Temporary Housing, i progetti vincitori del concorso InstantHouse 2012

Sono stati decretati i vincitori dell’edizione 2012 del concorso InstantHouse “Temporary Housing”, promosso da FederlegnoArredo in collaborazione con il Politecnico di Milano per MADE expo, la manifestazione internazionale dedicata al mondo del progetto e dell’architettura, durante la quale saranno esposti, dal 17 al 20 ottobre a Fiera Milano Rho, i progetti vincitori e quelli che hanno ottenuto una menzione speciale.

 

Ad aggiudicarsi il primo premio è l’italiano Andrea Di Marino, della Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli di Aversa, con un progetto innovativo, rispondente alle esigenze di temporaneità di abitazione e rispetto ambientale. Una struttura abitativa che può accogliere al proprio interno diverse configurazioni, trasformando con originalità un semplice allineamento di piccole abitazioni, collegate tra loro da una luminosa passeggiata protetta da una struttura lignea in grado di rilasciare energia.
Secondo il parere della giuria “il progetto propone un valido schema urbano che si adatta con efficacia al contesto legando i diversi brani del luogo. La promenade centrale è elemento di landmark e distributivo; allo stesso tempo viene approfondito dal punto di vista morfologico e materico. La rispondenza al tema viene risolta mediante una struttura che al suo interno può accogliere differenti configurazioni attraverso un chiaro processo aggregativo. Il Progetto ha quindi saputo trasformare con originalità un semplice allineamento di piccole abitazioni mediante una luminosa passeggiata protetta da una struttura lignea in grado di donare energia. Risponde con efficacia al mandato del bando sia dal punto di vista progettuale che costruttivo”.

 

Il secondo premio è andato alle tedesche Julia Jordan e Margitta Wagner della University of applied sciences Wurzburg-Schweinfurt, con un progetto che crea una vera e propria isola verde nella maglia urbana, ribaltando i classici rapporti tra edificato e verde urbano. L’aspetto più interessante riguarda l’ibridazione tra edificio e parco, una convivenza votata all’ecosostenibilità e al vivere naturale in città.
Secondo la giuria “il progetto crea un’isola verde nella maglia urbana, ribaltando i classici rapporti tra edificato e verde urbano. L’aspetto più interessante è l’ibridazione tra l’edificio e il tema del parco, dove il verde si raffronta con la scala degli edifici attigui, mentre all’interno l’edificio si definisce come una serie di piccoli volumi immersi nel verde. Sono di grande interesse gli spazi interni di grande scala la cui proporzione nasce dalla dimensione degli alberi. L’idea del grande vuoto filtrato indica un’interessante strategia a livello della sostenibilità”.

 

Terzo posto al progetto del gruppo costituito da Linfan Liu, The State University of New York at Buffalo e Gregory Serweta, Cornell University. Una piazza a doppia altezza consente la presenza di volumi abitabili al suo interno rappresentando un’interessante connubio di pubblico e privato.
La proposta di una grande piazza a doppia altezza che consente la presenza di volumi abitabili all’interno rappresenta un’interessante risposta sia dal punto di vista morfologico sia energetico. I volumi producono all’interno diverse gerarchie di spazi pubblici, di giardini e dell’organizzazione di tutto il sistema. La miscelazione pubblico/privato è morfologicamente significativa per gli usi diversi e di scale e di materiali”.

 

Si sono aggiudicati una menzione speciale:
Joana Oliveira Faria Guerra (Faculdade de Arquitectura da Universidade Tecnica de Lisboa – Portogallo): il progetto presenta aspetti di interesse per la scelta della modularità che è in grado di assorbire tutta la complessità funzionale richiesta dal bando. L’impianto di natura tipologica risulta chiaro nei rapporti che instaura tra la base in cui vengono collocati gli spazi comuni e la torre, con relativa corte, dove vengono collocate le residenze e gli spazi individuali.
Sharmie Tsz Ching Fan, Frank Yu-Tao Chen e Emily Oi Yee Mak (Parsons the New School for design – New York): la proposta di una “megastruttura”, realizzata mediante la tecnologia del legno lamellare, offre una soluzione di grande interesse per la risposta al controllo energetico e alla variazione tipologica dei piccoli corpi contenuti in essa.
Moein Moazamian e Somayeh Kianpour (Politecnico di Milano – Milano): il corretto approccio al tema dell’“Instant House”, per la reversibilità urbana e per i chiari sistemi costruttivi adottati. Apprezzabile anche il criterio compositivo “light touch”.
Yibo Xu e Xianya Xu (Politecnico di Milano – Milano): il progetto propone una soluzione originale e ben strutturata nel contesto: alla grande area pubblica si sovrappone un volume sospeso a notevole altezza, che produce uno spazio di grande impatto formale. Si sottolinea la cura nel dettaglio e negli aspetti materici.

 

Progetti segnalati
– Bortoluzzo Davide, Fungher Giulia e Andrea Alba, IUAV Venezia, Italia;
– Paulo Ricardo dos Santos Sousa e Sónia Daniela de Castro Alves, Faculdade de Arquitectura Universidade do Porto, Portogallo;
– Gianluca Santosuosso e Silvia Coccolo, Politecnico di Torino, Italia;
– Paula López Velazco, Irene Gil, Ignacio Nistal Bovill e Leticia Izquierdo Garcia, 100×10, ETSAM Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna;
– Gabriele Borgnino, Politecnico di Torino, Italia;
– Federico Mazzoli e Marcella Di Giorgio, Università degli studi di Firenze, Italia;
– Claudia Salvarani Dièz, Cristina Herrero Muñoz, Manuel Montoro Estebar e Marcos Garcia Mouronte, 100×10, ETSAM – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna;
– Rosa Perez Resino, ETSAM – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna;
– Maxym Gakh, Lviv Polytechnic University, Ucraina;
– Marco Persichetti, Capocci Francesco e Silvi Marco, Facoltà di Architettura Valle Giulia – Università Sapienza di Roma, Italia;
– Loris Nobile, Fabio De Ciechi, Carlo Gallelli, Luca Genoni e Manuele Mossoni, Politecnico di Milano, Italia;
– Castaldi Giulia, Facoltà di Architettura Valle Giulia – Università Sapienza di Roma, Italia e Bellamico Laura, Ensa Paris La Villette;
– Diego Iglesias Gomez, Macarena Garcia Pabòn, Marta Romero Gonzàlez e Rocío Bachiller Barquìn, 100×10, ETSAM – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna;
– Germano Schillaci e Irene Pulvirenti, Facoltà di Architettura – Università di Catania, Italia;
– Gemma Diaz, Jimmy Sheehan Tejero, Celia Izquierdo e Marta Villanueva Villaverde, 100×10, ETSAM – Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna;
– Romel Ragasa, Anthony Lugo e Cesar Juarez, Spritzer School of Architecture at City College – City University of New York, USA.

Anche quest’anno i progetti provenienti da tutto il mondo si sono distinti per la grande qualità e originalità – afferma Andrea Negri, presidente di MADE eventiI primi tre classificati, ma anche le numerose menzioni che abbiamo assegnato, rappresentano un interessante spaccato delle idee e della creatività dei giovani, che hanno presentato soluzioni altamente qualificate. Quest’anno il concorso ha raggiunto un record di iscrizioni, con 418 adesioni da parte di studenti e neolaureati delle facoltà italiane e straniere di architettura, ingegneria e industrial design, oltre che scuole di specializzazione internazionali. Questo dimostra l’importanza e la centralità che InstantHouse sta acquisendo edizione dopo edizione nel progetto MADE expo, puntando a stimolare nelle giovani generazioni l’attitudine e l’interesse a progettare tenendo sempre presenti le esigenze di sostenibilità ambientale, benessere e qualità della vita”.

 

Tra i membri della giuria il presidente di MADE eventi, Andrea Negri, e rappresentanti del Politecnico di Milano, FederlegnoArredo, Expo 2015 e Triennale di Milano.

 

Per ulteriori informazioni
E-mail: instanthouse@federlegno.it
www.instanthouse.it

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto vincitore, Andrea Di Marino, Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli di Aversa

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