Sulla riqualificazione dello spazio pubblico punta il team italiano al Buenos Aires High Performance

Tra le dieci le menzioni d’onore assegnate al concorso Buenos Aires High Performance promosso da ArchMedium in collaborazione con l’Architecture School di Barcellona, il progetto Living Arena del team di giovani progettisti italiani HC2M, formato da Boris Hamzeian, Gloria Castellini, Nicola Masotti e Olmo Martellacci dell’Università degli Studi di Genova, propone il concorso, incentrato sulla progettazione dell’edificio principale dell’High Performance Soccer Training Center (BAAR) all’interno del parco Julio A. Roca di Buenos Aires, parte del progetto di riqualificazione di El Riachuelo, recentemente intrapreso, che prevede la creazione di ampie aree con attrezzature e servizi. Una delle aree più grandi riguarderà il parco Julio A. Roca, che verrà ripristinato per diventare il nuovo centro sportivo della città.


Living Arena è un soccer training center che incorpora cultura e sport, un centro di formazione progettato come un “motore” in cui i giovani talenti potranno sperimentare il perfetto equilibrio tra formazione culturale e allenamento sportivo. La scelta di racchiudere tutte le funzioni previste dal bando di concorso in un unico edificio nasce dalla volontà di creare un landmark, punto di partenza per la riqualificazione di tutta l’area circostante. L’edificio infatti si colloca nella zona nord del parco Julio A. Roca ed è direttamente collegato alla strada principale proveniente dal centro della città. Aperto verso il cuore dell’area di progetto, Living Arena rappresenta il punto di partenza per la riorganizzazione degli assi viari interni, la riqualificazione degli spazi pubblici esistenti, e la creazione di nuovi spazi pubblici e servizi.

 

L’Arena si presenta come una combinazione di pubblico e privato; il centro sportivo è infatti aperto a tutti i cittadini, che possono utilizzare le aree sportive, i campi da calcio pubblici, le aree picnic situate nel parco pubblico circostante e possono addentrarsi nella grande arena verde che l’edificio abbraccia. Il volume circolare esternamente richiama la tipica forma degli stadi: il taglio netto sul fronte, che costituisce l’ingresso principale, permette di raggiungere il centro dell’arena.
Grazie alla sua forma a “onda”, l’edificio sale dolcemente dal livello del terreno ed è percorribile anche attraverso la copertura verde circolare. La pelle esterna è in legno al fine di enfatizzare il volume del landmark, mentre internamente le superfici sono vetrate conferendo leggerezza e luminosità ai principali spazi pubblici.
Diviso in due ali separate, l’edificio è articolato in un’area destinata ai giovani calciatori (con palestra, scuola, mensa e alloggi) e l’altra alle funzioni pubbliche (con negozi, il ristorante e l’auditorium).

 

Il concorso Buenos Aires High Performance è stato vinto dal gruppo SSLL (Lauro Vicente, Santiago Paez, Lucía Sanguiñedo, della Facultad de Arquitectura (FARQ) della Universidad de la República, Uruguay, con il progetto ribbON, il secondo premio è stato assegnato al gruppo GARADA (Ricardo Casas de la Cuesta, Eduardo Garrido Rodriguez, Rafael Garcia-Monge Pozo, Daniel Fernández Prada, Gabriel Muñoz Moreno) della Escuela Politécnica Superior San Pablo C.E.U., Spagna, con il progetto KRJ / 20 Gradas Bajo Cero, e il terzo premio al team di giovani progettisti uruguaiani GRUPODOS, Sofia Zunino Silva, Yanina Pauer Hernández, Martin Gómez Diaz, Mauricio Nuñez Olivera, della Facultad de Arquitectura (FARQ) della Universidad de la República, Uruguay.

 

La giuria del concorso, composta da Clorindo Testa, presidente, Alejandro Vaca Bononato, architetto, storico e professionista, Hernán Maldonado, architetto, Beatriz Lagrutta, architetto e direttore delle Infrastrutture del Dipartimento dello Sport di Buenos Aires, Alberto Varas, architetto e urbanista, ha selezionato tre vincitori e dieci menzioni speciali tra i 180 progetti pervenuti.
I criteri di selezione hanno riguardato la capacità definire una scala di progetto adeguata al contesto urbano, la corretta interpretazione del programma in relazione agli accessi, al tessuto preesistente e ai vuoti urbani e la capacità di progettare un luogo che utilizza lo sport e gli aspetti sociali correlati come veicolo di rivitalizzazione complessiva.


a cura di Federica Maietti


Per ulteriori informazioni
www.en.archmedium.com

 

Nell’immagine, render del progetto del team di giovani progettisti italiani HC2M, Boris Hamzeian, Gloria Castellini, Nicola Masotti e Olmo Martellacci

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