Un restauro dal linguaggio moderno, il Museo dell’Abbazia di Altenburg

Il progetto di restauro del lato meridionale dell’Abbazia di Altenburg, Austria, degli architetti Christian Jabornegg e András Pállfy, si è aggiudicato la Medaglia d’Argento ex-aequo, Sezione Opere Realizzate, alla terza edizione del Premio Internazionale Domus “Restauro e Conservazione”, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 20 marzo 2013 a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Joseph Munggenast, durante la costruzione del complesso abbaziale barocco, avvenuta attorno al 1730, ridisegnava il lato est del monastero, facendo in modo che la facciata principale raggiungesse circa 210 metri di lunghezza, e integrando nella nuova struttura l’abside della chiesa abbaziale in stile gotico. Il complesso comprende a nord l’ala imperiale e a sud, accanto alla cripta e alla biblioteca, le sale per le adunanze più significative dell’intero complesso. Egli fece precedere l’abside da una loggia, una terrazza panoramica di quasi 2000 metri quadrati, che si apriva sulle grandi volte medievali delle cantine.

 

Si rendeva necessario portare alla luce dal punto di vista archeologico tale loggia, eliminando i riporti di terra, la cui altezza arrivava sino a 4 metri, dal momento che il loro peso, unitamente ai pilastri di sostegno realizzati nell’area del vertice della volta delle cantine, ha provocato la formazione di fessurazioni nella volta stessa. I pilastri sono da eliminare, in maniera tale che sulle volte agiscano esclusivamente forze di compressione. Quindi le crepe saranno compresse.

 

Il progetto per il ripristino della loggia ha previsto la creazione di una massiccia struttura di copertura, terminale, ben definito dal punto di vista spaziale, dell’area degli scavi, e al tempo stesso un’ampia superficie accessibile, che prevede un accesso lungo l’ala imperiale, passando per il cortile.
Sono stati inoltre predisposti alcuni pannelli in vetro che consentono di osservare le relazioni visive esistenti tra loggia, facciata barocca orientale e area dello scavo, assicurando al contempo un’illuminazione naturale vantaggiosa per le sale espositive.

 

La struttura di copertura è costituita da un soffitto in calcestruzzo calpestabile, accoppiato a travi a L in acciaio, la cui posa è stata effettuata con grande riguardo nei confronti del contesto archeologico e per lo più senza ricorrere ad alcuna puntellatura. Le travi sono semplicemente appoggiate, nel lato anteriore, a una parete in cemento armato con nervature longitudinali di stabilizzazione e tramite tali nervature ancorate, nel lato a monte, alla sporgenza della roccia.
In direzione nord-sud, l’esposizione archeologica è percorribile tramite scale e a sud è chiusa da una vetrata a tutta altezza, nell’area dell’abbazia medievale, consentendo di osservare la biblioteca di epoca barocca e la Kamptal. Per ampliare la vista e per garantire l’aerazione sono state ripristinate le aperture delle finestre, originariamente presenti nella parete di supporto e successivamente murate. Nelle zone in cui non sono presenti reperti strutturali di epoca medievale sono state predisposte delle scale e la roccia è esposta.

 

La superficie della loggia è dotata solamente di elementi di natura funzionale, come protezioni anti-caduta, tende da sole applicate su un pannello di vetro e un serie di panchine.
Il desiderio di disporre di un foyer destinato ai visitatori per l’intera area espositiva medievale e barocca, che fosse al tempo stesso collocato in posizione centrale, è soddisfatto dall’accesso che si presenta come un’ampia area di accoglienza nel punto in cui in precedenza sorgeva il passaggio dal cimitero alla loggia e in cui è stata portata alla luce e resa accessibile la medievale cappella Veitskapelle, monumento tutelato, sino a oggi integrato nell’ensemble barocco. Il nuovo ascensore in vetro che collega il “Giardino del Silenzio” (Garten der Stille) con le camere marmoree all’ultimo piano dell’ala imperiale consente di ammirare per un breve tratto gli stili impiegati nelle diverse epoche.

 

L’accesso dei visitatori alla cappella avviene mediante un nuovo ponte attraverso una finestra gotica che è stata riaperta, mentre l’apertura della finestra sul lato est consente soltanto una veduta dell’abside barocco.
La riscoperta graduale dei diversi strati effettuata con i relativi strumenti di restauro ha consentito una progressiva comprensione dei nessi storici. La strutturazione interna consente ai visitatori di osservare i diversi livelli, stratificatisi nel corso dei secoli, e di orientarsi in maniera molto chiara in tutta l’area espositiva sin dal loro ingresso.
Il recupero dell’aspetto originale del frammento di facciata riporta le strutture architettoniche sovrapposte di diverse epoche ad una nuova trasparenza, originando una sorta di tensione e interazione fra medioevo, barocco e XXI secolo.

 

Secondo il parere della giuriamuovendo da iniziali ragioni di natura strutturale e da connesse esigenze di scavo di consistenti riporti di terra, gli architetti Christian Jabornegg e András Pállfy hanno attuato una convincente sistemazione d’una porzione significativa del lato meridionale del complesso abbaziale barocco di Altenburg. Lavorando con un linguaggio moderno, ricco di sensibilità nel ricercato confronto con le preesistenze storiche emerse dallo scavo, nonché attento alle definizioni di dettaglio (colore e grana degli intonaci ecc.), gli architetti hanno insieme risolto i problemi statici, creato ambienti museali altamente suggestivi, conservato un eccellente rapporto dell’abbazia, anche in queste sue parti nuove, col paesaggio. È utile segnalare un pensiero formulato per spiegare la loro ‘filosofia’ nell’operare in contesti costruiti: ‘Non si può produrre costantemente qualcosa di nuovo, ma è possibile presentare le cose in contesti sempre nuovi’. Essi perseguono, quindi, soluzioni realizzabili e discrete, che danno ‘spazio al pensiero’ pur risultando ‘quasi impercettibili nel panorama urbano’. Si tratta di una capacità di esprimere misura, scelta quanto mai significativa nell’ambito del restauro”.


SCHEDA PROGETTO
Museo dell’Abbazia di Altenburg


Localizzazione
Altenburg, Austria


Progettisti
Jabornegg & Pálffy


Coordinamento lavori di restauro
Claudia Riff-Podgorschek


Realizzazione
2004-2012

 

 

Per ulteriori informazioni
www.jabornegg-palffy.at
www.premiorestauro.it

 

Nell’immagine di apertura, vista interna degli ambienti museali dell’esposizione archeologica. © Jabornegg & Pálffy

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