Scavi Metro C Roma: emerge una caserma romana

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Gli scavi per la metro C di Roma portano alla luce un nuovo tesoro: una caserma romana di 39 stanze che risale al II secolo d.C., l’epoca di Adriano imperatore. I ritrovamenti occupano una superficie di oltre 1700 metri quadrati, e alcuni degli ambienti presentano pavimenti in mosaico e pareti affrescate: si tratta quindi di una grande e importante scoperta per la storia di Roma.

La “caserma castra” è stata ritrovata in corrispondenza della futura fermata Amba Aradam. Essendoci altre quattro caserme nella stessa zona, questo ritrovamento conferma come essa fosse un quartiere riservato ai “castra” che aveva il suo fulcro in quella che oggi è piazza San Giovanni in Laterano, il “campus martialis”. I 39 ambienti, ognuno di circa 16 metri quadrati, si aprono ai lati di un corridoio lungo circa 100 metri. L’intero complesso, articolato su due piani, era di grandissime dimensioni e comprendeva anche ambienti di servizio di cui ancora si ignora la grandezza effettiva.

Gli scavi per la nuova linea della metropolitana vanno avanti dal 2006, e sono stati interrotti e ripresi più volte a causa di numerose varianti di progetto e altri ritrovamenti archeologici. Un fatto che non stupisce in una città ricca di arte e storia come Roma, ma che va ad aumentare la preoccupazione di chi teme di non vivere abbastanza per vedere l’opera completata. D’altra parte però si tratta di una buona nuova per tutto il settore dei beni culturali e per gli appassionati di archeologia.

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Adesso Roma Metropolitane dovrà proporre un progetto alternativo che permetta di capire come proseguire i lavori alla luce della nuova scoperta, coniugando le esigenze di tutela con quelle di realizzazione della linea C. Francesco Prosperetti, soprintendente speciale per il Colosseo, assicura che il nuovo ritrovamento consentirà di creare un vero e proprio sito archeologico integrato con la fermata della metro, e quindi la prima “stazione archeologica” di Roma. Il soprintendente assicura anche che i costi sono stati previsti e che non ci saranno ritardi a causa della scoperta. Una scoperta che non va vista come un limite ma come un’opportunità per costruire a Roma “la più bella metropolitana del mondo”.

Le polemiche sono ovviamente già iniziate, anche perché si sono superate le 40 varianti in corso d’opera, e il progetto sembra essere in ritardo. Già nel 2014 la satira aveva annunciato il ritrovamento di reperti archeologici della metro C durante gli scavi della metro C: speriamo che si avveri la previsione del soprintendente e non quella satirica.

Nell’immagine di apertura, una vista del ritrovamento archeologico. Copyright ANSA.

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