Scuola ed emergenza, inquadramento degli obblighi normativi

Nell’ambito del Convegno Nazionale Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole, che si terrà a Ferrara il prossimo 10 giugno 2014, l’intervento di Luigi Ferraiuolo, del Comando Vigili del Fuoco di Ferrara, sarà incentrato sugli obblighi normativi della pianificazione dell’emergenza nelle scuole, sull’importanza di conoscere il quadro normativo di riferimento cambiando tuttavia l’approccio alla pianificazione, ponendo al centro dell’attività la persona e le caratteristiche dell’ambiente.


(di Luigi Ferraiuolo) Il quadro normativo di riferimento generale per la pianificazione dell’emergenza nelle Scuole, come per gli altri luoghi di lavoro, è il  DLgs  9 aprile 2008, n. 81Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro“, tuttavia questi precetti non costituiscono l’unico riferimento in ambito scolastico. Esistono infatti altre disposizioni legislative, spesso non citate esplicitamente nel Testo Unico né ad esso collegate in maniera diretta, che a una lettura superficiale potrebbero apparire non pertinenti ma, in realtà, vincolano e indirizzano le scelte progettuali nella organizzazione e gestione dell’emergenza.

 

Un esempio è il D.M. 26 agosto 1992Norme di Prevenzione Incendi per l’edilizia Scolastica” che, pur non citato nel Testo Unico, oltre a dettare le prescrizioni cui debbono conformarsi le scuole soggette ai procedimenti di prevenzione incendi, prescrive per tutte le scuole di ogni ordine e grado obblighi relativi anche all’organizzazione e gestione dell’emergenza. Il Dirigente Scolastico (DS), che è Datore di Lavoro nelle Scuole ai fini dell’applicazione delle disposizioni legislative in materia di sicurezza dei lavoratori (ai sensi del Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione 292/96) e le altre figure del “Sistema Sicurezza” coinvolte, devono pertanto sapersi orientare fra le diverse disposizioni legislative al fine di poter effettuare le corrette scelte per adempiere, sia formalmente che nei contenuti, agli obblighi di organizzazione e gestione dell’emergenza (individuazione degli eventi di riferimento, redazione del Piano di Emergenza, nomina addetti alla gestione dell’emergenza, formazione e addestramento degli addetti alla gestione e dei lavoratori, ecc.).

 

Tra le criticità presenti nel quadro normativo che possono influire nella corretta redazione del Piano di Emergenza di una scuola, vi è la netta distinzione fra le diverse competenze in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro: quelle relative agli interventi strutturali e di manutenzione (che ricadono esclusivamente in capo all’Ente Proprietario dell’edificio scolastico) e gli aspetti gestionali, volti ad assicurare che l’esercizio dell’attività all’interno dell’istituto avvenga in sicurezza (di competenza esclusiva del Dirigente Scolastico). Infatti il DS, nel definire le misure straordinarie per fronteggiare gli eventi indesiderati, non può prescindere dalla disponibilità di corrette e puntuali informazioni relative lo “stato in cui si trova l’istituto scolastico” (strutture, impianti, misure di protezione, ecc). Per poter organizzare la gestione dell’emergenza nel rispetto degli obiettivi fissati dal DLgs 81, nasce pertanto l’esigenza, non sempre agevole, di una costante e attiva collaborazione fra le due componenti interessate.

 

Un’altra difficoltà che emerge dalla verifica sul campo dei Piani di Emergenza, non solo nelle scuole, è rappresentato dall’utilizzo del D.M. 10 marzo 1998 quale unico riferimento normativo per progettare e gestire le misure di emergenza e quelle di evacuazione dei lavoratori per ogni caso di pericolo grave ed imminente, non solo per l’incendio già espressamente previsto dal Testo Unico. La scelta di attenersi solo a questo Decreto può indebolire, se non dal punto di vista formale sicuramente nei contenuti, la pianificazione dell’emergenza in una struttura scolastica. Infatti il D.M. 10.03.1998 è stato emanato come linea guida per pianificare le misure di prevenzione e protezione in caso di incendio, non togliendo che potesse fungere da riferimento tecnico anche per la redazione del Piano nel caso di altri tipologie di rischi, ma solo se le misure previste dal Decreto sono attuabili anche in presenza di altri specifici pericoli (basti pensare alle lunghezze delle vie di esodo, che hanno un senso in caso di incendio ma per l’evento sismico non sono certo un parametro risolutivo).

 

Nel caso di tutti gli altri eventi prevedibili (terremoto, alluvione, ecc), l’assenza di linee guida specificamente emanate per la redazione del Piano non implica che vi sia totale libertà nella sua predisposizione. Al contrario, l’assenza di specifiche disposizioni cogenti in materia di emergenza, richiede al redattore del Piano la consapevolezza di dover ricercare nel panorama normativo, ovvero in altre regole dell’arte applicabili all’evento analizzato, eventuali disposizioni, linee guida riconosciute che conducano alle scelte più opportune per l’organizzazione e gestione dell’emergenza. A questo proposito si citano le “Linee Guida” emanante con Lettera Circolare dal M.I. prot. 4621 del 16.04.2012 che, pur indirizzate a fornire indicazioni per ridurre la vulnerabilità sismica dell’impiantistica antincendio, sono un utile riferimento anche per individuare possibili effetti indesiderati conseguenti ad un sisma, per i quali occorrerà un’opportuna pianificazione di emergenza.

 

Ciò detto, restando di l’importanza la conoscenza del quadro normativo di riferimento, affinché si possa ritenere efficace l’attività di organizzazione e gestione dell’emergenza (nonché congruente con le prescrizioni del D.Lgs 81/08), è necessario cambiare l’approccio alla pianificazione, ponendo al centro dell’attività la persona e le caratteristiche dell’ambiente, evitando quindi l’effetto “ciclostile” che conduce la pianificazione ad un mero esercizio formale, senza alcun effetto esimente dalle responsabilità reali.


ing. Luigi Ferraiuolo, Comando Vigili del Fuoco di Ferrara


SCHEDA EVENTO
Convegno Nazionale
Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole


Luogo
Sala Estense
piazza Municipale, Ferrara


Data
martedì 10 giugno 2014

 

Orari
09.00-13.00 | 14.30-18.00


Iscrizioni e accreditamento
e-mail: lem@unife.it

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