Triennale Design Museum, il design italiano oltre la crisi

Ha inaugurato lo scorso 4 aprile la settima edizione del Triennale Design Museum, che focalizza la sua attenzione sul tema dell’autosufficienza produttiva, declinato e affrontato in modo diverso in tre periodi storici cruciali: gli anni Trenta, gli anni Settanta e gli anni zero. L’idea alla base è che il progettare negli anni delle crisi economiche sia una condizione particolarmente favorevole allo stimolo della creatività progettuale: dalle origini del design italiano negli anni Trenta, anni in cui i nostri grandi progettisti hanno realizzato opere esemplari, ai distretti produttivi (nati negli anni Settanta in piccole aree geografiche tra patrimoni di sapere e di eccellenza, basati su tradizioni locali e disponibilità diretta di materie prime) per arrivare alle sperimentali forme di produzione dal basso e di autoproduzione.

 

Viene delineata una storia “alternativa” del design italiano, fatta anche di episodi all’apparenza minori, attraverso una selezione di oltre 650 opere di autori fra cui Fortunato Depero, Bice Lazzari, Fausto Melotti, Carlo Mollino, Franco Albini, Gio Ponti, Antonia Campi, Renata Bonfanti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Andrea Branzi, Ugo La Pietra fino a Martino Gamper, Formafantasma, Nucleo, Lorenzo Damiani, Paolo Ulian, Massimiliano Adami.

 

Il percorso si sviluppa cronologicamente: si comincia con una stanza dedicata a Fortunato Depero, il primo maker, e alla sua bottega Casa d’Arte a Rovereto (dove realizzava quadri e arazzi, mobili e arredamenti, giocattoli e abiti, manifesti pubblicitari e allestimenti) e termina con una stanza a cura di Denis Santachiara dedicata al design autoriale che si autoproduce con le nuove tecnologie.
In mezzo un racconto che mette in scena diversi protagonisti che, dagli anni Trenta a oggi, hanno saputo sperimentare in modo libero creando nuovi linguaggi e nuove modalità di produrre, fra questi Enzo Mari con la sua autoprogettazione. Su questo percorso si intrecciano focus scelti a campione (un materiale: il vimini; un distretto produttivo: il marmo; una tecnica di lavorazione: il mosaico; una città: Torino; una regione: la Sardegna).

 

Gli ambienti del Triennale Design Museum sono rivisitati in maniera inedita. Per il progetto di allestimento sono stati scelti materiali che rievocano il lavoro artigianale e autoprodotto: il metallo e l’OSB (materiale composito di pezzi di legno di pioppo del Monferrato).
Il percorso si apre con una grande stanza/vetrina, che accoglie in un solo colpo d’occhio una selezione di oggetti rappresentativi dei tre periodi, mescolati in modo che periodi distanti si incontrino e il visitatore possa così avere una visione di insieme delle differenze o similitudini.
Gli elementi dell’allestimento dialogano con l’architettura di Muzio senza mai toccarla.
La linearità si interrompe in corrispondenza degli anni settanta, dove gli oggetti esposti si dispongono più liberamente nello spazio, senza coordinate, come se rimarcassero uno spaesamento.

 

Dopo aver risposto alla domanda “Che Cosa è il Design Italiano?” con Le Sette Ossessioni del Design Italiano, Serie Fuori Serie, Quali cose siamo, Le fabbriche dei sogni, TDM5: grafica italiana e Design, La sindrome dell’influenza, Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano, conferma la sua natura dinamica, in grado di rinnovarsi continuamente e di offrire al visitatore percorsi inediti e diversificati. Un organismo vivo e mutante, capace ogni anno, attraverso la sua innovativa formula, di interrogarsi senza dare risposte precostituite.

 

SCHEDA EVENTO

 

VII Triennale Design Museum
Il design italiano oltre le crisi | Autarchia, austerità, autoproduzione

 

Luogo
Triennale di Milano
viale Alemagna, 6

 

Direzione: Silvana Annicchiarico
Cura scientifica: Beppe Finessi
Progetto di allestimento: Philippe Nigro
Progetto grafico: Italo Lupi

 

Periodo
4 aprile 2014 – 22 febbraio 2015

 

Orari
8 – 13 aprile | 10.30-22.00
dal 15 aprile
mar-dom | 10.30-20.30
gio | 10.30-23.00

 

Per ulteriori informazioni
www.triennale.org

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