Serata Contemporanea

Circa un mese fa è arrivata nella mia casella di posta elettronica un’e-mail. In allegato l’immagine dell’alpino legata alla scritta “Adunata del Contemporaneo” mi lascia perplesso, ma contemporaneamente m’incuriosisce. Si trattava di un evento d’arte di strada che si sarebbe svolto a Bassano del Grappa, con il raduno di più di 5000 artisti da tutto il mondo.
Decido di andarci ma portando con me una bimba di soli dieci anni, mia sorella. Quello che m’interessava capire era quanto le persone, bambini compresi, potessero essere attratti da manifestazioni d’arte pubblica.
Appena arrivati in città l’organizzazione si è dimostrata chiara ed efficace ed era piacevole entrare ed uscire dai musei e dalle mostre. L’impressione era di un mix tra Notte Bianca e grande evento d’arte di strada. Il coinvolgente spettacolo, durato fin oltre la mezzanotte, riusciva ad attrarre anche mia sorella, che spesso si fermava a sfogliare cataloghi di mostre, fotografare ballerini, quadri, orologi profumati e istallazioni di vario genere, strattonandomi per entrare nei musei. Le persone nelle strade e nelle piazze si fermavano a guardare spettacoli come quello degli Angeli della Memoria o ad ascoltare letture della Divina Commedia. L’entusiasmo delle persone e della piccola erano evidenti ad ogni istallazione o esposizione di quadri. Non so se Luca Massimo Barbero dicendo “non credo nella fruizione dell’arte delle masse”, avesse ragione, ma non credo che tutte le persone presenti quella sera avessero i geni di Veronese, Palladio o i Da Ponte. Forse non tutti hanno capito l’importanza d’ogni opera, ma anche un personaggio di notevole spessore culturale come il Cardinale Ruini, di recente, ha affermato l’importanza di rendere pubblica l’Arte Contemporanea nei luoghi di culto, come nel ’500 succedeva per le opere di Raffaello o Giorgione, per rendere più coscienti le persone circa la dimensione culturale del proprio tempo. Sarà l’influenza delle numerose mostre d’arte organizzate negli anni scorsi o la costruzione dell’edificio di Fuksas per Nardini o la discussione in merito alle torri di Portoghesi, ma sta di fatto che erano in tanti che giravano per la città, con piantina alla mano, a cercare i punti nei quali erano organizzati gli eventi.
In tutto questo tripudio d’Arte ho avuto un solo rammarico. L’Adunata del Contemporaneo non è riuscita a rapportarsi con una disciplina quale l’architettura. Tutto sembrava perfettamente integrato tra i magnifici edifici storici di Bassano e il rapporto che l’arte aveva instaurato con la città e i cittadini era fantastico, ma niente sviluppava un tema d’architettura Contemporanea, ad eccezione dell’apertura delle sale della nuova biblioteca, dalla quale, però ben poca ricerca architettonica appariva. La mostra sulla street-art a mio avviso avrebbe potuto sviluppare un tema più urbano. È vero che i curatori hanno deciso di metterla all’interno di un museo perché era “concepito analizzando l’andamento delle più recenti avanguardie della street art”, ma è altrettanto vero che lasciando solo le tematiche della strada era come perdere il motivo per il quale la street art è nata, cioè dei luoghi della gente e non in spazi raffinati con pavimenti in parquet. Sarebbe stato interessante vedere un edificio di cemento, vetro e acciaio, completamente progettato e dipinto con bombolette, in modo da dare un nuovo carattere alla costruzione e facendolo dialogare in modo diverso con la gente, come spesso avviene per i vagoni ferroviari!
Laura, l’altro giorno, mi ha chiesto se il prossimo anno fossimo tornati all’Adunata. La mia risposta non ha potuto che cavalcare il suo entusiasmo, perché una seconda edizione potrà sicuramente portare numerose novità e risvegliare ancor più un territorio che giustamente, ma forse anche in modo troppo eccessivo, si è legato alla propria storia.

di Igor Pilla

 

info: http://www.fuoribiennale.org/2007/progetto.asp?menu=progetto&IDnews=143&LAN=ITA

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