Smart City, Italia: non ce la possiamo fare

Di dichiarazioni suntuose e intenti magnifici sulla Smart city ne ascoltiamo tutti i giorni. Il Web, la città integrata… Delrio è tornato sul tema, proprio ieri.

 

“L’innovazione delle città, le politiche per le Smart city e quelle abitative sono le sfide decisive che dobbiamo affrontare con uno spirito di collaborazione, considerando il forum del Saie (Salone internazionale dell’industrializzazione edilizia) un’opportunità per tutti, a cominciare dal governo, che dovrà presentarsi con proposte concrete”.

 

Questo il messaggio che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha inviato alla presentazione, avvenuta questa mattina alla Camera dei deputati, del cinquantesimo salone dell’edilizia che si terrà in contemporanea con Smart City Exhibition, a Bologna, dal 22 al 25 ottobre.

 

E il segretario generale della presidenza del Consiglio Mauro Bonaretti: “Dobbiamo riuscire a ripartire da settori strategici come quelli della tecnologia e delle costruzioni, la vera chiave per lo sviluppo è il legame tra queste due dimensioni, l’economia è in grado di ripartire se riesce ad aggregare. E questo va fatto proprio a partire dai territori e dalle città, perché i territori non sono un problema ma servono per sbloccare il paese se sono liberi da vincoli e legacci”.

 

Bonaretti ha poi dato tre motivazioni sulla difficoltà di mettere in pratica l’idea delle Smart city: “La prima è strategica e riguarda i progetti di sviluppo; una seconda è procedurale e concerne il sistema amministrativo che non favorisce la capacità di investire; e l’ultima è concettuale, perché la Smart city non è l’amministrazione come spesso si pensa ma è la città che si integra in tutte le sue componenti”.

 

Una difficoltà strategica, una procedurale e una… concettuale. Ci sono problemi che coinvolgono la burocrazia e la mentalità, quindi insormontabili. Quando in Italia arriveremo a fare la Smart City, in Olanda avranno fatto la No City, superato il concetto di città e creato nuove architetture immateriali nello spazio, vincendo tutti i problemi legati all’urbanistica, perché là le strade si svilupperanno su un terreno fluido.

 

Gli svedesi inviano già le case sulla luna.

 

A cura Enrico Patti

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