“The Broad”. Il nuovo museo firmato Diller Scofidio + Renfro

I filantropi Eli ed Edythe Broad e l’architetto Elizabeth Diller hanno presentato, il 6 gennaio scorso, il progetto di The Broad Art Foundation, un museo d’arte contemporanea sulla Grand Avenue nel centro di Los Angeles. Progettato dagli architetti di fama mondiale Diller Scofidio + Renfro, il museo di tre piani presenta le caratteristiche di un favo poroso che, come un velo, avvolge l’edificio e attraverso il quale è visibile l’ampia galleria in sommità che sarà la sede di grandi opere d’arte contemporanea provenienti dalla collezione dei coniugi Broad e costituita da 2000 pezzi. 
Eli ed Edythe Broad hanno anche presentato il consiglio costituito da 12 membri e la programmazione inaugurale del museo di arte di contemporanea, denominato “The Broad”.

 

Oggi celebriamo un altro importante traguardo: la creazione di un museo che ha visto un processo realizzativo di quarant’anni” ha detto Eli Broad, affiancato da più di duecento funzionari e leader della contea mentre mostrava il progetto per “The Broad” alla conferenza stampa presso il Walt Disney Concert Hall. “Grand Avenue è il distretto culturale di questa grande regione di 15 milioni di persone. Nessun’altra città al mondo ha una tale concentrazione di istituti di arti visive e performative e architetture iconiche in un raggio di tre isolati. Edye e io non potevamo pensare ad un luogo migliore per ospitare le collezioni d’arte che abbiamo raccolto nel corso degli ultimi 40 anni”.

 

Situato di fronte al Walt Disney Concert Hall e al Museum of Contemporary Art, “The Broad” ospiterà anche la sede della biblioteca d’arte della fondazione che fornisce il servizio di prestito in tutto il mondo. Oltre ai costi per l’edificio, i Broad stanno finanziando il museo con una sovvenzione di 200 milioni dollari – più cospicua di quelle per il Los Angeles County Museum of Art e il MOCA sommate. Joanne Heyler, il direttore e curatore capo della Broad Art Foundation, sarà anche il direttore del museo.
Dotato di una galleria di quasi 10.000 metri quadri di spazio libero da colonne, una sala conferenze per 200 persone, una galleria multimediale al piano terra e una hall dotata di spazio espositivo e del bookshop del museo, il progetto di questo spazio di circa 37.000 metri quadri ospiterà anche un archivio per lo stato dell’arte, aree studio e spazi per la conservazione e il deposito di opere d’arte, che saranno a disposizione di studiosi e curatori che avranno bisogno di effettuare ricerche inerenti le opere della collezione e di prendere in prestito opere d’arte per i loro istituiti attraverso la Broad Art Foundation.

 

Soprannominato “il velo e la volta”, il progetto del museo fonde i due elementi essenziali dell’edificio: lo spazio espositivo pubblico e l’archivio/deposito che sosterrà la Broad Art Foundation nelle attività di prestito.
Anziché relegare l’archivio/deposito ad uno stato secondario, la “volta” svolge un ruolo chiave nel definire l’esperienza del museo dall’ingresso all’uscita. La sua pesante massa opaca è sempre in vista, librandosi in bilico a metà dell’edificio. Il suo lato inferiore scavato definisce le forme della hall sottostante, mentre la sua superficie superiore costituisce il pavimento dello spazio espositivo. La “volta” è avviluppata su tutti i lati dal “velo”, un arioso esoscheletro a struttura cellulare che si espande lungo tutto il blocco della galleria e fornisce luce naturale filtrata.

 

L’ingresso pubblico al museo sarà su Grand Avenue e completerà lo scenario della piazza collocata a sud, che fa parte del masterplan del Grand Avenue Project. Il “velo” del museo si solleva in corrispondenza degli angoli, accogliendo i visitatori nella hall dotata di bookshop e caffè, per poi proseguire ai piani superiori attraverso la scala mobile, addentrarsi lungo l’archivio e arrivando allo spazio espositivo di circa 12200 metri quadri, privo di colonne e immerso nella luce diffusa. Questo spazio, dell’altezza di più di 7 metri, è assolutamente flessibile e si presta ad essere suddiviso in gallerie a seconda delle esigenze del curatore per ciascuna installazione o esposizione. I visitatori lasciano poi lo spazio espositivo per ridiscendere verso la hall tramite una scala a chiocciola che attraversa la “volta” e che offre scorci dietro le quinte, attraverso le finestre e verso le vaste collezioni della Broad Collections e la zona prestiti della biblioteca della fondazione.

 

Il nostro obiettivo per il museo è reggere il confronto con il vicino Walt Disney Concert Hall di Gehry, molto più grande ed esuberante” ha detto Elizabeth Diller. “In contrasto con la superficie esterna liscia e lucida del Concert Hall, che riflette la luce, ‘The Broad’ sarà poroso e assorbente, incanalando la luce all’interno dei suoi spazi pubblici e delle gallerie. Il ‘velo’ giocherà un importante ruolo nell’urbanizzazione di Grand Avenue innescando viste biunivoche che collegano il museo e la strada”.

 

 

La mostra inaugurale all’apertura del museo, che avverrà entro due anni, esporrà 200 tra le opere più rappresentative della collezione Broad, tra cui molti acquisti recenti e opere mai esposte a Los Angeles. Tra gli artisti che saranno esposti vi sono Doug Aitken, El Anatsui, John Baldessari, Jean Michel Basquiat, Mark Bradford, Joseph Beuys, Chuck Close, Marlene Dumas, Sam Francis, Ellen Gallagher, Mark Grotjahn, Keith Haring, Jenny Holzer, Jasper Johns, Jeff Koons, Barbara Kruger, Glenn Ligon, Sharon Lockhart, Takashi Murakami, Shirin Neshat, Cady Noland, Lari Pittman, Neo Rauch, Robert Rauschenberg, Charles Ray, Ed Ruscha, Cindy Sherman, Thomas Struth, Robert Therrien, Cy Twombly, Kara Walker, Andy Warhol, Christopher Wool e molti altri.
Per tre anni dopo l’inaugurazione, il museo allestirà mostre a rotazione ogni quattro mesi, concentrandosi su artisti esaustivamente rappresentati dai pezzi della collezione.

 

A partire dal prossimo mese verrà inoltre costruito un parcheggio su tre piani mentre si prevede di iniziare i lavori di costruzione del museo a fine estate e di completare il cantiere nell’arco di due anni.

a cura di Federica Maietti

 

Altre immagini del progetto | © Diller Scofidio + Renfro

Render degli spazi principali componenti il museo

Atrio di ingresso al pubblico lungo la Grand Avenue

Il grande spazio della galleria priva di colonne

La galleria con un’ipotesi di allestimento espositivo

Render del “velo” in sezione

 

Tra le opere più significative che Diller Scofidio + Renfro hanno progettato vi sono il recupero e l’ampliamento del Lincoln Center a New York City, il Nuovo Istituto di Arte Contemporanea sul porto di Boston e l’High Line a Manhattan. Tra i progetti in corso vi sono il Berkeley Art Museum and Pacific Archive, il Museum of Image & Sound a Rio de Janeiro e uno spazio eventi gonfiabile al Hirshhorn Museum and Sculpture Garden a Washington. The Creative Arts Center presso la Brown University aprirà il mese prossimo.
Nel 1999-2004 la Fondazione MacArthur ha consegnato a Diller e Ricardo Scofidio il “genius” award per il loro lavoro interdisciplinare e per l’impegno nell’integrare l’architettura con i temi della cultura contemporanea. Sono stati recentemente nominati International Fellows of the Royal Institute of British Architects, ed entrambi sono stati introdotti all’American Academy of Arts and Sciences. Per il loro contributo all’arte e al design Diller e Scofidio sono stati nominate dal Times Magazine tra le cento persone più influenti del 2009. Altri prestigiosi premi e riconoscimenti ricevuti da Diller e Scofidio includono il National Design Award dalla Smithsonian, il Brunner Prize dall’American Academy of the Arts and Letters, l’AIA President’s Award, l’AIA Medal of Honor e numerosi AIA Honor Awards per diversi progetti, compresi l’Alice Tully Hall, l’ICA e l’High Line.
www.dsrny.com

 

Per ulteriori informazioni
Tel. 310.399.4004
Fax 310.399.7799
E-mail: info@broadartfoundation.org
www.broadartfoundation.org
www.broadfoundation.org

 

Nell’immagine di apertura, The Broad, prospettiva esterna tra la 2nd Street e la Grand Avenue. © Diller Scofidio + Renfro

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico