Un osservatorio sull’Inn – Da turista a flaneur in 50 metri

Per raggiungere l’Alte Innbrücke, il ponte che traghetta verso il nucleo medievale e che ne costituisce la principale porta d’ingresso, si passa attraverso Waltherpark, un piccolo parco lungo la sponda dell’Inn, un triangolo stretto e sottile, punteggiato di alberi monumentali e tagliato da un percorso pedonale che attraversa in modo quasi indifferente questa isola verde, primo punto da cui si può fruire della veduta di Innsbruck vecchia che si srotola lungo il fiume, elemento generatore del primo insediamento la cui importanza vitale nella genesi della città è ancora impresso nel toponimo stesso: Innsbruck, Ponte sull’Inn.

 

Ci si imbatte in un oggetto enigmatico e delicato, una semplice gemmazione del percorso, ma più che mai un invito irresistibile a rallentare il passo, a divagare, a uscire dal percorso prestabilito e lasciarsi guidare dalla curiosità. Avviene così, in un attimo, la trasformazione del turista in flaneur, un cambio di approccio agli spazi urbani, che perdura per il resto della passeggiata.
Questo esile catalizzatore di attenzione è una promenade lunga appena una cinquantina di metri, poggiata su una struttura simile ad un sapiente intreccio di bastoncini da mikado, deviando dal percorso del parco ed alzandosi in quota quanto basta per sporgersi sul tracciato del fiume, altrimenti lontano dal tragitto dei passanti e nascosto dai parapetti di cemento.

 

Artefice dell’installazione temporanea, intitolata “Ich will and en Inn” [“Voglio andare sull’Inn”] è lo studio Columbosnext di Innsbruck, che nel maggio  2008 ha realizzato questa “scultura architettonica” in occasione dell’Architektur Tage. Per questo  evento i progettisti hanno voluto creare un’ideale stanza, estremità finale di un percorso all’interno della città, che raccogliesse ed incubasse riflessioni, discussioni ed idee sul tema del rapporto fra fiume ed identità urbana.
L’occasione per cui l’installazione è stata allestita è trascorsa, la sua struttura è destinata ad avere breve vita ed accogliere senza resistenza i segni del tempo e delle intemperie che anneriscono velocemente l’intrico delle aste di legno chiaro; ciò che, invece, ancora rimane è un gesto elegante e discreto, non per questo meno comunicativo e ricco di fascino, capace di mantenere la forza di attrarre i passanti per invitarli ad intuire, in uno sguardo, qualche istante e pochi passi, l’intreccio di rapporti fra verde ed acqua ed urbanità tra cui questa piattaforma si trova sospesa.

 

Alessandra Gola

 

Nell’immagine, Innsbruck. Installazione temporanea sull’Inn dello studio di architettura Columbosnext (Fonte)

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