Riqualificazione urbana, il progetto vincitore del Premio IQU per la sezione ‘Città e Architettura’

La VII edizione del Premio IQU, categoria “Città e architettura. Opere realizzate”, è stata vinta dal progetto di riqualificazione del Borgo di Formignano, in provincia di Cesena (FC). I progetti vincitori sono stati proclamati lo scorso 14 dicembre 2011 presso la Facoltà di Architettura di Ferrara. Il premio, promosso da Maggioli Editore, nasce con il proposito di sviluppare un confronto di strategie di innovazione progettuale, tecnologica e gestionale tra le città, nell’ambito dei processi di riqualificazione e sviluppo del patrimonio architettonico, urbano e del territorio. La selezione è avvenuta tra i circa cinquanta progetti partecipanti alle tre aree tematiche nelle quali il premio è strutturato (Città e Architettura, Mobilità, Tecnologie).

 

Il progetto di riqualificazione del Borgo di Formignano, Cesena, sviluppato dall’architetto Stefano Piraccini (progetto architettonico), dall’ingegner Leopoldo Piraccini (progetto strutturale), dal geometra Paolo Casadei (coordinamento per la sicurezza) e, per la consulenza in merito alla storia della miniera, da Davide Fagioli (Associazione di studi e ricerche della Romagna mineraria), restituisce all’abitato e al paesaggio circostante quell’identità che è stata seppellita da anni di incurie, stimolando, inoltre, la migrazione verso spazi periurbani di forte interesse, capaci di favorire la cultura del territorio e nel contempo rilanciare nuovi investimenti e attività economiche. L’obbiettivo del progetto è incentrato su conoscenza e valorizzazione di risorse storico-culturali minori, ma indubbiamente molto sentite in loco in quanto testimonianza di una storia, quasi completamente orale, che ha coinvolto la quasi totalità delle famiglie originarie e di cui si rischia di perdere le tracce. L’attività ormai venticinquennale della Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria si colloca infatti in questo contesto di ampia spinta popolare verso il tema e di capacità del volontariato di preservare la storia e trasformarla in cultura.

 

Il borgo di Formignano è situato su di un grande bacino solfifero la cui estensione investe i territori della Romagna fino alle Marche. L’attività di estrazione dello zolfo, conosciuta in questi luoghi sin dai Romani, si estingue nel 1962. Il borgo, da allora, è rimasto tal quale. La chiusura della miniera ha innescato un’emigrazione di massa che ha reso completamente disabitato il villaggio minerario situato nelle sue immediate vicinanze, mentre il borgo residenziale, posto a poco più di un chilometro dalle miniere, registrava meno di cento abitanti. Un aggregato di piccole e modeste abitazioni si articolava al centro di una strada in terra battuta e ghiaia lungo un perimetro frammentato. La posizione del borgo è strategica poiché l’intero bacino solfifero che si estende alle sue pendici è zona tutelata a parco dove sono presenti numerosi percorsi per cicloturismo ed escursioni.

 

I principali materiali utilizzati nel progetto sono la pietra alberese (proveniente da una cava del Comune di Galeata distante soli 29 km dal sito di intervento: gli scarti di lavorazione sono stati riutilizzati per il riempimento delle gabbie in rete metallica che nobilitano parte del rivestimento murario); l’acciaio corten, in grado di proteggersi naturalmente dagli agenti esterni sviluppando una patina rugginosa che arresta l’ossidazione e non necessita di manutenzione; il legno di cedro naturale, senza l’ausilio di prodotti preservanti, che al contatto con gli agenti atmosferici produce una pellicola superficiale che protegge naturalmente il legno senza bisogno di manutenzione.
Il progetto è stato realizzato attraverso cinque stralci funzionali: sottoservizi, murature di sostegno, opere stradali, pavimentazioni e rivestimenti e illuminazione pubblica, realizzata in buona parte con corpi a led che consente un limitato consumo energetico. Sempre nell’ottica del risparmio energetico sono state adottate strategie quali il risparmio idrico attraverso la regimazione delle acque meteoriche convogliate per l’irrigazione dei campi, la bonifica del terreno costituito in parte da materiale di discarica e residui nocivi di lavorazione dello zolfo; una rete per la depurazione delle acque di scarico e un impianto di regimazione delle acque meteoriche per ridurre il rischio idrogeologico presentatosi in passato con numerose frane, nonché l’utilizzo di materiali locali.

 

L’ottica sostenibile del progetto investe anche la sfera sociale: la riqualificazione delle aree degradate e dello spazio pubblico e il ripristino dell’identità storico/culturale hanno innescato un processo virtuoso favorendo iniziative private nel recupero delle abitazioni, l’aumento della ricettività turistica e il ripopolamento di aree considerate prive di interesse.

 

Nell’immagine, vista notturna d’insieme del borgo di Formignano, Cesena, a progetto di riqualificazione concluso

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