Sicurezza sul lavoro, le avventure dell’architetto che coordina il cantiere. Una mini-fiction di Federarchitetti

“Non ne valeva la pena” è il titolo della mini-fiction di Federarchitetti, il sindacato dei liberi professionisti della progettazione presentata in occasione della Giornata Nazionale per la Sicurezza nei cantieri il 1° aprile. 

 

Il tema
Sviscerare i problemi dei liberi professionisti in cantiere attraverso le vicende tragicomiche di un coordinatore della sicurezza. Questo l’obiettivo del film, che rappresenta un’ideale prosecuzione di “Lavori in corto” presentato sullo stesso tema nel 2010.
Quello che è certo è che, in modo ironico e a tratti grotesco, vengono efficacemente (ed emblematicamente) rappresentate le problematiche della categoria.
Il responsabile della sicurezza è un tecnico della progettazione (un architetto o un ingegnere o un geometra) che provvede a fare applicare le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un ruolo essenziale per la salvaguardia dei lavoratori in cantiere. Essensiale, si, ma poco valorizzato nell’edilizia italiana. Come spesso succede, le responsabilità sono molte ma non vengono riconosciute.

 

Sinossi (spoiler alert!)
Il filmato racconta le vicissitudini, giudiziarie e umane, di un architetto coordinatore della sicurezza dopo la visita in cantiere di un ispettore del lavoro e le successive contestazioni di legge. Avvisato della visita quasi per caso dall’amministratore di condominio ove si stanno svolgendo lavori di manutenzione, il protagonista si vede contestare una serie di irregolarità, da lui peraltro già individuate e segnalate alla committenza, che comportano un’ammenda a suo carico di 4800 euro. Un’enormità, soprattutto se si pensa alle spese professionali da affrontare mensilmente e alla difficoltà di farsi pagare dai clienti.
Nel video, il coordinatore della sicurezza, nonostante le buone intenzioni, finirà per pagare la forte ammenda, scontando così anche colpe non sue.
Non a caso, il corto si chiude con una telefonata dell’architetto-coordinatore con il padre, che lo aiuterà a coprire la pesante somma, e al quale confessa: “Non ne valeva la pena”.

 

“Non ne valeva la pena” è su YouTube.
Ma potete gustarvelo anche su Architetti.com. Eccolo:

 

Federachitetti Roma: il significato del video
Per Giancarlo Maussier, presidente di Federachitetti Roma, che ha collaborato alla sceneggiatura, “l’architetto protagonista del video non è altro che una figura emblematica, che riflette le difficoltà vissute tutti i giorni da moltissimi professionisti”. Nel corto, infatti, come nella realtà, il coordinatore della sicurezza, a fronte delle numerose responsabilità di legge, è costretto a ridimensionare non soltanto l’onorario, ma soprattutto le attività che gli competono.
Diventa difficile, e rischioso, segnalare le inadempienze dell’impresa esecutrice dei lavori o del committente. Le imprese vogliono guadagnare il massimo, e i committenti vogliono spendere il minimo. “Ecco perché nel video – conclude Maussier – è messa sotto accusa la logica del massimo ribasso, che risulta dannosa non soltanto in termini di sicurezza sul lavoro, ma anche per la qualità dell’architettura e la dignità professionale”.

 

 

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