SOM: un ponte tra America e Cina

Pubblichiamo alcuni estratti dell’intervista di Paolo Rossi, socio fondatore di 3TILAB, ex SOM Londra, a Brian Lee, Design Partner della sede di Chicago di SOM – Skidmore Owings & Merril, pubblicata sul numero 5-6/2014 della rivista “Paesaggio Urbano”.


(di Paolo Rossi) Brian Lee è stato Leader Progettista di progetti pubblicati a livello internazionale e premiati quali: il China World Trade Center di Pechino (l’edificio più alto della città); Poly International Plaza a Guangzhou, in Cina; l’Università della California di San Diego Telemedicine education; e la Kia Motors America, Centro di Ricerca e Design Center di Irvine, California. […]


Qual’è la relazione tra architettura e ingegneria all’interno di SOM?
[…] Per progettare un “outstanding design” bisogna prima di tutto capire e analizzare il problema. Unire una serie di esperti provenienti dai diversi campi della progettazione con il loro punto di vista e farli avvicinare e lavorare insieme in modo collaborativo, permette di ottenere un valore aggiunto rispetto a una singola persona, per quanto illuminata sia. In SOM, forte è la relazione tra architettura e ingegneria come intense sono le relazioni tra architettura e urban plannig fino all’interior design. Siamo orgogliosi di avere al nostro interno alcuni dei migliori ingegneri in circolazione.

 

Cosa succede quando hai dentro casa degli ottimi ingegneri che lavorano a stretto contatto con designer avendo la stessa cultura e credendo allo stesso obiettivo? Innovazione. Cerchiamo sempre di creare qualcosa di originale e migliore rispetto a quello che è già stato realizzato, pensando al rapporto con l’arte, la scienza e l’architettura. Avere un’expertise così preparata ti permette di avere sempre nuove idee progettuali […].


Nello specifico dei progetti cinesi pubblicati in “Paesaggio Urbano” quale sono le differenze tra il Zhengzhou Greenland Plaza ed il Poly Real Estate Headquarters?
[…] Nel caso del Zhengzhou, forte era la pressione nel riprogettare una Pagoda, la sfida è diventata riuscire a far percepire all’ osservatore il riferimento archetipo senza essere troppo convenzionali. I segni orizzontali della pagoda si trasformano smaterializzandosi in un sistema di frangisole che oltre ad essere predisposti per l’ombreggiamento, possiedono un sistema di illuminazione integrato che trasforma l’edificio in una suggestiva lanterna cinese.

 

Il concept dell’edificio da un capriccio del cliente si trasforma in un omaggio alla tradizione cinese.

 

Come già detto in precedenza non amo riproporre letteralmente il riferimento di partenza, preferisco astrarre le idee. C’è qualcosa di affascinante nella cultura cinese, la forza dei simboli viene spesso capita ed interpretata anche dall’uomo comune, perfino i bambini hanno una forte capacità di lettura. Astrazione della poetica cinese avviene nel Poly building, l’apertura verso il fiume velato da uno schermo a sud rielabora l’approccio nella cultura cinese della Luce, svelando all’interno un giardino rigoglioso, un sistema complesso che lungo il percorso svela passo dopo passo gli elementi da cui è composto. Per concludere ci sono due tipi di committenti in Cina: alcuni aperti alla realizzazione di un’architettura senza tempo e altri legati alle mode e al mercato letteralmente tradizionalista.


Come vedi il mercato Cinese nei prossimi anni?
Partiamo dal dato di fatto che la popolazione cinese è tre volte quella americana, le persone continuano a muoversi verso l’area urbana, non più nelle città principali ma verso le città di seconda e terza fascia. Il mercato Cinese sta subendo un forte cambiamento, ci sarà un mercato più maturo, l’architettura sarà meno affascinata dal “gesto iconico” ma bensì verso la qualità della vita, la sostenibilità; verranno considerate primarie le alte performance degli edifici.
Sta crescendo il desiderio di una maggiore qualità dell’architettura diffusa soprattutto nei progetti dove il fruitore è la persona comune. […]
Recentemente il Presidente della Repubblica Cinese, Xi Jinping ha dichiarato che l’architettura del futuro cinese dovrà essere lontana dalle “Crazy Shape”, dalle forme iconiche o dalle sperimentazioni giornaliere gratuite.
L’architettura dovrà servire la popolazione, rispettare le tradizioni ma allo stesso tempo dialogare con la ricerca contemporanea
. Un mercato maturo e sofisticato si sta muovendo verso una nuova fase. […]


Paolo Rossi, architetto, design director 3TI LAB s.r.l.

 

Nell’immagine, Poly Real Estate Headquarters, vista notturna. Foto © Tim Griffith

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