Spazio espositivo raddoppiato!

Se non l’avete ancora visitato, è stato inaugurato, il 26 novembre  scorso, il nuovo showroom Garavaglia.

L’inaugurazione. Garavaglia Arredamenti raddoppia lo spazio espositivo a Milano, affianca alla collezione di Alno Cucine l’esposizione degli arredamenti di Mobileffe, e diventa Casa dell’Architetto, proponendosi come salotto cittadino aperto a tutti, operatori e appassionati, dove riflettere sulle nuove tendenze dell’architettura e del design con incontri con ospiti prestigiosi, mostre e fotoproiezioni, presentazioni di progetti e iniziative editoriali. In linea con la sua nuova filosofia il 26 novembre scorso lo showroom è stato inaugurato con un fitto programma dal titolo “A cena con i designer”. Addetti ai lavori e appassionati hanno risposto alla chiamata affollandone gli spazi fino a tarda sera. Protagonisti dell’evento il Presidente dell’ADI (Associazione Disegno Industriale) e designer Luisa Bocchietto, il Past President dell’ADI e designer Angelo Cortesi, la storica e teorica del design Anty Pansera e il designer Pietro Camardella del Centro Ricerche Fiat. In programma a seguire è stata la presentazione della casa editrice E20 Progetti specializzata in architettura, design, fotografia e arte che ha presentato a Milano i volumi “D come Design”, “Sport & Design” e “Urbana”. In esposizione c’erano le creazioni del designer Mark Anderson e i prodotti in resina dell’interior decorator Emanuela Gualdoni La Bua. Sponsor dell’iniziativa sono stati: Alno Cucine, Mobileffe, De Dietrich (che ha esibito la sua collezione di elettrodomestici di lusso attraverso un cooking live show) e Barazza (che ha presentato i suoi nuovi forni Velvet Touch Screen).

Il progetto e gli architetti. Christian Garavaglia, che dello showroom è l’anima, ha un progetto ben chiaro in mente: “Vogliamo proporre un luogo dove il Fuori Salone del Mobile duri tutto l’anno. Vogliamo offrire uno spazio alla città in cui architetti e designer possano confrontarsi tra di loro, conoscersi e riconoscersi. E dove il pubblico di appassionati possa interagire trovando risposte alle proprie domande e soddisfacendo tutta la sua curiosità”. Ma non è solo questo il suo obiettivo. “Vogliamo anche diventare – spiega ancora – un punto di riferimento per gli architetti. La capacità di lettura dell’evoluzione del mercato, il coinvolgimento sempre più frequente nell’arredamento di professionisti dell’architettura di interni, comporta infatti necessariamente un rapporto altamente professionale nella realizzazione dei progetti”. “La casa dell’architetto”, il claim adottato per il nuovo showroom, è la logica conseguenza della missione attuale che lo showroom si è posto: rappresentare il partner ideale per gli architetti. A loro lo Showroom Garavaglia offre assistenza progettuale ed esecutiva a tutti i livelli assumendosi la responsabilità di fornitura dell’opera come unico interlocutore dell’architetto di fiducia del cliente finale.

A cena con i designer. Il presidente dell’ADI (Associazione Disegno Industriale) e designer Luisa Bocchietto, la teorica e storica del design Anty Pansera, il Past President dell’ADI e designer Angelo Cortesi e il designer del centro ricerche Fiat Pietro Camardella per l’inaugurazione del nuovo spaziosi si sono presi in carico il compito di discutere di innovazione e ricerca e di fare il punto sul design italiano. A spiegare bene le loro intenzioni è stato Angelo Cortesi: “L’attuale situazione economica mondiale ci consiglia alcune riflessioni. Alcuni anni fa per una grande mostra svoltasi a Mosca coniai lo slogan: più intelligenza – materia + qualità della vita – fatica. Con questo slogan-equazione l’Italia si presentò con un altro modello di originalità. Diverso e non sostitutivo dell’ormai famoso Made in Italy che con il tempo è andato connotandosi con il lusso. Un nuovo modello Ecobasic che rappresenta, invece ed anche, una cultura, quella italiana, particolarmente risparmiosa e originale da molti punti di vista”. Dal sistema alimentare al sistema abitativo, da quello dei veicoli economici a quello delle macchine utensili, dalle lavorazioni dei marmi sottili alle ceramiche dai grandi formati e degli spessori minimi e dei materiali compositi, ecc. “Naturalmente – ha spiegato ancora il designer – non va dimenticato che l’estetica è sottesa a tutte queste produzioni attraverso un design parsimonioso. Come non va dimenticato che gli altri non stanno fermi e si stanno muovendo nella direzione indicata. In Francia circola sempre di più lo slogan: Liberté, Egalité, Frugalité…”.

L’autoveicolo Phylla. È spettato a Pietro Camardella con una fotoproiezione mostrare al pubblico come questi concetti possano trovare applicazione ad esempio nel mondo delle automobili. Il suo progetto Phylla, realizzato in sinergia tra il Centro Ricerche Fiat e il Politecnico di Torino, è infatti un esempio di come raccogliere la sfida: un’automobile elettrica e perciò eco-sostenibile che è nello stesso tempo un laboratorio di ricerca di energie alternative – batterie ad elevata densità di energia e ricarica veloce, celle fotovoltaiche flessibili ad elevata efficienza energetica, materiali funzionalizzati, fuel cells di nuova generazione, proiettori e fanali con tecnologia chip led, sistemi di ausilio alla guida, ecc. “Micro e nano tecnologie, bio materiali, l’idrogeno in combinazione con il fotovotaico, le nuove frontiere scientifiche come la bionica, la meccatronica e la telematica – spiega Pietro Camardella – aprono nuovi paradigmi interpretativi della forma e dei contenuti dei veicoli”.

Nero su bianco con E20. A dare il proprio contributo a mettere nero su bianco la riflessione sul design è stata anche la giovane casa editrice E20 Progetti di Biella che si è presentata per la prima volta a Milano come partner di Garavaglia Arredamenti proponendo i suoi volumi sul design, l’architettura, la fotografia e l’arte. Suoi fiori all’occhiello sono i volumi: “Sportdesign – Progettare la competizione” libro-catalogo a cura di Anty Pansera e Antonella Andriani, che descrive l’evoluzione tecnologica delle attrezzature sportive, sottolineando gli studi progettuali volti a ricercare la perfezione delle prestazioni e aumentare il livello di sicurezza degli atleti; il catalogo della mostra “D come Design – La mano, la mente, il cuore” a cura di Anty Pansera e di Luisa Bocchietto, che ripercorre e approfondisce i temi trattati nella mostra omonima dedicata alla creatività femminile, proponendosi come riconoscimento del lavoro di artiste, artigiane e designer ma anche imprenditrici che hanno contribuito alla creazione di un appeal italiano nell’oggetto e all’affermazione del design Made in Italy nel mondo dai primi del Novecento ad oggi; il catalogo del festival di Biella “Urbana, la città in trasformazione” composto di una sezione dedicata all’arte e una alla fotografia internazionale di architettura e paesaggio urbano che tanto successo ha avuto nel 2006.

La mostra di Anderson. In esposizione c’era “Una linea autoprodotta” dell’americano Mark Anderson che ha fatto della ricerca materica applicata al legno un tratto distintivo della sua collezione di complementi d’arredo. La sua linea coniuga la riscoperta del saper fare, dell’artigianalità e dell’edizione limitata, all’espressività creativa. “La vera sfida – dice – nel progettare una collezione di complementi è l’equilibrio tra l’oggetto individuale ed il suo eventuale, auspicabile inserimento in un contesto abitativo particolare”. Quando infatti si disegna una collezione di mobili si ha un maggiore controllo sull’intera estetica. Essi spesso diventano l’elemento di design dominante nello spazio, che lo si voglia o no. “Mentre i miei oggetti – spiega ancora – hanno un carattere distinto, essi diventeranno parte di uno scenario pre-esistente, enfatizzando, sottolineando ciò che li circonda, sia che si tratti di uno spazio importante con mobili importanti o di un semplice minimale muro bianco. Essi sono intesi e pensati per uno spazio che abbia personalità in cui tocchi di individuale, personale gusto, determinano la definizione di uno stile”.

La mostra di Resinadesign. In esposizione c’era anche la mostra di Resinandesign, iniziativa imprenditoriale che nasce dalla collaborazione di Emanuela Gualdoni La Bua, interior decorator, l’Arch. Giacomo La Bua ed il suo socio Giampaolo Manca, professionisti che da oltre 15 anni, applicano e sperimentano, utilizzando la resina, nuove tecniche per creare superfici contemporanee ed avvolgenti. E che hanno proposto al pubblico le loro creazioni. Dischi di varie dimensioni, alcuni realizzati per l’occasione, interamente di resina colorata con pigmenti naturali da utilizzare come sottopiatti, sottobicchieri e centro tavola, parallelepipedi con seduta/appoggio luminosa, sempre in resina, e campionature che rappresentano alcune delle tipologie di applicazione della loro creatività e professionalità che si esercita sui complementi d’arredo ma anche in rivestimenti e pannellature. “La resina, materiale dalle infinite applicazioni – spiegano – permette alla nostra curiosità visionaria di spingersi in un mondo fatto di texture e colori. La natura ha ispirato con le sue forme, i suoi orditi e le sue trasformazioni, molti dei nostri lavori. Ciò che caratterizza Resinandesign è l’attenzione ai particolari e la cura delle finiture. Tutte le realizzazioni e la produzione è fatta a mano, e ognuno con la propria esperienza aggiunge quotidianamente stile, tradizione e….gioco”.

La collezione di lusso di De Dietrich. A offrire la cena a designer e pubblico è stata De Dietrich. Presente nel mercato italiano dal 2007, è il marchio Premium di Brandt Italia, filiale italiana del Gruppo FagorBrandt. Con un passato di eccellenza alle spalle, oggi De Dietrich è un marchio di elettrodomestici da incasso di fascia alta, sinonimo di design, innovazione, eccellenza, creatività, audacia e distinzione. In occasione dell’evento del 26 novembre, sono stati esposti alcuni dei “gioielli” dell’offerta De Dietrich: la lavastoviglie a scomparsa totale Quattro Concept DQH740JE1 e il microonde compatto da incasso DME785X. Il piano cottura a induzione ‘Domino’ DTI732X e il forno Color Matrix DOP890W sono stati i protagonisti di un Cooking Show sponsorizzato da De Dietrich: un momento di cucina e spettacolo, in cui uno chef ha preparato “dal vivo” deliziose pietanze.

I Forni Barazza, Alno Cucine e Mobileffe Arredamenti erano sponsor dell’evento.

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