Un’architettura per riflettere, la Jewish Museum Academy di Daniel Libeskind

A dodici anni dal noto progetto per l’ampliamento del Jewish Museum, Daniel Libeskind torna Berlino confermando la propria collaborazione con il museo ebraico attraverso il nuovo progetto per la Jewish Museum Academy. Inaugurato il 17 novembre 2012, il nuovo ampliamento sorge sull’area un tempo occupata dal mercato dei fiori e ospita un centro di ricerca, una biblioteca, un archivio, uffici e spazi di supporto all’attività del museo, che da quando ha riaperto le porte al pubblico nel 2001 ha più che raddoppiato le attività di formazione, raggiungendo la quota di 400 programmi all’anno tra attività che spaziano da workshop per bambini a corsi di formazione per addetti al settore museale.

 

In-Between Spaces
Il progetto di Daniel Libeskind per la nuova Academy collega la struttura al vecchio museo sia fisicamente che concettualmente: una delle prime cose che i visitatori vedono arrivando nella piazza che porta al museo è la scritta che riporta le parole del grande filosofo medievale Moses Maimonidesascolta la verità, chiunque la esprima”, un monito a tutti coloro che si addentrano nei meandri della Storia affinché siano disposti ad accettare ciò che scoprono indipendentemente dalla fonte.
Il fatto che la citazione sia stata riprodotta in cinque lingue – inglese, tedesco, ebraico, arabo oltre alla lingua originale giudeo-araba risalente alla Spagna medievale – rafforza il messaggio che suggerisce la natura universale della verità.

 

La Jewish Academy emerge dal suolo della piazza mostrando un volume inclinato e frastagliato che riecheggia l’ampliamento del museo del 2001 visibile proprio dall’altra parte della strada. La forma costituisce una variazione del tema già ritrovato nel giardino del museo, il Giardino dell’Esilio, e nella serra vetrata progettati sempre da Libeskind e aperti rispettivamente nel 2007 e 2005.
Dalla piazza sono visibili, sulla copertura dal volume cubico, due grandi lucernari modellati come le lettere ebraiche Alef e Bet (A e B), a rimarcare l’importanza della conoscenza e dello studio per l’intera umanità e in particolare per la cultura ebraica.

 

All’edificio si accede attraverso un grande squarcio che porta il visitatore in uno spazio di transizione racchiuso da due ulteriori enormi cubi che ospitano la biblioteca e l’auditorium.
Il materiale scelto per il rivestimento sia interno che esterno è legno grezzo del tipo usato per imballaggi, che richiama volutamente le casse per trasportare oggetti preziosi o libri e rimanda all’Arca di Noè, contenitore simbolico di ciò che di maggiormente prezioso esiste al mondo – la varietà della specie viventi – preservate attraverso il più importante dei viaggi biblici.

 

Il nome del progetto, In-Between Spaces, descrive lo spazio di transizione tra i volumi articolati dell’edificio, allude ad un punto di vista privilegiato che offre prospettive diverse che permettono di guardare dentro e fuori il museo offrendo al visitatore la possibilità fisica di sperimentare a livello spaziale il messaggio più ampio che la Jewish Academy vuol comunicare: tolleranza interculturale e apertura ai punti di vista diversi, un’architettura per riflettere.

 

a cura di Simona Ferrioli

 

SCHEDA PROGETTO

 

Jewish Museum Academy

 

Luogo
Berlino

 

Committente
Jewish Museum

 

Progetto
Studio Daniel Libeskind

 

Realizzazione
2012

 

Per ulteriori informazioni
daniel-libeskind.com

 

Nell’immagine di apertura, vista dell’ingresso al museo dalla piazza antistante. Foto © Bitter Bredt

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