Architettura scolastica, i progetti vincitori di Torino fa scuola

Il concorso per la riqualificazione di due scuole torinesi ha ricevuto una risposta massiccia da tutta Italia (275 partecipanti). Ecco i progetti vincitori, elaborati da due gruppi di giovani architetti italiani.

Progetto vincitore per la Scuola Enrico Fermi

È nuovamente un concorso di architettura a portare l’attenzione sull’architettura scolastica in Italia: dopo la vicenda, non ancora conclusa, del Concorso Scuole Innovative, e dopo l’esperienza virtuosa del Concorso per la Scuola Panoramica di Riccione, ecco gli esiti di un altro concorso, Torino Fa Scuola, lanciato nel dicembre scorso dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Agnelli (in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la scuola di Torino).

L’obiettivo del concorso era quello di suggerire idee innovative sugli ambienti di apprendimento riqualificando profondamente due edifici scolastici torinesi: la scuola Enrico Fermi in Piazza Giacomini, nel quartiere Lingotto, e la scuola Giovanni Pascoli, in Via Duchessa Jolanda, nel quartiere Cenisia.

I due bandi di concorso hanno ricevuto una risposta massiccia da tutta Italia, con un totale di 275 partecipanti da molte regioni italiane (177 per la scuola Fermi e 98 per la scuola Pascoli), a dimostrazione del respiro nazionale di un progetto che, nato a Torino, è stato però in grado di intercettare l’interesse di tutto il Paese.

Torino fa scuola: i progetti vincitori

Le giurie che hanno selezionato i progetti, entrambe presiedute da Francesco Profumo, erano composte da Mario Cucinella, Benedetto Camerana e Luca Molinari per la scuola Fermi, da e Cino Zucchi, Michele Zini e Sebastiano Battiato per la scuola Pascoli. Le commissioni erano poi completate da Isabella Quinto, dirigente del Settore Edilizia Scolastica della Città di Torino, dalle dirigenti scolastiche interessate (Giuseppina Fusco e Laura Di Perna) e dagli architetti che hanno seguito il percorso di accompagnamento e il piano di fattibilità delle due scuole (Sandy Attia e Luisa Ingaramo).

Ai primi classificati, che a partire dall’estate 2017 seguiranno lo sviluppo della fase progettuale e l’apertura dei cantieri (la conclusione è prevista per l’anno scolastico 2019/2020) verrà riconosciuta una somma in denaro (15 mila euro per l’istituto Fermi, 12 mila euro per l’istituto Pascoli) mentre ai candidati che si sono classificati dal secondo al quinto posto sarà assegnato un rimborso spese (7 mila e 500 euro per l’istituto Fermi, 6 mila euro per l’istituto Pascoli).

Scuola Enrico Fermi

Il progetto vincitore per la scuola Enrico Fermi è stato sviluppato dal team torinese di Alberto Bottero, composto da Simona Della Rocca, Maria Chiara Mondini, Andrea Galanti, Emanuela Saporito, Antonio Isoardi e Jacopo Toniolo. Secondo la giuria, il progetto “dimostra una capacità di dialogo attivo e consapevole con il contesto e l’idea di nuovo modello scolastico, che consente d’immaginare questo intervento come un potenziale prototipo da applicare ad altre situazioni simili diffuse sul territorio nazionale”.

I progettisti hanno scelto di puntare sulla realizzazione di una struttura metallica porticata e autonoma che si affianca all’esistente integrandolo con nuove funzioni pubbliche che aprono, di fatto, la scuola alla città. All’interno, il nuovo sistema dei cluster è intelligentemente sviluppato con un’organizzazione degli spazi ben equilibrata e definita. L’intervento propone inoltre strategie sostenibili attive e passive in linea con le scelte complessive dell’intervento.

Gli altri gruppi finalisti per scuola Fermi sono:

  • Nicola Paolo Russi (capogruppo), Angelica Sylos Labini, Marco Maria Di Forenza, Luca Cozzani, Francesca Lina Pincella, Alessandro Zanoletti, Alberto Filippo Benetti Genolini (Milano)
  • Matteo Benigna (capogruppo), Alberto Brunello (Treviso)
  • Cherubino Gambardella (capogruppo), Simona Ottieri, Alessandro Marotti Sciarra, Rosalba Di Maio, Maria Gelvi, Antonio Balsamo, Lorenzo De Rosa, Salvatore Scandurra (Napoli)
  • Sossio De Vita (capogruppo), Giuseppe Parisi, Lorenzo Goglia, Federico Calabrese (Napoli)

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Scuola Giovanni Pascoli

Il progetto vincitore per la scuola Giovanni Pascoli è stato sviluppato dal gruppo di Silvia Minutolo , anche’esso di Torino e composto da Marco Giai Via, Alessio Lamarca, Alberto Perino, Michal Adam Wasielewski, Claudio Tortone, Domenico Racca e Simonetta Lingua. Secondo la giuria, in questo progetto “concetti generali di grande forza si incarnano in spazi accoglienti, capaci di generare una metamorfosi feconda nel manufatto edilizio della scuola Pascoli e di donare ad essa un carattere nuovo attraverso un’interpretazione attenta della sua struttura“.

Il progetto prende le mosse dallo spostamento dell’ingresso esistente, che permette la creazione di un nuovo foyer capace di essere al contempo atrio, spazio relax per gli studenti e luogo di comunicazione con la città, diventando così un vero centro civico. Il concetto di biblioteca diffusa anima poi gli spazi di relazione tra i diversi piani e la palestra, con l’addizione di una sala studio vetrata che può fungere anche da balconata, si dona come flessibile spazio multiuso. La creazione di una terrazza verde sul tetto, inoltre, va a colmare l’attuale mancanza di spazio esterno e aggiunge un elemento di coscienza ambientale.

Gli altri gruppi finalisti per scuola Pascoli sono:

  • Giulia Chiummiento (capogruppo), Filippo Govoni, Federico Orsini, Matteo Camporesi (Frosinone)
  • Daniele Campobenedetto (capogruppo), Caterina Barioglio, Matteo Gianotti, Giuliano Gianotti, Sara Viazzo, Elisa Ferrero (Torino)
  • Alessandra Esposito (capogruppo), Sara Furno, Raffaella Mossetto, Marika Provinzano, Alberto Sasso (Torino)
  • Gianluigi Marchi (capogruppo), Michela Serra, Federico Aru, Francesco Maria Licheri (Oristano)

Per ulteriori informazioni 
www.torinofascuola.it

2 commenti

  1. Un’ educazione diffusa che salti a piè pari il concetto attuale di scuola, potrà liberare le future generazioni da ogni galera, reale o virtuale che sia, in una città e in territori nuovi dell’apprendere insieme ciò che veramente serve a noi stessi, alla comunità, alla natura che ci ha generati e che si aspettava molto di più da noi. Ma intanto piccole e grandi realtà, grazie ai nuovi architetti-mercanti continuano a progettare e costruire nuovi e brutti “muri” scolastici. Non c’è più bisogno di costruire scuole. Leggete il “Manifesto della educazione diffusa” di Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli.

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