Shigeru Ban vince il Pritzker Architecture Prize 2014

L’architetto giapponese Shigeru Ban è stato proclamato vincitore del Pritzker Architecture Prize 2014. La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà il prossimo 13 giugno al Rijksmuseum di Amsterdam. Annunciando la scelta della giuria, Thomas J. Pritzker ha dichiarato: “L’impegno di Shigeru Ban per le cause umanitarie attraverso il suo lavoro nei luoghi colpiti da catastrofi è un esempio per tutti. L’innovazione non è circoscritta per tipologia di edificio e le scelte tecnologiche e compositive non sono limitate dal budget disponibile. Shigeru Ban ha reso il nostro mondo un posto migliore”.

 

La giuria che ha assegnato il Premio Pritzker 2014 è costituita dal Presidente Lord Peter Palumbo, Architectural Patron, Chairman of the Trustees, Serpentine Gallery, già Presidente del Consiglio delle Arti di Gran Bretagna, già Presidente della Fondazione Tate Gallery, ex fiduciario dell’Archivio Mies van der Rohe al Museum of Modern Art di New York, e, in ordine alfabetico, Alejandro Aravena, architetto e direttore esecutivo dello studio Elemental, Santiago, Cile; Stephen Breyer, U.S. Supreme Court Justice, Washington, D.C.; Yung Ho Chang, architetto e docente, Pechino, Cina; Kristin Feireiss, curatore, critico ed editore, Berlino, Germania; Glenn Murcutt, architetto, Premio Pritzker 2002, Sydney, Australia; Juhani Pallasmaa, architetto, professore e autore, Helsinki, Finlandia; Ratan N. Tata, Chairman Emeritus of Tata Sons, Mumbai, India; Martha Thorne, Direttore esecutivo del Premio, Decano Associato per le Relazioni esterne, Scuola di Architettura IE, Madrid, Spagna.

 

La giuria ha commentato in questo modo la scelta del vincitore di quest’anno: “Sin dalla sua fondazione, trentacinque anni fa, l’obiettivo del Pritzker Prize è stato quello di riconoscere architetti viventi che si distinguono per l’eccellenza delle loro architetture realizzate e meritevoli di un significativo e coerente contributo all’umanità.
Shigeru Ban incarna appieno lo spirito del Premio. Architetto eccezionale, per vent’anni ha risposto con creatività e progetti di elevata qualità a situazioni estreme provocate da calamità naturali devastanti. I suoi edifici offrono riparo, spazi per la comunità e luoghi spirituali per coloro che hanno subito enormi perdite e distruzioni. Quando le tragedie avvengono, spesso Ban si trova sui luoghi dell’emergenza sin dal primo momento, come in Ruanda, Turchia, India, Cina, Italia e Haiti e, fra gli altri, il Giappone, suo paese d’origine.

 

L’approccio creativo e l’innovazione, soprattutto per quanto riguarda materiali e strutture, non sono solo buone intenzioni, ma sono presenti in tutte le sue opere. Attraverso una progettazione eccellente, in risposta a sfide pressanti, Shigeru Ban ha ampliato il ruolo della professione; ha creato un ruolo per la figura dell’architetto nel partecipare al dialogo con i governi e le amministrazioni pubbliche, le associazioni e le comunità colpite. Il suo senso di responsabilità e le azioni volte a creare un’architettura di qualità a servizio dei bisogni della società, unito al suo originale approccio alle sfide umanitarie, rende il vincitore di quest’anno un professionista esemplare.

 

La sua carriera è estremamente ampia: sin dalla fondazione del suo primo studio a Tokyo nel 1985, e successivamente con le sedi di New York e Parigi, ha intrapreso progetti che spaziano da abitazioni minimali, case sperimentali, musei, padiglioni espositivi, sale conferenze, sale concerti e uffici. […]. Egli ha ampliato il campo della sperimentazione architettonica non solo per quanto riguarda le problematiche e le sfide da affrontare ma anche per quanto riguarda gli strumenti e le tecniche per affrontarli; è in grado di scoprire in componenti standard e materiali comuni, quali tubi di carta, materiali per imballaggio o contenitori per il trasporto, nuove opportunità di utilizzo.

 

Shigeru Ban è noto soprattutto per le sue innovazioni strutturali e per l’uso creativo di materiali non  convenzionali quali bambù, tessuto, carta e composti di fibre riciclate di carta e plastica. Nella Naked House è stato in grado di mettere in discussione il concetto tradizionale di “camera” e, di conseguenza, di vita domestica, e contemporaneamente creare un’atmosfera quasi magica in un contenitore traslucido realizzato con materiali modesti […]. La sofisticata composizione di strati di materiali ordinari utilizzati in modo naturale ed efficace, offre comfort, prestazioni ambientali efficienti, oltre ad una sensuale qualità della luce.

 

Il suo studio, su una terrazza in cima al Centro Pompidou a Parigi nei sei anni in cui ha lavorato al progetto del museo Pompidou-Metz, è stato costruito utilizzando tubi di cartone e una membrana che ricopre l’arco della copertura.
Il suo lavoro è la prova della sua abilità nell’aggiungere valore attraverso il progetto.
Nuove idee compositive e strutturali da lui elaborate sono visibili nelle PC Pile House, House of Double Roof, Furniture House, Wall-less House e Nine-Square Grid House.

 

Un altro tema che caratterizza la sua opera è la continuità spaziale tra ambienti interni ed esterni. Nella Curtain Wall House utilizza tende come pannelli mobili per collegare facilmente interno ed esterno pur garantendo privacy e riservatezza dove necessario.

 

Per Shigeru Ban, la sostenibilità non è un concetto da attribuire all’edificio a lavori conclusi, ma è intrinseca all’architettura. Le sue opere si sforzano di utilizzare prodotti e sistemi appropriati, compatibili con l’ambiente e il contesto specifico, utilizzando materiali rinnovabili e disponibili in loco, ogniqualvolta possibile. Ne è un esempio il Tamedia office building a Zurigo, che utilizza un sistema strutturale in legno a incastro, completamente privo di connessioni e di colle.

 

La grande conoscenza degli elementi strutturali e l’apprezzamento per i grandi maestri quali Mies van der Rohe e Frei Otto hanno contribuito allo sviluppo e alla chiarezza dei suoi edifici. La sua architettura è diretta e onesta, ma mai ordinaria, e ogni progetto presenta una nuova freschezza di ispirazione. L’elegante semplicità e l’apparente spontaneità delle sue opere sono in realtà il risultato di anni di esperienza e del grande amore per l’architettura.

 

Soprattutto, il rispetto per le persone che abitano e vivono i suoi edifici, siano essi le vittime di catastrofi naturali o committenti pubblici o privati, si concretizza in un approccio riflessivo, negli spazi funzionali, nei materiali più appropriati accuratamente selezionati e nella ricchezza degli spazi che è in grado di creare.

 

Shigeru Ban è un architetto instancabile, il cui lavoro trasmette ottimismo. Dove altri vedrebbero sfide insormontabili, Ban coglie un invito all’azione. Dove altri potrebbero intraprendere percorsi noti e collaudati, lui coglie l’opportunità per innovare. È un docente impegnato, non solo un modello per le giovani generazioni ma anche una fonte di ispirazione.

 

Per questi motivi, attribuiamo a Shigeru Ban il Pritzker Architecture Prize 2014”.


a cura di Federica Maietti


Per ulteriori informazioni
www.pritzkerprize.com

 

Nell’immagine di apertura, Japan Pavilion, Expo 2000 Hannover, Germania. Foto © Hiroyuki Hirai, courtesy of Shigeru Ban Architects

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