Storia dell’architettura. Margraf: da cento anni, una compagna di viaggio

Margraf: da oltre cento anni nella storia dell’architettura. Dal 1906 ad oggi, la storica azienda vicentina ha estratto, lavorato e commercializzato marmo mantenendo un altissimo standard di qualità.

 

Dai palazzi liberty ai primi grattacieli americani, dall’Italia degli anni Cinquanta all’aeroporto di Pechino di Norman Foster, Margraf accompagna da più di un secolo la storia dell’architettura mondiale.
Margraf non è solo produzione e vendita di blocchi e lastre di marmo, ma è, fin dall’inizio, una storia di stretta collaborazione con il mondo dell’architettura, ai livelli più elevati.
Fin dagli inizi, nel lontano 1906, l’allora Industria Marmi Vicentini ha infatti fornito il materiale e le professionalità per la realizzazione di progetti come il Palazzo della Borsa di Genova, quello della Banca d’Italia di Milano, il Palazzo del Governatore del Cairo, il grattacielo della Bankers Trust di New York, le sedi della State Bank of Chicago, della Union Trust Company a Cleveland e la Galleria Florida a Buenos Aires.

 

Ma sono soprattutto gli anni successivi al secondo conflitto mondiale a inaugurare la stretta collaborazione con i grandi nomi dell’architettura italiana, all’avanguardia nel mondo. Già a partire dal 1948, quando la collaborazione tra Margraf ed Emilio Lancia dà i suoi frutti nello splendente Palazzo Missori di Milano, città dove, tra l’altro, i marmi di Chiampo consentono il restauro integrale della Galleria Vittorio Emanuele II, ultimato nel 1955. Si pongono così definitivamente le basi dell’intervento di Margraf nella cultura costruttiva e figurativa del Paese, un intervento che dall’architettura si allarga al mondo delle arti con la realizzazione dei “Bagni Misteriosi” di Giorgio De Chirico, esposti nel 1973 alla Triennale di Milano.

 

Gli anni Settanta sono, del resto, gli anni dell’internazionalizzazione, con l’Universal House of Justice del Baha’i World Center di Haifa in Israele, firmato da Houssein Amanat, cui farà seguito, nel decennio successivo, il Momentum Place di Dallas, opera di John Burgee e Philip Johnson. Sempre agli anni Ottanta risale un altro grande tempio Baha’i, quello realizzato a Dehli da Fariborz Sahba: un’enorme struttura in marmo Pentelico Greco, a forma di fiore di loto, che costituisce oggi una delle meraviglie del subcontinente indiano.

 

Molti sono stati i progettisti di fama mondiale che hanno legato il loro nome a quello di Margraf: a partire da Ignazio Gardella, Kevin Roche e George Khalaf, con i suoi progetti a Kuwait City, fino ad arrivare, in tempi più recenti, a Paolo Portoghesi e a Norman Foster.
Una collaborazione insomma costante e mantenuta sempre ai livelli più elevati che non può che testimoniare della grande capacità di Margraf di selezionare un prodotto di primissima qualità, garantire altissimi standard di lavorazione e una gestione ottimale delle forniture e, soprattutto, collaborare con la massima flessibilità e attenzione direttamente con il progettista, offrendo sempre la migliore soluzione alle esigenze individuali richieste da ogni progetto, dal più semplice al più complesso.

 

Nell’immagine di apertura New Beijing Airport, Terminal 3. Arch. Norman Foster. Beijing, China, 2008

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