Terremoto Centro Italia, il ruolo degli Architetti: intervista a Walter Baricchi

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Dopo il terremoto Centro Italia, architetti.com si confronta con l’architetto Walter Baricchi, coordinatore del Dipartimento Cooperazione, Solidarietà e Protezione Civile del CNAPPC, per entrare nel merito delle prime considerazioni e delle proposte operative che vedono attivo il ruolo degli architetti.

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Qual è il ruolo del Dipartimento da te coordinato in queste situazioni di emergenza? 

Il Dipartimento Protezione Civile, struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è il solo soggetto deputato dallo Stato per la mobilitazione e coordinamento di tutte le risorse nazionali utili ad assicurare assistenza alla popolazione in caso di grave emergenza. Con la legge n. 225 del 1992 il Dipartimento diventa il punto di raccordo del Servizio Nazionale della protezione civile, con compiti di indirizzo, promozione e coordinamento dell’intero sistema.

Il Dipartimento, operando in stretto raccordo con le Regioni e le Province autonome, si occupa di tutte le attività volte alla previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite da calamità, al contrasto e al superamento dell’emergenza. L’emergenza mette a sistema 14 funzioni. I nostri tecnici operano solo nell’ambito della Funzione 9: Censimento danni a persone e cose.

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E quali sono le professionalità dei nostri tecnici architetti, in rapporto a questa specifica funzione?

L’emergenza è una condizione che richiede professionalità, motivazioni, specifiche abilitazioni e capacità operative intervenendo in scenari devastati. Non basta il titolo professionale.

I tecnici impiegati sono specialisti qualificati con il compito del rilievo del danno e valutazione dell’agibilità. Tale compito non ha alcuna valenza di verifica sismica o strutturale ma ha unicamente quella di valutare le condizioni di abitabilità dell’immobile.

I nostri tecnici (unitamente ad ingegneri e geometri) partecipano alla Funzione 9 in virtù della formazione acquisita negli appositi corsi abilitanti previsti dal Protocollo d’Intesa sottoscritto il 12 maggio 2010 tra CNAPPC e Dipartimento Protezione Civile. Questa formazione è stata recepita dal DPCM 8 luglio 2014 quale condizione indispensabile per fare parte degli elenchi del nuovo NTN (Nucleo Tecnico Nazionale), sezione professionisti Architetti. Il citato decreto, con la costituzione del NTN, il cui Regolamento è in attesa di approvazione, riforma completamente l’impiego dei professionisti.

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I Consigli Nazionali e gli Ordini territoriali hanno qualche competenza nella gestione diretta dell’emergenza?

I Consigli Nazionali e gli Ordini territoriali non hanno alcuna competenza nella gestione diretta dell’emergenza ma sono soggetti di riferimento per la mobilitazione nell’ambito dei servizi di assistenza ed organizzazione dei tecnici operativi. Il CNAPPC ha istituito un servizio di segreteria presso la sede dell’Ordine di Rieti nominando un referente del Coordinamento affiancato da un addetto di segreteria. Il referente del Coordinamento opera in piena sinergia con il CNAPPC e svolge i seguenti compiti sussidiari a supporto del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile:

  • allertamento degli architetti sulla base delle liste;
  • formazione degli elenchi degli architetti disponibili e loro organizzazione in squadre e turni operativi;
  • servizi di assistenza di segreteria (comunicazioni tra la Protezione Civile e i volontari);
  • servizi di assistenza logistica per i tecnici impiegati.

La mobilitazione effettiva è iniziata martedì 9 settembre, organizzata in turni settimanali con 20 squadre da 2 persone (analoghe le disposizioni per ingegneri e geometri).

 

E per quanto riguarda il rilievo dei danni?

Rimane ancora irrisolta la partecipazione degli architetti al rilevamento danni ed agibilità degli edifici monumentali di competenza del MiBACT. Terremoto dopo terremoto non è ancora possibile affiancare ai funzionari del MiBACT architetti professionisti esterni, qualificati, che potrebbero rafforzare e rendere molto più rapida la ricognizione dei danni. Il CNAPPC ha costituito, per tutta la fase dell’emergenza, una commissione che riunisce il gruppo dei Coordinatori regionali e/o provinciali coinvolti per assicurare un continuo confronto e monitoraggio dei problemi che emergeranno durante la mobilitazione di emergenza.

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Se gli scenari che da subito vengono individuati dal tuo Dipartimento in una situazione di questo tipo, vissuta da te in prima persona anche durante il terremoto dell’Emilia, sono principalmente quello dello Stato di Emergenza-calamità nazionale e poi subito dopo quello della Post-Emergenza/Ricostruzione, cosa mi puoi dire in merito a questo secondo scenario prospetticamente vicino?

Occorre che il sistema ordinistico eviti di concentrarsi solo sulla fase emergenziale (che dura solo qualche mese) ma traguardi scenari più propri della nostra professione quali i problemi della ricostruzione post-sisma. Questi sono i temi sia sotto il profilo culturale (come ricostruire) sia operativo (procedure, contribuzioni, ecc..) che interesseranno i nostri tecnici per molti anni a venire incidendo sensibilmente nella loro operatività quotidiana.

Questo è lo scenario dove CNAPPC e sistema ordinistico devono assolutamente intervenire. Il CNAPPC ha approvato:

  • la costituzione di una Commissione che riunisca referenti esperti delle Regioni già colpite da calamità di rilievo ed attivato processi di ricostruzione al fine di avere riflessioni e indicazioni sugli obiettivi culturali, criticità, metodologie e processi, utili al CNAPPC e al sistema ordinistico per proporre contributi operativi ai referenti istituzionali;
  • che si concerti un ampio dibattito e coinvolgimento degli Ordini territoriali, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza su questi temi;
  • che si richieda al Commissario di Governo un incontro come Rete delle Professioni affinché i professionisti vengano da subito coinvolti nei tavoli tecnici e siano attori protagonisti non solo auditori delle proposte e procedure della Ricostruzione;
  • la bozza di Protocollo d’Intesa con le altre professioni tecniche interessate per concertare l’attività in fase di emergenza e sviluppare politiche comuni di prevenzione.

Particolare attenzione dovrebbe essere posta:

  • ai valori etici della professione;
  • agli aspetti connessi alla legalità e contrasto alle infiltrazioni malavitose;
  • alla valorizzazione e promozione di IM@ateria per le procedure on-line;
  • la de-burocratizzazione delle procedure.

 

Intervista a cura di Marcello Balzani

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