Riqualificazione urbana sostenibile, al via le iniziative della Biennale di Architettura Barbara Cappochin

Prende il via il prossimo 26 ottobre il programma delle iniziative collegate alla Biennale Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, giunta quest’anno alla quinta edizione. Un appuntamento importante per richiamare l’attenzione sulla qualità dell’architettura contemporanea, intesa come fenomeno sociale e culturale che oggi più che mai, per rispondere davvero alle esigenze dei cittadini, deve saper coniugare la qualità estetica con la funzionalità tecnica e la sostenibilità, in un rapporto rispettoso dell’ambiente e del territorio e attento alla qualità della vita dei suoi abitanti.

 

Fulcro degli eventi sarà la cerimonia ufficiale di proclamazione dei vincitori del Premio Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin” 2011, che si terrà il 26 ottobre, al Teatro Verdi di Padova.
La tradizionale mostra a Palazzo della Ragione quest’anno sarà dedicata, per la prima volta, anziché all’esposizione monografica delle opere e dei progetti di un solo architetto, a un tema di forte attualità: Superurbano. Rigenerazione urbana sostenibile.
La mostra, in programma dal 27 ottobre al 13 febbraio 2012, è curata da Andrea Boschetti con “Grammatiche metropolitane”, e racconta le esperienze più innovative di riqualificazione e rinnovo urbano in chiave sostenibile di diverse città del mondo: da Milano a Madrid, da New York a Medellin, da Copenaghen a Tripoli e Seul. Nel salone medievale di Palazzo della Ragione, diciotto tra i migliori progetti di trasformazione urbana considerati virtuosi e per molti aspetti esemplari, assunti a modelli della “città di domani”: una città sostenibile, intelligente, inclusiva, come titolano le tre grandi sezioni della mostra.

 

A rappresentare la città sostenibile, il giardino pubblico Foundries’ Gardens di Nantes (Francia), un’area botanica di 3.200 mq ospitata nei padiglioni ristrutturati della vecchia fonderia; Elm Park, complesso di edifici a uso pubblico e privato progettato per essere il “polmone verde” della capitale irlandese Dublino, grazie all’utilizzo di tecniche architettoniche e materiali costruttivi che ne minimizzano l’impatto ambientale e il consumo energetico; la High Line di New York, nata dalla trasformazione di una struttura industriale dismessa in un parco verde a dieci metri dal suolo. E ancora, la Ewha Womans University di Seul (Corea), che ha creato all’interno del campus universitario una grande area verde per il ritrovo delle giovani studentesse; il Green Belt a Tripoli (Libia), 700 ettari di cintura verde metropolitana intorno al cuore della città; infine, il Brooklyn Bridge Park (Stati Uniti), in corso di realizzazione, che avrà l’obiettivo di preservare il lungofiume dell’East River grazie a sistemi di raccolta dell’acqua piovana e al reimpiego di materiali recuperati.
Modelli per la città intelligente sono: il Digital Water Pavilion di Saragozza (Spagna), progettato in occasione dell’Expo 2008, in cui, grazie all’uso dell’acqua come elemento architettonico, è stato possibile creare un piacevole microclima eliminando completamente l’uso dell’aria condizionata. Un’altra città spagnola, Madrid, sarà presente con il singolare progetto dell’“albero-aria” Ecoboulevard, una struttura leggera e smontabile, costruita per lo più con materiali riciclati, che utilizza pannelli fotovoltaici per creare energia elettrica e illuminare gli spazi circostanti; e con il Madrid Rio, un parco lineare che costeggia per più di dieci chilometri il fiume Manzanarre, con 8.360 alberi e numerosi percorsi pedonali e ciclabili sorti al posto di una vecchia circonvallazione. In questa sezione anche il Prada Transformer a Seul, padiglione rotante a quattro facce di diversa forma, pensato per ospitare sfilate, mostre e rassegne di cinema, e due esperienze italiane: il quartiere Portello a Milano, oggetto di una riqualificazione delle aree a ridosso dell’ex edificio fieristico, diventate ora spazi pubblici (due piazze e un parco urbano) collegati da una rete di percorsi pedonali; e, sempre a Milano, il Maciachini Business Park, progetto che ha trasformato l’area industriale della storica casa farmaceutica Carlo Erba in uno spazio che oggi accoglie un teatro, un museo di marionette e burattini, una grande palestra con piscina, negozi e ristoranti.
Quali esempi di città inclusiva, la mostra porta in scena: il Piano di urbanistica sociale per la rivitalizzazione dei quartieri più degradati di Medellin, in Colombia, dove sono stati realizzati spazi ed edifici a servizio della comunità (biblioteca, giardino botanico, centro culturale, museo della tecnologia); il Superkilen Master Plan di Copenaghen, che ha creato nel quartiere più multiculturale della Danimarca una piazza di 800 mq in cui gli elementi architettonici e i colori omaggiano le 60 nazionalità che qui vivono e lavorano; il South east coastal Park, invece, ha portato sulla spiaggia di Barcellona (Spagna) un auditorium, spazi per attività e attrazioni all’aperto. E ancora, la Christus Church di Vienna; il Caixa Forum a Madrid (Spagna), edificio che ospita l’omonimo museo e centro culturale nell’ex stazione di conversione dell’energia elettrica; il Metropol Parasol, spazio coperto nel centro storico di Siviglia (Spagna), destinato alla vita sociale di cittadini e turisti. Infine, un’altra esperienza italiana, il torinese Centro polifunzionale Snos, sorto nell’area delle Officine Savigliano e affacciato sul parco del fiume Dora, che oggi accoglie attività commerciali, ristoranti e unità abitative.

 

Come per le scorse edizioni, le 75 opere selezionate dalla giuria internazionale saranno esposte, dal 26 ottobre al 13 febbraio 2012, in piazza Cavour a Padova, sul grande “Tavolo dell’architettura”, tradizionale “vetrina” della Biennale il cui progetto porta quest’anno la firma di Michele De Lucchi, designer e architetto di fama internazionale. Il Tavolo sarà realizzato da Ar.te, che già nel 2009 aveva costruito quello ideato da Zaha Hadid.

 

In parallelo a queste iniziative si terrà un calendario di eventi a margine sul tema della città sostenibile: sono previsti momenti di confronto e dibattito tra architetti, urbanisti, economisti, giuristi, amministratori ed esperti in sociologia urbana, per approfondire il tema della rigenerazione urbana sostenibile. Venerdì 28 ottobre, al Palageox di Padova, un importante convegno pubblico aprirà la riflessione con l’intervento di alcuni architetti di fama internazionale.

 

La Biennale “Barbara Cappochin” è  promossa dalla Fondazione “Barbara Cappochin” e dall’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Padova insieme al Comune di Padova, realizzata in collaborazione con la Regione Veneto, l’Unione internazionale degli Architetti (U.I.A.) e il Consiglio nazionale Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (C.N.A.P.P.C.).

 

Per ulteriori informazioni
www.barbaracappochinfoundation.net

 

Nell’immagine di apertura, il Superkilen Master Plan di Copenaghen. Foto © Dragør Luftfoto

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