SKY over decreto anticrisi

“È con profonda preoccupazione e sorpresa che prendiamo atto delle nuove disposizioni governative in materia di detrazioni fiscali collegate agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Pur comprendendo il momento di profonda crisi economica a cui lo Stato e il mondo intero devono far fronte e pur apprezzando l’eliminazione dell’effetto retroattivo del decreto, ci uniamo all’ormai ampio coro di dissenso portato avanti da Associazioni ed Enti, Ministero dell’Ambiente in primis, che propone la cancellazione totale della norma. Il decreto ostacola e limita l’accesso agli sgravi fiscali del 55% che le istituzioni avevano introdotto con la Finanziaria 2007 e confermato con la Finanziaria 2008 fino a fine 2010, sia per i privati sia per le aziende che sceglievano, per esempio, di rinnovare i propri impianti di climatizzazione invernale con tecnologie efficienti (che tagliano i consumi e le emissioni inquinanti) o che optavano per l’utilizzo di fonti rinnovabili, come l’energia solare. Queste agevolazioni fiscali non solo hanno consentito in soli 2 anni di tagliare la bolletta di ben 230.000 famiglie, ma anche di segnare grandi progressi verso il raggiungimento degli impegni assunti dal nostro paese con il protocollo di Kyoto. Attualmente il provvedimento rende impraticabile la detrazione di imposta lorda del 55% attraverso una procedura burocratica complessa e fuorviante che toglie ossigeno a un rilancio economico della piccola e media impresa che ha investito e scommesso sul settore del risparmio energetico. Privati e imprese che hanno scelto di investire su tecnologie efficienti ed ecocompatibili ora subiranno un grave danno economico e di immagine per il dietro front fatto dal governo, senza contare poi il rischio di rendere il mercato stesso poco trasparente”.

Questo il comunicato stampa diffuso da Domotecnica il 5 dicembre scorso. Domotecnica è impegnata da più di un decennio in forti campagne di sensibilizzazione in merito al tema del risparmio energetico e raccoglie intorno a sé 1.150 aziende di installazione con oltre 7.000 addetti e oltre 70 partner industriali e distributori. Si è fatta perciò portavoce della delusione dell’intera filiera del settore.
Le richieste che vengono fatte al Governo sono inequivocabili: la cancellazione dell’art. 29 inerente gli sgravi e l’attuazione di una procedura burocratica di accesso più snella e trasparente che possa aiutare le piccole-medie imprese e i grandi gruppi a portare avanti, con successo, lo sviluppo economico.
Da un lato, abbiamo il Governo, che tenta di far passare come la soluzione dei nostri problemi un decreto “anticrisi” che in realtà non risolve nulla, anzi impedisce l’ulteriore sviluppo di una delle poche situazioni realmente fertili presenti nel nostro paese, l’industria del rinnovabile, e degli effetti positivi che essa ha sulla situazione economica delle famiglie italiane.
D’altra parte, l’opposizione è troppo occupata a risolvere i problemi che derivano da una serie di polemiche da cui non si può sottrarre: che significato ha la vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei famosi? Perché aumentare il canone RAI? Perché il governo ha aumentato le tasse su SKY?
Certamente, da parte del Governo, è vantaggioso mettere in evidenza i provvedimenti messi in atto che risolvono la situazione economica delle famiglie solo nel breve termine (detassazione degli straordinari sul lavoro dipendente limitata nel tempo, aumenti una tantum in busta paga..) e non quelli che mettono in ginocchio le industrie italiane produttive; certamente il canone RAI e le tasse su SKY rubano dalle tasche degli italiani e la vittoria di Luxuria segna un “grande cambiameno della mentalità del popolo italiano”.

 

Ma non credete che la problematica sollevata da Domotecnica sia più importante per la crescita economica complessiva del nostro paese, per il suo allineamento a certe politiche ambientali europee e mondiali, per la salute del Pianeta e per le possibilità concrete di risparmio che ne derivano?

 

di Giacomo Sacchetti

 

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