Strana cosa o concetto o teoria l’energia

(di Marcello Balzani) Strana cosa o concetto o teoria l’energia!
Metamorfica (credo che come mutaforme l’energia batta tutti) sia nei cicli e nei processi naturali come nella storia della civiltà umana, l’energia rimane concettualmente una bisognosa invariante che scorre nella natura animata come in quella inanimata delle cose.

 

I concetti e i modelli che nei secoli si sono susseguiti per descriverla hanno sempre rivendicato l’importanza di riuscire ad esprime una definizione. Wilhelm Ostwald, il fondatore della scuola energetica, fu il primo a tentare di rappresentare il progresso delle civiltà in funzione dei consumi energetici. Argomento attualissimo che connette nella sua trama energetica relazioni tecnologiche, funzionali, organizzative, politiche ed economiche di ogni società ed apre le porte alle qualificazioni moderne di “disponibilità” e di “sostenibilità”. Una sensazione, quella di una vita senza fortune e senza regali (energetici), che era già apparsa limpidamente nella coscienza scientifica di Galileo, quando enunciava che le macchine semplici non producono nulla di per sé, ma sono solo dispositivi passivi che aiutano a fornire un lavoro, orientato in una nuova direzione che massimizza la loro utilità.

 

E anche le teorie sulla conservazione, l’irreversibilità, la degradazione e l’equilibrio, se da un lato tracciano la storia della fisica moderna da Carnot a Poincaré, da Clausius a Boltzmann, da Heisenberg ad Einstein, dall’altro per molti di noi (che a fatica sanno fare una conversione e un’equivalenza e che non si rendono conto di quanta meccanica quantistica e teoria della relatività si utilizzi ogni volta che si risponde ad un telefono cellulare), assumo la decantazione liquidamente pervasiva di una diffusa entropia. Entropia, che altro non è che un’ennesima immagine con cui la nostra Energia tenta di sconfortarci.

 

Quindi, senza essere troppo pessimisti, cinici o catastrofisti, sarebbe il caso di  rendersi conto di quanto accade. Gli aspetti energetici, tanto di moda nei progetti come nei nuovi profili professionali, se presi in esame non possono risolvere da soli i problemi, esattamente come ogni altra selettiva qualità del fare. L’energia ci chiede di avere una visione più fedele dei fenomeni non solo a scala locale (fino al dettaglio o al componente) ma anche nel rapporto con la città e l’ambiente.

 

È ora finalmente di tornare ad imboccare la strada per recuperare un’architettura cosciente.

 

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Marcello Balzani è Direttore di Architetti tabloid e Paesaggio Urbano

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