Sicurezza, il caso dei disturbi dello spettro autistico

Nell’ambito del Convegno Nazionale Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole, che si terrà a Ferrara il prossimo 10 giugno 2014, l’intervento dell’architetto Teresa Villani, del Dipartimento Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura, Università di Roma La Sapienza, sarà incentrato sulla progettazione dell’ambiente e delle attrezzature impiantistiche per migliorare la qualità della vita e le condizioni di sicurezza delle persone con disabilità mentale, e in particolare per i bambini affetti da autismo.

 

(di Teresa Villani) L’OMS, in un rapporto del 2010, definisce le persone con disabilità mentale, uno dei gruppi più vulnerabili al mondo, e richiama governi e società civile ad attuare strategie per migliorare la qualità della vita e le condizioni di sicurezza.
Dal documento dell’OMS traspare chiaramente il richiamo all’individuazione delle esigenze specifiche degli utenti vulnerabili come prima operazione per affrontare qualsiasi tipo di progettazione.
Quando gli utenti non sono in grado di esprimere le proprie esigenze, a seguito di oggettive difficoltà, è necessario avviare un processo di acquisizione di dati attendibili attraverso la ricerca scientifica, finalizzati a delineare gli input di progetto in grado di soddisfare quelle esigenze inespresse in termini di prestazioni dell’ambiente costruito e delle attrezzature impiantistiche.

 

Questo rappresenta il punto di partenza dello studio presentato sulla sicurezza dei bambini autistici, che parte da una puntuale analisi di una patologia come quella dell’autismo i cui esiti sono ancora poco conosciuti seppure molto indagati. Nell’autismo i modelli di comportamento non sono affatto codificabili, prevedibili e risultano poco approfonditi soprattutto gli effetti psico-fisici che le diverse forme di interazione ambientale possono provocare. Tuttavia, nello specifico, è possibile delineare un percorso metodologico che, dall’identificazione dei profili di esigenze, intese come caratteristiche cognitive, comportamentali, ma anche come aspettative, attitudini e desideri, indirizzi i progettisti nella scelta dei sistemi di comunicazione dell’allarme.

 

In tal senso la metodologia basata sull’approccio esigenziale-prestazionale risulta particolarmente efficace per tradurre le esigenze rilevate in requisiti progettuali in grado di guidare e controllare i complessi problemi sensoriali, tipici dei disturbi dello spettro autistico, ricercando già in fase progettuale diverse strategie di prevenzione incendi, che sviluppino forme di comunicazione il più possibile appropriate, capaci di diventare un’ulteriore risorsa per tutti.
A partire dall’analisi dell’organizzazione degli spazi in cui una persona autistica può trovarsi e dalla identificazione delle criticità ambientali e tecnologiche, è necessario applicare un metodo di “indagine dall’interno” che prevede un lavoro di interlocuzione e confronto con le competenze specialistiche, per arrivare a definire le caratteristiche prestazionali dei sistemi di comunicazione dell’allarme in grado di garantire la sicurezza di tutti.

 

Il risultato finale dovrà mettere in atto un segnale in grado di attirare l’attenzione, ma che sia anche chiaro, credibile e riconoscibile in relazione alle capacità delle persone che dovranno percepirlo. Per raggiungere tale risultato si propone un metodo per la scelta dei sistemi di comunicazione dell’allarme che prevede tre fasi: dalla rilevazione ambientale alla identificazione delle criticità del processo di comunicazione, fino alla definizione dei livelli prestazionali di questi sistemi.

 

“Progettare per l’autismo” e rendere sicuro un edificio comprensivo dei dispositivi di comunicazione dell’allarme è possibile, purché già dalla fase di ideazione venga prevista una integrazione multidisciplinare di competenze che includa anche l’esperienza degli operatori della sicurezza i quali possono offrire un contributo nella valutazione di soluzioni tecnologiche finalizzate a trasformare l’ambiente costruito in un fattore “facilitatore”, nonché promotore della sicurezza.

 

Architetto Teresa Villani, Dipartimento Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura, Università di Roma La Sapienza

 

 

SCHEDA EVENTO

 

Convegno Nazionale
Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole

 

Luogo
Sala Estense
piazza Municipale, Ferrara

 

Data
martedì 10 giugno 2014

 

Orari
09.00-13.00 | 14.30-18.00

 

Iscrizioni e accreditamento
e-mail: lem@unife.it

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