Smart City, la citta tecnologica a misura d’uomo

La Smart City è un’idea complessa. In un’intervista ad Architetti.com, Michele Vianello (direttore del Parco Scientifico e Tecnologico VEGA) ci ha fatto riflettere sul concetto di Smart City. Si tratta di un percorso complesso: il futuro della città è fatto di social network, cloud computer e device mobili. Un’altra cosa è certa: l’Italia deve dare più spazio al verde e innovare l’ambiente urbano che, diversamente, muore.

 

L’insieme di queste cose ci spinge all’utilizzo dell’internet delle cose e di sistemi che rendano più vivibile la città, più a misura d’uomo, dove la “misura d’uomo” cresce quanto più si utilizzano gli smartphone, i tablet e la condivisione dei dati. “A misura d’uomo” significa anche un’altra cosa: risparmio energetico. L’energia va utilizzata con coscienza per evitare sprechi e perché l’uomo trae beneficio dal consumo intelligente. In poche parole, prima di tutto spende meno. Per questo l’Unione Europea ha promosso il Patto dei Sindaci per il risparmio energetico – PAES, per monitorare e pianificare i consumi energetici sul territorio, incentivando la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili.

 

Molti comuni italiani negli ultimi anni hanno cercato di risparmiare energia in modi diversi. Uno dei più gettonati è quello della sostituzione dei vecchi impianti di illuminazione pubblica con impianti nuovi più efficienti, spesso a Led. Anche questa è la Smart City: limitare i consumi utilizzando le tecnologie migliori.

 

È questo il contesto in cui si inserisce il progetto Smart City | Smart Life di Officinae Verdi, una proposta per gli enti locali per realizzare interventi di riqualificazione energetica del Comune.

 

Altro progetto interessante da questo punto di vista è quello del CNR, “Energia da fonti rinnovabili e ICT per la sostenibilità energetica”, che punta a standardizzare metodologie per diffondere le Smart City in Italia. Solo tre comuni italiani saranno selezionati, ricevendo un supporto di un milione di euro. Pistoia, per esempio, si è candidata con “Lux”, progetto fondato sulla valorizzazione e la promozione dei beni storici, artistici e architettonici cittadini, per sollecitare abitanti e turisti a esplorare con gli Smartphone il centro urbano. In particolare, un percorso notturno verrebbe studiato con un’illuminazione a bassa intensità che guiderebbe la lettura dei luoghi in relazione a testi e brevi racconti sullo Smartphone.

 

Smart City quindi è anche gestione degli impianti, perchè la gestione e l’utilizzo intelligente degli impianti di illuminazione porta non solo a un risparmio energetico ma anche alla possibilità di coinvolgere i cittadini (e i turisti) e a una loro maggiore sicurezza.

 

Il progetto di Pistoia può essere considerato un esempio che va in questa direzione. Un prodotto interessante da questo punto di vista è il KIT per la telegestione a isola degli impianti di pubblica illuminazione di Reverberi Enetec. Il KIT appartiene alla gamma Opera e consente la telegestione di quadri elettrici I.P. esistenti o di nuova generazione.
Alla base dell’utilizzo del kit ci sono 3 diverse configurazioni:
– configurazione 1: cablato su una barra DIN per posa interna a fronte quadro;
– configurazione 2: cablato su una piastra per la posa interna sul pannello di fondo dell’armadio I.P.;
– configurazione 3: cablato entro cassetta da esterno in policarbonato rinforzato con fibre di vetro da fissare esternamente sul quadro I.P., qualora gli spazi interni non fossero sufficienti per l’installazione. Il KIT dispone di un apposito supporto per consentirne il fissaggio sul lato destro, su quello sinistro del quadro I.P. e a muro.

 

Altra caratteristica interessante del KIT è quella che permette una rapida installazione e interfacciamento con le apparecchiature esistenti: il KIT, cioè, è caratterizzato da cavi con lunghezza e peculiarità adeguati al tipo di posa.

 

A proposito di cavi, Nicola Christian Rinaldi ha scritto su Pionero.it un articolo sul “sottosuolo”, la banda larga e le infrastrutture.

 

Veniamo ai componenti; i tre fondamentali sono:
– il Modulo DIMmy, nucleo principale di questo sistema. La sua funzione è quella di comunicare con il software Maestro, di accendere e spegnere l’impianto tramite orologio astronomico o da comando remoto dell’operatore. Il dialogo con quest’ultimo avviene tramite porta USB o anche via tablet o smart phone;
– il Router GPRS / 3G consente la comunicazione con il software del centro di controllo, per l’invio degli allarmi o per il download dei dati, su richiesta dello stesso;
– i TA, trasformatori amperometrici che permettono la lettura delle correnti assorbite, sia di fase che di guasto a terra.

 

Il sistema è in grado di registrare le misure elettriche, scaricabili dal software Maestro tramite GPRS. Grazie a questa funziona e all’analisi dei dati ottenuti, è possibile eseguire diagnosi, rilevare le cause dei guasti e verificare ogni variazione o anomalia.
Il KIT è inoltre in costante collegamento col software Maestro e rileva l’energia assorbita, anche in diurno, memorizzando il risultato tramite i contatori di energia, inoltre invia allarmi in tempo reale in caso di anomalie.

 

Il KIT rappresenta una buona soluzione risparmiare energia, grazie a un orologio astronomico, per accendere e spegnere l’impianto. Tutto all’insegna della Smart City: risparmio energetico, comunicazione mobile, gestione delle risorse e della città.

 

A cura di Enrico Patti

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