Riqualificazione urbanistica di Porta Santo Stefano, Reggio Emilia

Il progetto nasce dalla volontà di trasformare un vuoto urbano, recuperandone l’identità e valorizzando uno spazio sedimentato nella memoria ma da sempre privo di strutturazione propria. La Porta viene così pensata come una soglia estesa da varcare per accedere al centro storico, concetto che rovescia i termini del binomio spazio costruito e spazio aperto: la città viene ridisegnata a partire dal vuoto-sfondo che sta tra la densità del centro storico e il tessuto oltre l’anello dei viali, con la vocazione a porta di accesso.

 

Il centro storico di Reggio Emilia si configura come un grande esagono, traccia delle antiche mura, tagliato dalla via Emilia da ovest ad est. L’intervento riguarda la riqualificazione del vertice occidentale, caratterizzato da un’area verde a margine, anonima, adiacente le cortine abitate del centro storico, privata nel tempo del suo valore storico e simbolico di porta occidentale della città.
Lo spessore-profondità di questo luogo mai edificato (due aree verdi dilatate ai lati di un tratto di strada prima dell’innesto nel tessuto abitato) ha suggerito ai progettisti, lo studio x2 architettura, il tema di parco-piazza, dove i termini del binomio contestuale si rovesciano dialetticamente dando forma a variazioni sul tema, che rimane quello dell’invaso che accoglie chi giunge in città dal lato occidentale. Da un lato la “piazza attraversata” si connota con una dinamica scomposizione in fasce trasversali della pavimentazione a differente tessitura che “scivolano” incuneandosi nel parco adiacente. Dall’altro il tema del parco innesca connessioni percettive con il tema della piazza attraverso due parterre verdi a piano inclinato, che sollevando i lembi del verde vanno a delimitare il luogo del passaggio fungendo da indicatori percettivo-visivi del varco d’accesso alla città storica: i due ‘bastioni’ in cemento armato sono un segno plastico, tracce di antiche mura, che sottolineano l’asse storico della via Emilia configurandosi come bordi aperti, slittati e ruotati per non costituire barriera/chiusura.
La vocazione della piazza è quella del passaggio, dell’attraversamento; tuttavia l’obiettivo di ridare valenza di porta di accesso alla città ha indotto a creare le condizioni per brevi soste: rispetto al piano della carreggiata alcune sedute si staccano come piastre-zolle di cemento che scivolano rispetto all’asse mediano carrabile assolvendo anche alla funzione di dissuasore e deterrente della velocità veicolare; il bastione sul lato nord diventa un grande piano orizzontale, una sorta di grande palco per eventi o per sedute non convenzionali, il bastione sud in un punto si erge ad inglobare la cabina automatica del bagno pubblico; uno scivolo in cemento a pigmenti più scuri si solleva per traguardare l’area del bar adiacente.

 

La pavimentazione della piazza è in pietra di Luserna, materiale storicamente impiegato nel territorio reggiano. L’utilizzo di un unico materiale ha rafforzato a livello percettivo il disegno complessivo, a diverse tessiture per ottenere vibrazioni di luce sulle superfici e esaltare le variazioni cromatiche naturali della pietra. Non c’è differenza tra sede stradale e area pedonale per accentuare la lettura della continuità visiva. La trama del disegno è resa dinamica da fasce in corten che, poste trasversalmente al verso di percorrenza, inducono un rallentamento sulla carreggiata e invitano a dilatare percettivamente traguardi visivi verso il verde.
Il cemento faccia vista è stato scelto per gli elementi che si staccano dal piano orizzontale bidimensionale della pavimentazione. L’illuminazione base è affidata ad apparecchi alti che ‘sfuggono’ alla percezione del pedone, mentre altre luci basse scompaiono e diventano parte degli arredi e architetture della piazza (strisce di luce alla base dei lampioni, streep di led nella Ipe della rotatoria, luci come paletti dissuasori, ecc.). Sono state privilegiate sorgenti luminose a basso consumo (led) con elevata resa cromatica in grado di garantire un benessere percettivo dell’ambiente e la possibilità di comporre scenografie luminose e conseguenti letture diverse del contesto urbano a seconda degli eventi o manifestazioni che potranno susseguirsi nella possibile funzione di teatro urbano ora conferita alla piazza.

 

Il progetto ha partecipato, per la categoria “Città e Architettura – Realizzazioni. Progettazione per tutti”, al Premio Innovazione e Qualità Urbana 2009, recentemente concluso nella cornice di Euro-PA, il Salone delle Pubbliche Amministrazioni, Rimini, 1-3 aprile 2009.

 

Altre immagini del progetto

 

SCHEDA PROGETTO

Titolo della realizzazione
Ristrutturazione urbanistica di Porta S. Stefano
Ente proponente
Comune di Reggio Emilia
Referente del progetto
Marzia Zamboni
Progettisti
Marzia Zamboni, Silvia Fornaciari, Alessandro Santoni
Periodo di Progettazione/Realizzazione
2006 – 2008

 

Nell’immagine, veduta della piazza dal parco. Le differenti “trame” e i differenti materiali utilizzati per la pavimentazione: pietra di luserna, ghiaia, prato, cemento e la ricchezza degli scorci

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