costiero.

 

Il progetto riguarda, Kowloon East, un’area in transizione dal punto di vista sociale, urbano ed economico. La chiusura dell’aeroporto nel 1997 e la delocalizzazione delle industrie in Cina negli anni ’80 hanno lasciato numerosi vuoti urbani ed edifici sottoutilizzati. L’intenzione di fare di quest’area il nuovo Central Business District ha aumentato la pressione economica. Con la trasformazione si evidenziano nuovi bisogni e nuovi fruitori.

 

L’acqua diventa un elemento strategico per donare nuova identità all’area. Infatti, la maggior parte dei lotti adiacenti all’acqua sono di proprietà pubblica e sono pronti ad essere riutilizzati. Il progetto si propone di guidare questo “urban reuse”.
Soprattutto a causa dello scarso ricambio con l’esterno, l’acqua della baia di Kwun Tong per il ricovero durante i tifoni, ha una delle qualità peggiori rispetto alle altre baie del Victoria Harbour. La necessità di depurare l’acqua incontra quindi il progetto del paesaggio generando un’infrastruttura verde che metta insieme le soluzioni tecniche con quelle sociali.

 

La linea verde che si allunga tra il bacino di acqua inquinata e l’ex distretto industriale ha l’importante funzione sociale di riconnettere il tessuto urbano frammentato con la costa attraverso un sistema di parchi pubblici, oltre a ristabilire la biodiversità e depurare l’acqua superficiale prima della scarico nel bacino.

 

Il sistema si compone di tre segmenti diversi, che rispondono alle diverse condizioni.
Il primo è il più esteso e ospita un complesso sistema di raffinamento delle acque. Si riconnette con un nullah (canale cementato) esistente, intercetta il flusso delle acqua superficiali e lo conduce attraverso una sequenza di anse e vasche che variano per profondità e vegetazione consentendo all’acqua di ossigenarsi, essere filtrata e poter essere infine introdotta bel bacino in seguito alla purificazione e stabilizzazione.

 

Il secondo parco corre parallelo ad una strada sopraelevate; svolge il ruolo di raccolta delle acqua superficiali del quartiere industriale in un canale filtrante dove la vegetazione presente ha la doppia funzione di rinaturalizzazione dello spazio e di primo filtraggio delle acque. Al termine del canale, l’acqua verrà immessa al di fuori dei frangiflutti che limitano la baia.

 

Infine, il terzo parco si trova in corrispondenza di un altro nullah, caratterizzato da un flusso molto debole e stagionale che raccoglie anche le acqua di scarico dei quartieri residenziali sulla collina.
Il progetto si propone di rallentare il flusso dell’acqua attraverso l’apposizione di gabbioni (rete e massi) nel letto rinaturalizzato e di filtrare alle stesso tempo i residui maggiori.

 

Il sistema di raccolta e gestione delle acque proposto tiene si relazione con le condizioni climatiche ad ambientali del sito, consentendo al paesaggio di adattarvisi in maniera resiliente e di contenere a lungo termine l’inquinamento.
La presenza dell’acqua, la stagionalità delle piogge e il verificarsi di tifoni tropicali contribuiscono a dare forma all’ambiente. Infatti, all’acqua viene dato modo di espandersi e allagare spazi preposti, consentendo attività diverse a seconda del livello dell’acqua. Infine, la vegetazione si adatta alle diverse condizioni di livello dell’acqua e allo stadio di trattamento.

 

Il progetto si è aggiudicato una Menzione d’Onore all’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Progettazione urbana e paesaggistica sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premio “la ricerca definisce un approccio sostenibile per la gestione e il trattamento delle acque reflue urbane. Il tema dell’acqua viene visto come elemento strategico e infrastruttura per guidare la trasformazione e il rilancio urbano di un’area della baia di Kwun Tong oggi in parte degradata a causa dell’abbandono seguito alla delocalizzazione di attività industriali. Attraverso la progettazione di un parco articolato la vegetazione, in varie forme, viene sfruttata per creare un ecosistema in grado di rinaturalizzare lo spazio costiero, filtrare e purificare le acque di scarico del sistema urbano. Tale strategia pare in grado di portare ad un sensibile miglioramento della qualità dello spazio costruito e delle acque nella baia, favorendo l’innesco di processi di riqualificazione urbana futuri”.


SCHEDA PROGETTO
Transitions. Proposte d’intervento per la trasformazione sostenibile di un’area ex-industriale a Hong Kong


Progetto
Sara Dughetti


Università
Università degli Studi di Ferrara
Dipartimento di Architettura


Relatori
Romeo Farinella, Etra Occhialini


Correlatori
Mario Assisi, Wallace Ping Hung Chang


Anno Accademico
2012-2013


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, passeggiata sul lungomare attrezzata per eventi. Intercettate le acque superficiali dell’area industriale, esse vengono dapprima filtrate, poi scaricate fuori dal bacino

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