Salone del mobile 2011. PromiseDesign 2011: New Design from Israel

La mostra “PromiseDesign 2011 – New design from Israel”, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia e del Ministero degli Esteri israeliano, è stata presentata durante la settimana del Salone internazionale del Mobile di Milano. Ora si sposterà in diversi paesi europei, primo tra i quali la Francia che ospiterà per la prima volta il design israeliano a Parigi, nel cuore del quartiere Marais al Passage de Retz, in occasione di “Designer’s Days”.

 

I curatori, il prof. Vanni Pasca e il progettista Ely Rozenberg, ben conosciuti a livello internazionale, hanno selezionato per l’evento 50 designer israeliani, nomi di successo e nuovi talenti quali: Yaakov Kaufman, Ami Drach and Dov Genshrow, Chanan de Lange, Shai Barkan, Ezri Tarazi, Tal Gur, Talila Abraham, Ayala Zarfati, d-VISION, Bakery, Gal Ben Arav, Mika Barr, Ofir Zucker ed altri.
Scopo della mostra è stato presentare le diverse tendenze che caratterizzano il design israeliano. Design sperimentale (sono state esposte elaborazioni di parabole di fari per auto, e oggetti con l’utilizzo di materiale da imballo), autoproduzione (esempi di sedie e lampade), produzione in piccole serie (panchina ecologica): in una situazione in cui, come in molti altri paesi, il dialogo tra designer e industrie non è sempre facile, molti creano prodotti con raffinati metodi artigianali, oppure combinano tecniche artigianali con tecnologie sofisticate (cestini realizzati mediante fotocorrosione). Molti ancora realizzano prodotti in piccole serie “fatte in casa” in modo ingegnoso, utilizzando tecnologie avanzate. Esistono, però, anche prime fortunate collaborazioni tra grandi industrie e giovani designer che danno origine a soluzioni innovative, che entrano con successo nel mercato internazionale della produzione seriale (lampade a Led). In altri casi, per esempio nel design per la sanità o i trasporti, è presente una progettualità che mostra precise capacità di risolvere problemi complessi con tecnologie adeguate (lampada da dentista, monopattino/scooter elettrico e modello di elicottero).

 

Al suo primo esordio sei anni fa presso la Triennale di Milano, il progetto “PromiseDesign 2005” volle aprire una serie di riflessioni sull’esistenza e sulle caratteristiche del design israeliano. La nuova edizione “PromiseDesign 2011” ha approfondito lo scenario per rispondere in modo più completo alle domande intorno al ruolo del design israeliano nel panorama internazionale.

 

La mostra ha presentato le molteplici facce del design in Israele, quello che il prof. Mel Byers (storico del design, autore del “The Museum of Modern Art Design Encyclopedia”) ha definito “il segreto meglio custodito nel mondo del design“. Mel Byers prosegue, in un saggio critico scritto in occasione dell’edizione 2011 di “PromiseDesign” sostenendo che “in realtà il design di alto livello non è un segreto in Israele;  al contrario, il numero degli eventi legati al design aumenta di anno in anno, più che in qualsiasi altro paese al mondo,  considerando anche che è molto piccolo. Le collettive o personali, sempre più frequenti, richiamano pubblico sia nelle gallerie – da quelle di fama ormai decennale come la Periscope alle più recenti come  Paradigma – che nei musei ai quali  si affiancano numerosi altri spazi espositivi. Altrettanto si può dire delle mostre di fine anno- organizzate dalle varie scuole di design – che costituiscono un polo di richiamo per un vasto pubblico”.

 

 

Nell’immagine di apertura, Shai Barkan, The Naked House, 2011. La configurazione rappresenta gli spazi essenziali di una casa: sala da pranzo, studio e camera. Lo scopo è quello di rimuovere i vincoli posti dalla tradizione, lo stile, l’ubicazione

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