Tutto è Piazza

Il progetto vincitore del concorso nazionale di idee per la riqualificazione di Piazza Marconi ad Abriola (Potenza) porta la firma dello studio professionale multidisciplinare W.O.P. architettura. La proposta progettuale, sintetizzata dagli autori con l’espressione “tutto è Piazza”, si basa su una visione unitaria dell’area di intervento che ne esalta le caratteristiche inespresse di luogo urbano collettivo e identitario, nel pieno rispetto delle diverse realtà funzionali e ambientali presenti.

 

Contesto e caratteri
Il tema della trasformazione di Piazza Marconi è stato affrontato a partire da due nuclei di dati: il contesto paesaggistico-urbano e le caratteristiche che la fanno percepire quale “spazio generico ed indefinito”.
L’area oggetto di intervento si configura come un “vuoto” urbano appena distinguibile dal resto del tessuto stradale. Ciò che lo caratterizza in tal senso è un’ampiezza leggermente maggiore rispetto a quella di Via Roma, la posizione baricentrica rispetto all’abitato e la presenza di elementi aggregativi. La centralità topografica e sociale del luogo si accentua invece in occasione di manifestazioni a carattere collettivo. La Piazza diventa allora palcoscenico -ad un tempo reale e simbolico- di un’intera comunità.
A dispetto di questo ruolo centrale giocato a livello urbano e collettivo, Piazza Marconi assume su di sé le caratteristiche proprie di uno “spazio generico ed indefinito”, come ben espresso dal bando di concorso. La Piazza infatti è attraversata nell’intera sua estensione dalla viabilità veicolare ed è utilizzata altresì come area di parcheggio e di sosta per il carico e scarico. Questi aspetti limitano fortemente la vocazione aggregativa dell’area e le conferiscono un carattere di marginalità, quasi si trattasse di un semplice slargo all’interno del tessuto urbano e non “la” Piazza. Ad accentuare la mancanza di un’identità contribuisce la presenza di un arredo urbano assolutamente anonimo e privo di riferimenti al contesto.

 

Scelte progettuali
Innanzi tutto si è ritenuta adeguata una impostazione di minimo intervento, in ragione sia del contesto storicizzato nel quale è ubicata la Piazza, che della sua conformazione morfologica che, infine, della molteplicità di funzioni che essa dovrà accogliere.
La riduzione al minimo del tratto progettuale si è ricercata con la finalità di esaltare le caratteristiche proprie del luogo ma anche per consentire la più ampia flessibilità di fruizione, nella quotidianità quanto in occasione di eventi.
L’area oggetto del bando è stata deliberatamente interpretata come unitaria, pur conservando diverse funzioni e diversi ambiti: si è scelto un principio progettuale sintetizzabile nell’espressione “tutto è Piazza”.
Altra scelta compositiva è stata quella di introdurre nel progetto riferimenti al contesto che potessero esaltare l’identità della Piazza come luogo centrale non solo del paese, ma anche del territorio.
Particolare attenzione è stata posta nel trattare la dimensione umana e sociale del luogo. Si è tenuto conto infatti dei diversi livelli di fruizione della Piazza, da chi l’attraversa semplicemente a chi la vive come luogo di lavoro, da chi la frequenta come ritrovo a chi vi abita, da chi l’affolla durante celebrazioni o manifestazioni a chi la vede per la prima volta. Per tutti essa dovrà essere percepibile come “la” Piazza di Abriola.

 

Il progetto
Gli elementi che traducono in architettura i concetti progettuali sono pochi e molto semplici: una tessitura pavimentale, la luce, alcune sedute ed il verde; il resto è costituito dall’esistente, materiale ed immateriale.
Il contesto che prende forma nel progetto tuttavia non è soltanto quello immediatamente prospiciente l’area di intervento. È sembrato infatti di grande importanza cercare di riportare nella Piazza gli elementi che caratterizzano il paesaggio circostante Abriola, allo scopo di sottolineare lo stretto legame che intercorre tra abitato e campagna. Le trame di campi, orti e vigneti che si sono incontrati giungendo ad Abriola sono le stesse che si ritrovano in paese, materializzate nella tessitura della pavimentazione della sua Piazza principale. I “campi” con le loro geometrie sono scanditi dalle orditure delle lastre a correre di Colombino d’Istria (come richiesto dal bando), mentre i confini sono tracciati da listelli in Giallo d’Istria disposti perpendicolarmente alle facciate degli edifici. Inserti realizzati con la stessa pietra chiara ripropongono in chiave moderna e stilizzata le coltivazioni, ora più rade, ora più fitte. Sono “campi di relazione” in cui si coltivano rapporti sociali, è lo spazio pubblico per eccellenza.
Ai bordi di questi campi le relazioni diventano più riservate, meno pubbliche: sono margini di intimità definiti dall’introduzione di un altro riferimento al contesto paesaggistico: il verde. Non è un “verde” generico: è quello che si ritrova appena fuori l’abitato, in primo luogo la ginestra, ma anche l’agrifoglio, il bosso etc. Le aree di verde definiscono una serie di piccoli “giardini urbani” nei quali si può sostare o sedersi.
Oltre questi piccoli “salotti” ai bordi della Piazza inizia lo spazio privato delle abitazioni, architettonicamente definito dall’uso di una differente pavimentazione, non più in lastre bensì in acciottolato.
Come è evidente si è cercato di conseguire una gradazione dello spazio da pubblico a semi-pubblico, fino al privato delle abitazioni. Si sono venuti a definire così degli ambiti che permettono di vivere la Piazza in modi diversi a seconda delle stagioni, delle ore del giorno, delle attività che vi si svolgono etc.
L’attenzione posta nel filtrare gli spazi prende le mosse dalla volontà di preservare una sorta di “dimensione domestica” del vivere la strada e la piazza, così tipica dell’area mediterranea e ben evidente nel caso della Piazza di Abriola.
La scelta di posizionare le fioriere a ridosso delle abitazioni corrisponde all’intenzione di stimolare una partecipazione attiva degli abitanti a prendersi cura del verde. Si è ritenuto infatti che una tale configurazione potesse spingere i residenti a sentirsi direttamente responsabili di tali spazi, attivando meccanismi di cura e manutenzione partecipate.
Ancora in riferimento al verde, si è deciso di conservare le poche alberature esistenti.

 

SCHEDA PROGETTO

Concorso di idee – progettazione, sistemazione e riqualificazione Piazza Marconi ad Abriola (Potenza)
Progetto 1° classificato

 

Progettisti
W.O.P. architettura: arch. Antonio Graziadei, arch. Christian Rosolino, arch. Gerardo Sassano, ing. Michele Scioscia, Giovanni Brienza (graphic designer)
con: dott. for. Alberto Petrone (paesaggio)

Ente banditore
Comune di Abriola (Provincia di Potenza)

Cronologia
Bando: giugno 2010
Esito: settembre 2010

 

Altre immagini del progetto

 

 

W.O.P. architettura

Gerardo Sassano, Michele Scioscia, Christian Rosolino, Antonio Graziadei e Giovanni Brienza formano a Potenza lo studio professionale multidisciplinare W.O.P. (architettura, ingegneria, design) dove svolgono attività di liberi professionisti con particolare attenzione per l’ambito della progettazione architettonica, del restauro e del consolidamento degli edifici storici, dell’architettura del paesaggio e del graphic design. La loro attività si integra con l’apporto di artisti, agronomi e botanici.
Gerardo Sassano (Potenza 1973) si laurea nel 2004 a Roma presso l’Università “La Sapienza” Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” con tesi in restauro dei monumenti.
Michele Scioscia (Potenza 1973) si laurea nel 2004 a Potenza presso l’Università degli Studi della Basilicata – Facoltà di Ingegneria con tesi in architettura tecnica e tecnica delle costruzioni.
Christian Rosolino (Napoli 1975) si laurea nel 2007 a Roma presso l’Università “La Sapienza” Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” con tesi in restauro dei monumenti. Attualmente è specializzando presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Antonio Graziadei (Potenza 1978) si laurea nel 2003 a Napoli presso l’Università Federico II Facoltà di Architettura  con tesi in storia della città e del territorio. Nel 2006 consegue il titolo di specialista in restauro dei monumenti presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti dell’Università Federico II di Napoli.
Giovanni Brienza (Potenza 1970) si occupa di graphic e web design.

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