Sotterranei metropolitani

Het Souterrain a L’Aia fa parte di un programma di riqualificazione urbana che ha lo scopo di diminuire l’impatto del traffico in superficie sfruttando lo spazio sotterraneo, che diviene vero e proprio centro di attività. Un braccio autonomo della struttura costituisce infatti una delle principali arterie commerciali della città: la Grote Marketstrasse, progettata dall’OMA di Rem Koolhass, e realizzata nel 2004. La metropoli, congestionata verso l’alto dagli edifici multipiano, si congestiona così anche verso il basso, ma, attraverso la via sotterranea, può fluidificarsi. L’Aia ha raggiunto i limiti dell’espansione in superficie e l’unica soluzione è la stratificazione: 1250 metri di tunnel tranviario, due stazioni, un parcheggio con 375 posti – e un museo di poster – costituiscono un corpo di collegamenti sotterranei al servizio della città. L’assenza quasi totale di rifiniture architettoniche è dovuta alla bellezza delle pareti dall’aspetto roccioso, costruite sull’irregolare superficie costiera dell’Aia. Opera che valorizza diversamente il sottosuolo è la stazione della metropolitana di Nydalen a Oslo, di Kristin Jarmund. Qui, la piattaforma centrale, rivestita in granito bianco, è percorsa da una fila di colonne illuminate dal basso, e lungo i binari corre una striscia luminosa; la scala mobile all’ingresso corre sotto un tunnel in vetro traslucido programmato, grazie a un sistema computerizzato, per offrire uno spettro infinito di colori. Gli effetti luminosi sono accompagnati da brani musicali appositamente composti. Luce, musica, tecnologia e architettura trasformano questo spazio underground in un’esperienza sensoriale unica. Anish Kapoor e Future System, nel progettare le due entrate della stazione metropolitana di Monte Sant’Angelo a Napoli, hanno invece immaginato la “porta degli inferi” che i latini collocavano non lontano, nel lago Averno: in corrispondenza dell’entrata Università (nell’immagine) una scultura a bocca in acciaio avviluppa le scale mobili e simula il cratere che conduce al viaggio sotterraneo; in corrispondenza dell’entrata Traiano è posta una scultura tridimensionale a otto, in alluminio, e l’interno è pavimentato in pietra lavica. I cunicoli, non rivestiti e pavimentati in marmo nero lucido, appaiono come vere e proprie vie verso il “lato oscuro”: una concezione del sottosuolo opposta rispetto a quelle adottate a Oslo e l’Aia.

di Giacomo Sacchetti

 

immagine tratta dal sito images.businessweek.com

 

Bibliografia:
Casabella 739-740, anno LXX n. 1, dicembre 2005/gennaio 2006, Mondadori, Milano, 2005, pp. 132 e 142.
L’industria delle costruzioni – Rivista tecnica dell’Ance, anno XL n. 388, marzo/aprile 2006, Edilstampa, Roma, 2006, pp. 50-55.
Philip Jodidio, Architecture in the Netherland, Taschen, Koln, 2006, pp. 122-127.
AA.VV., 1978-1998 OMA/Rem Koolhaas, El Croquis Editorial, Madrid, 1998, pp. 362-366. 

Ulteriori approfondimenti sul tema degli spazi urbani underground e delle stazioni della metropolitana sono contenuti nella e-zine n. 5 dal titolo “Terra” scaricabile gratuitamente dal sito.

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