Solar FabLab House

IAAC – Institute For Advanced Architecture Catalonia, MIT- Center for Bits and Atoms e FabLab Network hanno messo a punto una nuova generazione di abitazioni prefabbricate, realizzabili in ogni parte del mondo, a costi ridotti e secondo i principi del risparmio energetico.

 

Lo IAAC dispone un laboratorio modelli di architettura e design (FabLab) che appartiene alla rete globale di laboratori messi a punto dal Center for Bits and Atoms del MIT. Il laboratorio è configurato come un centro di produzione, studio e formazione che utilizza macchinari digitali di ultima generazione per creare prototipi e modelli in scala architettonica e di industrial design o per altre attività che necessitano di una connessione tra il computer e il processo di produzione materiale attraverso le istruzioni digitali. Queste tecnologie consentono inoltre la produzione di modelli fisici utilizzando il design parametrico e la produzione di diversi elementi senza costi aggiuntivi, incoraggiando e potenziando le personali possibilità di fabbricazione per ciascun utente.
Il Fab Lab BCN dispone di svariati macchinari e attrezzature, e di un sistema di videoconferenza che consente di essere sempre in contatto con il Fab Lab Network e con gli altri partner. Il laboratorio utilizza diversi macchinari per realizzare progetti a diverse scale: dal progetto e fabbricazione di circuiti dotati di micro-controller allo sviluppo di dispositivi interattivi fino alla costruzione in scala 1:1 di strutture e componenti in svariati materiali. L’obiettivo è la fabbricazione digitale in architettura, perseguito attraverso workshop e progetti che stanno aprendo la “autocostruzione” alla società.

 

Il FabLab è un laboratorio a piccola scala ma con le infrastrutture e i dispositivi per realizzare pressoché ogni cosa. Pur non essendo in grado di competere con la produzione e la distribuzione su larga scala, consente una certa libertà e creatività che il sistema di grande produzione e il business che vi ruota attorno non consentono. I grandi produttori sono comunque in grado di adattarsi ai bisogni locali o alle intenzioni individuali ottenendo soluzioni molto vantaggiose.
Ciascuno del FabLab, distribuiti in tutto il mondo, è specializzato nella progettazione e produzione di una serie di componenti (“dal bit al territorio”). Quindi il processo di progettazione può essere esportato, distribuito e le conoscenze possono essere condivise tra diversi luoghi e settori tecnologici. Allo stesso tempo, grazie al protocollo comune tra questa rete di laboratori che “parlano lo stesso linguaggio”, utilizzano gli stessi software e dispongono degli stessi macchinari di base. Il “locale” e il “globale” lavorano insieme per formare un vero e proprio network.
Da un lato, questo modello è in grado di condurre a portata di individuo la produzione personalizzata. L’output raggiunge l’utente riducendo i passaggi intermedi come il trasporto delle materie prime, risparmiando quindi energie e adattando l’oggetto alle esigenze reali. L’adattamento individuale è la chiave della sostenibilità e l’uso di materiali e tecniche standard rende questo processo più affine al lavoro di artigianato.

 

La Solar House è una nuova generazione di abitazioni prodotte dai FabLab, il cui scopo non è l’industrializzazione ma quello di consentire ad ogni persona di realizzare questa abitazione in ogni parte del mondo nell’ambito della piattaforma dei FabLab o da altri laboratori.
La metodologia di realizzazione della casa è basata su una struttura fabbricata a partire da materiali comuni e ottenibili globalmente (pannelli in compensato, ecc.) e sull’utilizzo di macchinari disponibili localmente. Si tratta effettivamente di una soluzione abitativa molto conveniente, progettata con la combinazione di semplici elementi costruttivi, elaborazioni geometriche e apporto tecnologico, sia nella sua creazione e nel suo sistema energetico così come nella gestione attiva e passiva della casa.
La scelta del legno e non dell’acciaio come materiali strutturale di base deriva da due linee di pensiero: la prima è che una “casa solare” deve essere ottenuta da un materiale “solare” e la seconda che la scelta del legno consente di ottenere elementi strutturali e componenti piccoli, leggeri e maneggevoli. Quindi il materiale, la scala dei componenti dell’abitazione e il livello tecnologico impiegato sono stati selezionati non solo per l’eccellenza e l’ottimizzazione funzionale, ma anche per la sua disponibilità e semplicità di utilizzo e manutenzione.
La proposta consiste in una costruzione in legno prefabbricata nella quale tutti i componenti strutturali sono ottenuti a partire dal taglio di pannelli di compensato della misura di 1220 x 1440 mm. Questi componenti vengono poi assemblati e trasportati in sezioni trasversali in situ. Una volta collocate nel luogo di costruzione, le singole sezioni vengono sollevate e fissate. La “Solar House” può comodamente ospitare una famiglia di quattro persone in uno spazio di 75 mq ed è possibile costruirla in un tempo inferiore ai quindici giorni di lavoro.
La geometria della “Solar House” segue una sezione paraboloide standard, posizionata in loco in relazione al sole (considerando l’esposizione nell’arco della giornata e dell’intero anno); la struttura è deformata in misura appropriata per raggiungere l’orientamento estivo ottimale (restringimento a ovest, ampliamento verso est e appiattimento verso lo zenit di 70 gradi). La libertà che si ottiene dal prototipo paraboloide permette di adattare rapidamente il modello alle sollecitazioni strategiche che si vogliono imporre.
La Solar FabLab House non solo ha una forma arrotondata che permette di ottenere il massimo volume interno con il minimo di superficie esterna, ma è elevata da terra su tre appoggi, al fine di creare uno spazio al di sotto della casa per consentire alcune attività all’aperto, raddoppiando di fatto la zona giorno.

 

Anziché fare affidamento sui prodotti del mercato, lo IAAC collabora con il MIT per sviluppare dispositivi che consentano di fondere sistemi costruttivi, creando un’infrastruttura intelligente.
Questa è la prima casa creata digitalmente e che può essere costruita in ogni parte del mondo attraverso la rete di laboratori FabLab, che si trovano in America, in Sud Africa, in India, nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Spagna. Nonostante questo prototipo sia costato più del previsto, è certo che una volta raggiunta l’esclusiva i costi saranno più bassi.

 

Lo IAAC (Institute for Advanced Architecture of Catalonia) è un centro internazionale per la ricerca, la formazione e lo sviluppo orientato all’architettura multidisciplinare, dall’analisi territoriale allo sviluppo urbano fino al progetto architettonico, alla digitalizzazione e l’informatizzazione ambientale. Situato a Barcellona, uno dei centri internazionali per l’Urbanistica, l’istituto diretto da Vicente Guallart sviluppa programmi interdisciplinari internazionali che esplorano i fenomeni urbani e territoriali, con particolare attenzione alle opportunità che scaturiscono dai territori emergenti e ai valori culturali, economici e sociali che l’architettura può portare come contributo alla società. Lo IAAC si propone di creare reti di conoscenze multidisciplinari in collaborazione con diverse città e regioni, incluso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), l’Università di Brighton e l’Università di Chicago, sviluppando diversi programmi di ricerca che riuniscono esperti in diverse discipline come l’ingegneria, la sociologia, l’antropologia, l’architettura e altri settori.
Lo IAAC è ormai un centro internazionale riconosciuto, che in questi anni ha accolto studenti e ricercatori da 24 paesi, tra cui India, Australia, Stati Uniti, Polonia, Argentina e Iraq.
La sede dell’istituto è una vecchia fabbrica di 2000 mq a disposizione della ricerca, della produzione e della divulgazione dell’architettura: lo spazio stesso è una dichiarazione di principi che incarna un approccio sperimentale e produttivo per l’architettura.  L’istituito è impegnato in diversi progetti di ricerca, workshop, corsi e laboratori estivi, aperti a imprese e istituzioni spagnole e internazionali. L’approccio al progetto della “costruzione fisica del mondo” è multiscala: dal territorio all’edificio alla progettazione digitale con l’obiettivo di trasformare l’architettura in una disciplina che, piuttosto che costruire semplicemente edifici, produce habitat, ambienti completi e complessi aperti allo sviluppo della vita sociale.
Sulla base di questa vision, l’istituito si è configurato come luogo di formazione, ricerca, sviluppo e divulgazione del sapere architettonico, un ambiente che comprende la partecipazione delle istituzioni internazionali, dei professionisti e degli studenti dai cinque continenti e che consente di affrontare le questioni globali e locali da prospettive diverse e multiculturali.

 

La FabLab House è stata esposta per la prima volta al Solar Decathlon Europe, un concorso internazionale per le università di tutto il mondo orientato verso la ricerca e lo sviluppo di abitazioni industrializzate e sostenibili, con particolare attenzione all’efficienza e autosufficienza energetica. In occasione della prima Solar Decathlon Europe Competition, che ha avuto luogo a Madrid nel giugno 2010, sono state montate ed esposte 17 case progettate e realizzate dalle diverse università partecipanti provenienti da tutto il mondo. La FabLab House è stata visitata da oltre 20.000 persone durante il Decathlon e ha ricevuto il premio People’s Choice.

 

a cura di Federica Maietti

 

Nell’immagine, la Solar FabLab House esposta a Madrid in occasione del Solar Decathlon Europe. Foto © Adrià Goula 2010

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