Un restauro conservativo ridona a Palazzo Coduri il fulgore ottocentesco

Con il restauro conservativo delle facciate di Palazzo Coduri, a Milano, la mano attenta dell’impresa GF Marcato e l’impiego dei prodotti Tassullo hanno restituito un’immagine curata e decorosa ad  un importante luogo della città storica.

Palazzo Coduri fu eretto nella seconda metà dell’Ottocento nelle adiacenze della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Si tratta di un’imponente architettura che si eleva per sette piani (circa trenta metri) nel pieno centro storico della città, con facciate disegnate secondo i tratti stilistici nobili e sobri tipici dei palazzi signorili dell’epoca.
Il basamento, costituito dai primi due piani, e il corpo mediano dei tre piani sovrastanti sono rivestiti con un paramento in intonaco cementizio tipo bugnato, caratterizzato dai portoni d’ingresso impreziositi da semicolonne, lesene e cariatidi e da elementi aggettanti e decorativi di raro gusto – balconi e finestre con timpani e cornici modanate, diversi medaglioni, capitelli e teste di leone. Gli ultimi due livelli, semplicemente intonacati, presentavano campiture gialle esteticamente discordanti con l’immagine unitaria dell’edificio originale.

Il recentissimo intervento di restauro conservativo, condotto dall’impresa GF Marcato s.r.l. di San Giuliano Milanese, ha interessato la completa pulitura dei prospetti con trattamenti tecnici ed estetici usuali per i manufatti storici tutelati, evitando lavorazioni invasive e aggressive per i materiali, nel rispetto dei segni del tempo. I lavori sono stati preceduti da diversi momenti di diagnosi scientifica e da fasi di studio preliminare, comprendenti indagini materiche e campionature-prove di pulitura non invasive in cantiere, fino all’individuazione della corretta metodologia conservativa e dei prodotti più idonei con relative composizioni percentuali da utilizzare sia per la pulitura graduata che per i ripristini.
L’intero ciclo delle opere di restauro, condotto con l’intento dichiarato di mantenere la patina del tempo, è stato eseguito con la competenza e la perizia che distinguono, da oltre 50 anni, l’attività specialistica dell’impresa condotta dal Prof. Gianfranco Marcato: “La cura e l’attenzione prestati alla conservazione dei materiali originali e al ripristino del disegno delle facciate di Palazzo Coduri si sono coniugati con la necessità di limitare al minimo i disagi alle attività terziarie ospitate nel manufatto e all’intera cittadinanza. I prospetti sono stati rivitalizzati con lavori e prodotti mininvasivi, perfettamente compatibili con i supporti e altamente performanti, fra i quali spicca il ciclo per il ripristino del calcestruzzo ammalorato sulla base delle indagini materiche eseguite in collaborazione con Tassullo”.

Ecco, in sintesi, le lavorazioni eseguite:
– pulizia a secco per rimuovere i depositi più coerenti e demolizione delle parti pericolanti, laddove necessario, quindi, pre-consolidamento e messa in sicurezza dei materiali del paramento;
– approfondita pulizia graduata a umido con l’impiego prodotti specifici per il restauro e di impacchi di polpa di carta in miscela appositamente studiata durante le prove preliminari, seguita da risciacqui con acqua deionizzata e aspirazione dell’impacco;
– attento restauro dell’apparato decorativo e degli intonaci tramite la chiusura di tutte le crepe e fessurazioni con iniezioni di prodotti consolidanti; stuccature e reintegrazioni plastiche delle parti ammalorate o mancanti (per esempio nei balconi o timpani sopra le finestre) con il ciclo di malte Tassullo e impasti idonei simili all’originale per composizione, granulometria e colore;
– protezione delle superfici tramite impregnazione con prodotti idonei non pellicolanti e stesura finale dello strato di idrorepellente traspirante, nelle parti basse, a prova di graffiti.
L’individuazione del ciclo più idoneo al ripristino del calcestruzzo ammalorato ha rappresentato una fase importantissima del progetto di restauro. Gran parte delle facciate è infatti costituita da intonaci a base cementizia risalenti all’epoca di costruzione dell’edificio, perciò a circa un secolo e mezzo fa.
É stato necessario formulare miscele di intonaco e di malte nonché rasante che presentassero caratteristiche compositive, tecnico-prestazionali e granulometriche il più possibile simili a quella dei materiali originali: l’impiego dei prodotti Tassullo specifici per il trattamento conservativo delle strutture in calcestruzzo è stato determinante per raggiungere il risultato atteso. Si tratta di una prassi che assicura la massima compatibilità fra il supporto esistente e i prodotti di nuova applicazione, che conferisce protezione e durabilità al manufatto e alle opere realizzate. Le conoscenze acquisite durante le indagini, l’esperienza e la perizia di tecnici e maestranze e la qualità dei materiali Tassullo hanno restituito il risultato che, oggi, è sotto gli occhi di tutti.”

Per quale motivo un intervento di restauro conservativo è sempre da preferirsi quando si tratta di edifici storici?
L’esecuzione secondo la migliore regola dell’arte e il risultato estetico-conservativo sono risultato di competenze ed esperienze specialistiche che, nel nostro caso, sono maturate in oltre 150 interventi globali su beni storico-culturali e artistici quali affreschi e dipinti murari, chiese, palazzi e dimore storiche.
La corretta valorizzazione dei monumenti richiede capacità di valutazione nelle scelte da operare, cura e rispetto della storia dell’edificio, individuazione di una metodologia di intervento dedicata – ottenuta facendo tesoro anche degli studi documentati in letteratura in materia di puliture, consolidamenti, restauro e protezione dei materiali più diversi, nonché della corretta gestione del personale e dei tempi di realizzazione.
In questi casi, il cantiere di restauro svolge una duplice funzione: innanzitutto, restituisce un brano autentico della nostra storia alla fruizione del committente e della collettività, contribuendo al decoro e all’immagine della città e del territorio; in secondo luogo – ma non per rilevanza – costituisce uno strumento di conoscenza ed elaborazione di quell’importantissimo patrimonio di cultura materiale costituito dagli edifici del passato
”.

La linea completa di prodotti Tassullo per il ripristino delle strutture in cemento armato e per il restauro del moderno

Tassullo propone una linea completa di  prodotti per il ripristino delle strutture in cemento armato e per il restauro del moderno.
Tale linea prevede un’offerta completa di soluzioni volte a soddisfare ogni fase del processo edilizio: dalle malte fluide  per riempimento e ripristino, alle malte passivanti fibrorinforzate, dagli intonaci, alle rasature per la finitura delle strutture in calcestruzzo fino alle pitture acriliche coprenti anti- carbonatazione.
Tutti i  prodotti della Linea ripristino delle strutture in cemento e restauro del moderno sono stati testati presso i laboratori di Ricerca e Sviluppo Tassullo nell’ambito del Progetto di Ricerca con il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna), finalizzato all’individuazione e sperimentazione di metodologie e materiali compatibili per il restauro e la conservazione degli edifici tutelati in cemento armato.

All’interno dell’ampia linea, i prodotti Tassullo impiegati per il restauro di Palazzo Coduri sono:

TCA3/T
Si tratta di una malta tixotropica fibro-rinforzata a base di speciali leganti idraulici, con inerti di granulometria massima 4 mm, dotata di elevate adesione e resistenza, bassa permeabilità all’anidride carbonica e all’acqua, ritiro controllato.
È stata applicata a mano nella riparazione e nel ripristino degli elementi in calcestruzzo, in particolare nelle zone dove è stata riscontrata la necessità di applicare una malta ad elevate caratteristiche meccaniche e a ritiro controllato (ripristino dei balconi e dei timpani sopra le finestre).

TP-551
Questo protettivo pronto monocomponente, senza solventi e nitriti, è stato applicato a pennello come passivante dei ferri d’armatura affioranti e portati alla luce in seguito alle demolizioni, per inibirne la corrosione.
L’azione combinata con la malta TCA3/T garantisce il ritorno dell’armatura alle condizioni di passività ideali, mantenendola nel tempo contro qualsiasi tipo di attacco da parte delle sostanze aggressive contenute nell’atmosfera cittadina (utilizzato su tutti i ferri affioranti o affiorati durante il lavoro, tipicamente sui balconi ed in prossimità delle lattonerie sui cornicioni e timpani delle finestre).

TCA1
Lo speciale rasante anti-carbonatazione specifico per strutture in calcestruzzo è stato applicato in seguito all’asportazione delle polveri, delle croste nere, dei materiali organici e dopo l’applicazione a mano di appositi impacchi di pulitura graduata.
Realizzato con leganti idraulici e inerti selezionati con granulometria massima 0,5 mm, possiede un elevato potere di aggrappo e bassa permeabilità all’anidride carbonica e all’acqua: viene utilizzato a completamento degli interventi di ripristino con malte TCA3/T, fornendo ulteriore protezione anche alle armature metalliche (utilizzato per il ripristino degli intonaci e per la finitura delle reintegrazioni plastiche degli elementi architettonico-decorativi).

Nell’immagine, vista Palazzo Coduri lato Via S. Raffaele – Berchet, dopo il restauro

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