Social Housing: principi chiave e raccomandazioni per le politiche abitative pubbliche

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In occasione dell’evento Urbanpromo Progetto Paese, che si è svolto questa settimana a Milano, è stato presentato il documento finale della sesta edizione di Urbanpromo Social Housing (Torino, 6-7 ottobre 2016).

Leggi anche l’articolo Luoghi Comuni sul Social Housing

L’edizione 2015 di Urbanpromo Social Housing si era conclusa prospettando la possibilità di rendere il patrimonio pubblico più capace di soddisfare la domanda delle famiglie a basso reddito grazie alla disponibilità del privato sociale di accogliere nel proprio patrimonio delle famiglie divenute prive dei requisiti economici per permanere nelle abitazioni pubbliche.

L’edizione 2016 non ha registrato alcun avanzamento verso tale prospettiva, che resta quindi ipotesi di lavoro attuale, anche se ridimensionata dal manifestarsi di un flusso inverso di famiglie che da “fascia grigia” tende a candidarsi, a causa della crisi economica, come futura utenza dell’edilizia pubblica.

Dalla manifestazione è poi emersa con forza la determinazione degli operatori del settore privato sociale a proseguire nella loro missione sociale a prescindere dalla disponibilità o meno di risorse pubbliche, qualora queste dovessero essere ancora destinate esclusivamente all’edilizia residenziale pubblica.

Dalle analisi svolte durante l’evento, e dal confronto tra operatori, stakeholder e addetti ai lavori, è scaturito un documento che contiene anche un vero e proprio decalogo di raccomandazioni per le politiche abitative pubbliche e il social housing:

  1. costruire progetti integrati e partecipati di rigenerazione dei quartieri in crisi, la cui leva sia appunto costituita dal social housing ed i cui ingredienti siano anche le innovazioni tecnologiche riconducibili all’idea della smart city e smart communities e le elevate prestazioni ambientali.
  2. valorizzare, nella progettazione e nella gestione degli interventi social housing, i contenuti propri dell’economia della condivisione;
  3. ricercare l’integrazione – nello spazio urbano e nella gestione operativa – tra gli interventi di edilizia residenziale del settore pubblico e quelli del privato sociale, anche grazie ad una semplificazione dell’attuale complessa articolazione delle competenze pubbliche;
  4. definire modelli unificanti per gli accordi tra Enti e operatori, standardizzando le definizioni tecniche ed anche prevedendo adeguati sistemi di adattamento delle convenzioni alle oscillazioni del mercato immobiliare;
  5. fin dal montaggio delle operazioni, a partire dal concept dell’iniziativa, realizzare una efficace interdipendenza tra la gestione finanziaria e la gestione sociale, pur nella diversa specificità di competenza e responsabilità dei soggetti economici coinvolti;
  6. contenere i costi di costruzione e di esercizio dell’edilizia residenziale sociale all’interno dei programmi di rigenerazione urbana, intervenendo su tutti i fattori di costo e in particolare su quelli maggiormente incidenti;
  7. integrare gli interventi di social housing, in quanto servizi abitativi, all’interno delle politiche sociali, valorizzando le complementarietà con la sicurezza, la solidarietà, la coesione sociale, il lavoro;
  8. estendere gli interventi di social housing, con i relativi sistemi valoriali, a tutte le principali città italiane, promuovendo anche specifici percorsi formativi presso i comuni interessati;
  9. sviluppare i modelli di valutazione degli esiti sociali, oltre che finanziari, degli interventi, anche attraverso la precisazione dei dati strettamente necessari, così da migliorare le valutazioni ex ante (destinate ad incidere sulle convenzioni), in itinere (a beneficio dei gestori sociali e finanziari) ed ex post (per il miglioramento dell’intera sperimentazione);
  10. attivare ulteriori opportunità formative per creare le competenze professionali necessarie per diffondere nel Paese l’approccio valoriale del social housing.

Questo decalogo di rappresenta il possibile viatico per una crescita equilibrata e un funzionamento efficiente dell’abitare sociale nel nostro Paese, tenendo conto delle evoluzioni che si sono osservate negli ultimi anni. Puoi leggere e scaricare l’intero documento sul Social Housing CLICCANDO QUI.

 

Nell’immagine, il progetto vincitore della quinta edizione del Premio europeo di Architettura Ugo Rivolta, di Harquitectes+DATAAE.

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