Sostenibilità ambientale, nuove fonti d’acqua per le genti del lago Ciad

Il progetto Nuove fonti d’acqua per le genti del lago Ciad di Giorgia Pirrioni e Massimo Plazzer propone un’interessante strategia di azioni per contrastare la desertificazione dell’area subsahariana nei pressi del lago Ciad attraverso la realizzazione di nuovi villaggi concepiti come strutture in grado di accumulare e conservare l’acqua piovana favorendo una maggiore produttività agricola e migliorando la qualità della vita.

 

Il progetto prevede di creare un sistema di raccolta delle acque dei tre mesi della stagione di piogge, accumulandola per gli usi del villaggio e dell’agricoltura attraverso cisterne e centri di distribuzione che diventano il centro di nuovi villaggi e occasione per creare servizi collettivi. La raccolta dell’acqua per l’agricoltura avviene attraverso grandi superfici che attraverso canali convogliano l’acqua in un pozzo.

 

Nella stagione arida un terzo della superficie viene irrigata e coltivata, garantendo un secondo raccolto, e due terzi saranno lasciati a maggese per il pascolo. L’acqua necessaria al villaggio si ottiene dalla raccolta di tetti e strade del villaggio, con la tecnica del pozzo veneziano, e quindi con una piccola depurazione iniziale. Tutti gli interventi e le strutture saranno realizzate con materiali locali (argilla cotta e cruda) in modo da poter essere costruite dagli stessi abitanti.

 

Questo risponde a diversi problemi: mantenendo la gente sul posto si blocca la desertificazione dell’area, con la depurazione dell’acqua e il secondo raccolto si migliora la qualità della vita, affrontando e risolvendo, attraverso il progetto architettonico, un problema che riguarda un luogo dagli equilibri delicati.

 

Il progetto affronta il problema della desertificazione dell’area subsahariana nella zona del lago Ciad agendo in modo coerente con il contesto e secondo una serie di criteri collegati alla sostenibilità, quali: una progettazione basata sul locale, realizzabile dalle popolazioni senza necessità di aiuti esterni, e la creazione di un ciclo che garantisca l’acqua e faccia in modo che la gente non sia costretta a spostarsi abbandonando la propria terra.

 

Il progetto è il vincitore della Medaglia d’Argento dell’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Progettazione urbana e paesaggistica sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premio “l’intervento propone un’interessante strategia di azioni per contrastare la desertificazione dell’area subsahariana nei pressi del lago Ciad attraverso la realizzazione di nuovi villaggi. Ciascun nuovo insediamento viene concepito come struttura in grado di accumulare e conservare l’acqua piovana della stagione delle piogge, ridistribuirla nei periodi di siccità per l’irrigazione dei campi favorendo una maggiore produttività agricola e migliorando di conseguenza la qualità della vita. Attorno ai serbatoi centrali di raccolta dell’acqua si sviluppano gli spazi collettivi funzionali a favorire la socialità e il radicamento delle popolazioni al territorio, limitando l’abbandono e la progressiva desertificazione di queste aree.


SCHEDA PROGETTO
Nuove fonti d’acqua per le genti del lago Ciad


Progetto
Giorgia Pirrioni e Massimo Plazzer


Istituto formativo
Università IUAV di Venezia
Facoltà di Architettura


Relatore
Benno Albrecht


Correlatore
Sara Marini


Anno Accademico
2011-2012


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, Giorgia Pirrioni e Massimo Plazzer, vista del progetto Nuove fonti d’acqua per le genti del lago Ciad

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