Spazio pubblico a Tirana, il progetto vincitore per il complesso culturale islamico, studio BIG

Il progetto vincitore del concorso per il nuovo complesso culturale, nell’ambito della riconcettualizzazione di Piazza Scanderbeg, che comprenderà una moschea, un centro islamico e il Museum of Religious Harmony, ad opera dello studio BIG – Bjarke Ingels Group, è stato selezionato tra cinque finalisti, tra cui l’architetto spagnolo Andreas Perea Ortega, gli architetti francesi di Architecture Studio, lo studio olandese SeARCH e Zaha Hadid.
La proposta vincitrice è stata scelta per la sua capacità di creare uno spazio pubblico invitante e sufficientemente flessibile per accogliere coloro che lo utilizzano quotidianamente e grandi eventi religiosi, collegandosi in modo armonico con Piazza Scanderbeg, la città di Tirana e i suoi cittadini attraverso diverse religioni. Inoltre il progetto fa trasparire il magnifico giardino che circonda la muova moschea e il centro di cultura e che presenta simbolicamente la ricca vegetazione descritta nella letteratura islamica. Infine, il progetto è stato scelto per la consapevolezza da parte dei progettisti degli aspetti economici di questo importante sviluppo urbano, cosa che contribuirà alla riuscita della realizzazione del progetto”, ha affermato Edi Rama, ex sindaco di Tirana.

 

Le forme degli edifici emergono dall’intersezione di due assi e dal soddisfacimento di due requisiti formali: la griglia urbana di Tirana, che richiede una definizione corretta della piazza e una coerente identità urbana, e l’orientamento della parete principale della moschea verso la Mecca. La proposta progettuale dello studio BIG riprende la griglia di impianto urbano di Tirana mantenendo l’andamento degli edifici lungo la strada e le linee di gronda ma ruotando il piano terra, affinché sia la moschea che la piazza siano rivolte frontalmente verso la città santa dell’Islam. Questo intervento di trasformazione urbana apre una serie di piazze, due più piccole ai lati della moschea e una piazza principale con il minareto di fronte, che sono semi-coperte e servono come estensione urbana del luogo di culto. Ruotando la moschea (dentro e fuori) e portandone il ruolo e le caratteristiche nello spazio pubblico, la religione diventa inclusiva e invitante, e i freschi spazi urbani ombreggiati possono essere condivisi da tutti.
Questo progetto riveste per noi una particolare importanza, per due motivi: in primo luogo, è un privilegio contribuire all’ambizioso ringiovanimento della città di Tirana – soprattutto perché questo non sta avvenendo attraverso l’accumulo casuale di singoli edifici o monumenti ma piuttosto sulla base di un attento e rispettoso masterplan olistico. Secondariamente, ed è forse il motivo più importante, la tolleranza religiosa è oggigiorno una delle nostre sfide più importanti, dal punto di vista politico, culturale e anche urbanistico. Attraverso la costruzione della nuova moschea di Tirana, del centro islamico e del Museum of Religious Harmony la città di Tirana ristabilirà l’equilibrio aggiungendo una moschea alle cattedrali ortodossa e cattolica, recentemente completate, rendendo Tirana un esempio per il resto del mondo in quanto capitale globale di armonia religiosa” ha affermato Bjarke Ingels, socio fondatore di BIG.

 

La moschea può accogliere fino a mille persone che svolgono le loro preghiere quotidiane e, grazie alla disposizione dei cortili e degli spazi pubblici, può espandersi per ospitare gruppi più numerosi di cinquemila persone il venerdì e più di diecimila persone in occasione delle festività religiose. La facciata, composta da una moltitudine di regolari aperture rettangolari, è ispirata alle schermature a grata delle mashrabiya islamiche, che forniscono ombra e privacy pur consentendo una splendida vista dell’esterno. Le caratteristiche e la qualità della luce nella moschea cambieranno radicalmente durante tutto l’arco del giorno attraverso le facciate curve.
L’allineamento verso la Mecca risolve il problema inerente il masterplan: nel suo layout triangolare la moschea è stata in qualche modo ‘tirata’ verso l’angolo, ora la si trova alla fine della piazza, incorniciata dai suoi due edifici vicini. L’architettura risultante evoca le cupole curve e gli archi dell’architettura tradizionale islamica, sia per quanto riguarda la moschea che per gli edifici a semi-cupola che la circondano”, racconta Thomas Christoffersen, partner di BIG.
Il progetto comprende anche i Quran Gardens, i “giardini del Corano”, che contengono tutte le piante menzionate nel Corano in quantità pari al numero di volte in cui compaiono nella sacra scrittura.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine “LUCE=MATERIA”.

 

Nell’immagine, vista esterna del progetto dello studio BIG, vincitore del concorso per il nuovo complesso culturale a Tirana che comprenderà una moschea, un centro islamico e il Museum of Religious Harmony. © BIG

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