Piero Zanini e il concetto di confine

Richard_Serra piero zanini maturità 2016

Ancora una volta una delle tracce del tema di maturità prende le mosse dalle parole di un architetto. Nel 2014 è stata la volta di Renzo Piano, quest’anno è la volta di Piero Zanini. E, come è successo a noi, in molti si staranno chiedendo, “ma chi è ‘sto Piero Zanini?

Piero Zanini è un architetto che si è laureato all’Università di Firenze, che ha collaborato con l’Istituto Universitario di architettura di Venezia e che ora vive tra Trento, sua città natale, e Parigi, dove è ricercatore presso il Laboratoire Architecture/Anthropologie dell’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-La-Villette.

Oltre ad aver collaborato a più saggi con Franco La Cecla, Zanini è l’autore del libro “Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali”, che ha ispirato la traccia del tema di maturità. Il testo, attraverso citazioni che vanno dalla geografia al cinema, dall’architettura all’arte militare, fino alla letteratura, risponde a domande quali: cos’è un confine? Come funziona? Perché nasce? E come viene vissuto?

Zanini, che oltre a questo libro ha nel suo storico pubblicazioni come “I contorni delle cose”, “Città e confine”, e “Lo stretto indispensabile” (con La Cecla), ci sembra quasi un’autorità in merito, e la scelta del Ministero una scelta oculata.
Questa la traccia proposta:

Il confine indica un limite comune, una separazione tra spazi contigui; è anche un modo per stabilire in via pacifica il diritto di proprietà di ognuno in un territorio conteso. La frontiera rappresenta invece la fine della terra, il limite ultimo oltre il quale avventurarsi significava andare al di là della superstizione contro il volere degli dèi, oltre il giusto e il consentito, verso l’inconoscibile che ne avrebbe scatenato l’invidia. Varcare la frontiera, significa inoltrarsi dentro un territorio fatto di terre aspre, dure, difficili, abitato da mostri pericolosi contro cui dover combattere. Vuol dire uscire da uno spazio familiare, conosciuto, rassicurante, ed entrare in quello dell’incertezza. Questo passaggio, oltrepassare la frontiera, muta anche il carattere di un individuo: al di là di essa si diventa stranieri, emigranti, diversi non solo per gli altri ma talvolta anche per se stessi.’

A partire dalla citazione, che apre ad ampie considerazioni sul significato etimologico-storico-simbolico del termine ‘confine’, il candidato rifletta, sulla base dei suoi studi e delle sue conoscenze e letture, sul  concetto di  confine: confini naturali, “muri” e reticolati, la costruzione dei confini nella storia recente, l’attraversamento dei confini, le guerre per i confini e le guerre sui confini, i confini superati e i confini riaffermati.

Ci sembra un tema piuttosto complesso, ma anche molto attuale. Il tema del confine infatti, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, non può che far pensare alla situazione dei migranti e al confine ora con la C maiuscola, quello dell’Unione Europea. Un confine che possiede, nella mente di molti, il potere di migliorare le proprie vite una volta oltrepassato e che invece, per riprendere il concetto di Zanini, spesso si rivela essere più una frontiera, che apre a un territorio ostile e fa diventare, in tutti i sensi, stranieri.

Il tema del confine però può portare anche a riflessioni diverse, che possono riguardare la politica e la geografia più in senso lato, l’economia, l’architettura, lo spazio dell’abitare, il corpo o la mente, o il corpo e la mente. Rappresenta sicuramente una bella sfida e un ottimo spunto di riflessione per i maturandi, e speriamo quindi che qualcuno abbia scelto questa traccia e si sia cimentato in questa prova.

E voi, cosa avreste scritto?

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