Sedie di design. A Trieste il Distretto della Sedia incontra i viaggiatori

È allestita all’aeroporto di Ronchi dei Legionari a Trieste l’originale mostra di design realizzata con i prodotti d’eccellenza del Distretto della Sedia organizzata da Asdi Sedia – Agenzia per lo Sviluppo del Distretto della Sedia. Fino al 30 settembre 2011 i passeggeri in attesa potranno dedicarsi all’arte e conoscere da vicino la seduta che Paola Navone ha realizzato per Gervasoni, le fantasie tribali della seduta Nanook di Moroso, la reinterpretazione della classica sedia viennese di Calligaris e molto altro. Nell’aeroporto giuliano sono infatti presenti anche i lavori più creativi di Domitalia, Frag, Max Design, Potocco, Tonon, Fornasarig e Areadeclic

 

Obiettivo della mostra, curata da Art&Grafica e promossa da Banca Popolare Friuladria-Crèdit Agricole, quello di avvicinare i giovani e il territorio all’arte e al mondo dell’industria, in particolare manifatturiera. L’iniziativa dell’Asdi Sedia è ospitata da Confindustria Udine in occasione della 7° edizione di Triestèfotografia, il Festival internazionale di scatti d’autore curato da Alessio Curto. L’esposizione comprende una ventina di fotografie realizzate dagli studenti delle scuole superiori della provincia di Udine, nell’ambito del concorso “Industriare Arte Giovani” e la mostra della seduta di design friulana promossa da Asdi Sedia, curata da Anna Lombardi, sotto l’egida del marchio internazionale Italian Chair District.
L’iniziativa – commenta il Presidente dell’Asdi Giusto Maurig – consente di valorizzare i prodotti del Distretto, uno dei tanti passi che stiamo compiendo per ribadire e promuovere sempre più a livello internazionale la qualità e il design delle nostre sedie”.

 

Le sedie in mostra

 

Sweet | Design: Paola Navone
Produzione: Gervasoni, 2009
Ispirata alle tradizionali sedute filippine, ne offre un’interpretazione contemporanea proponendo come materiali il ferro e il tubolare di gomma per l’intreccio della trama.

 

Nanook | Design: Philippe Bestenheider
Produzione: Moroso, 2009
La forma si ispira alla geometria molecolare o a un cristallo di neve. Il decoro è un rimando tribale che si avvale della tecnica di stampa digitale.

 

Wien | Design: Lucidi e Pevere
Produzione: Calligaris, 2007
Reinterpreta la classica sedia viennese utilizzando materiali e tecnologie moderne: il fusto è in pressofusione di alluminio, lo schienale ed il sedile in policarbonato. Gli elementi si possono intercambiare, consentendo molteplici accostamenti.

 

Swa | Design: Setsu e Shinobu Ito
Produzione: Fornasarig, 2009
È una cellula dedicata al relax del singolo individuo, un segno grafico deciso che traccia la poltrona in rovere dalle dimensioni generose, dotata di tende che trasformano il progetto in un intimo nido.

 

Moving | Design: Gabriele Pezzini
Produzione: MaxDesign, 2004
Richiama un secchio, ma è uno sgabello monoblocco in polietilene ottenuto per stampaggio rotazionale, riciclabile e colorato in massa.

 

Blob | Design: Arter & Citton
Produzione: Domitalia, 2010
Caratteristica  per la scocca, realizzata in polipropilene, che risulta alleggerita grazie al particolare dei fori ovoidali, permettendo in tal modo di utilizzare meno materiale.

 

Formula PolY | Design: Matthias Demacker
Produzione: Areadeclic, 2010
Il disegno geometrico, caratteristico di questa serie, è evidenziato dal materiale con cui è realizzata – poliuretano strutturale Tech – e dal bicolore, ottenuto in fase di stampaggio. Adatta sia per ambienti interni che esterni, la sedie è impilabile.

 

Antheia | Design Jackie Choi Design
Produzione Tonon, 2011
Una forma sinuosa realizzata in schiumato su un’anima in acciaio. La scocca è fissata direttamente su una base a slitta o girevole.

 

Patio | Design Studio Hannes Wettstein
Produzione: Accademia by Potocco
Caratteristico l’intreccio del sedile e dello schienale: una “paglia di Vienna” realizzata in corda a maglia extra-large. La struttura in legno rimanda al grande design scandinavo degli anni ’50.

 

Lyo | Design: Gordon Guillaumier
Produzione: Frag, 2009
Un unico foglio di cuoio naturale è appeso alla struttura in metallo. Un impercettibile vezzo è la mancanza di cucitura lungo i bordi: una battitura lineare continua che riprende il segno del vecchio “ruotino” di una volta.

 

Per ulteriori informazioni
www.italian-chair-district.it

Nell’immagine di apertura, a sinistra Swa di Setsu e Shinobu Ito, al centro Nanook di Philippe Bestenheider, a destra Wien di Lucidi e Pevere

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