Riqualificazione sostenibile, il progetto per il waterfront di Luino

La mancanza di un vero e proprio lungolago a Luino, principale centro lacustre della sponda lombarda del Lago Maggiore, è il movente del progetto recentemente completato e volto al conferimento di una nuova identità a un’area ricca di potenzialità e di testimonianze dello sviluppo storico della città precedentemente sottoutilizzata e destinata a parcheggio. Il progetto concretizza una riqualificazione complessiva e una ricucitura tra la città e il lago.

 

Il gruppo di progettazione capeggiato dall’architetto Enrico Marforio si è costituito al fine di impostare un metodo di lavoro multidisciplinare nell’ambito di tematiche ambientali, di architettura dei giardini, urbanistica e ingegneria ambientale, agronomia, design dello spazio pubblico e marketing urbano. I progettisti hanno considerato il sistema del verde non come fatto autonomo o tecnico, ma come parte integrante di un processo plurale di insediamento e di costruzione del paesaggio dove il tema delle progettazione del verde da ambito settoriale e specialistico è riproposto come definizione delle relazioni tra l’individuo e l’insieme dei territori nei quali vive.

 

La progettazione paesaggistica è stata affrontata in un’ottica sostenibile, considerando le seguenti principali dimensioni/obiettivo:
– la dimensione ambientale, ossia la definizione dei significati e dei valori storici, culturali e funzionali dei luoghi, inserendo nuovi spazi per manifestazioni e spettacoli, trasformando il luogo in momento di aggregazione e socialità e restituendo alla città un naturale accesso al lago;
– la dimensione marketing strategico: ossia la definizione dei valori e delle opportunità del paesaggio di produrre una risorsa economica rinnovabile, in termini di capacità di attrazione e di innesco di nuove attività compatibili con i valori ambientali;
– la dimensione tecnica innovativa: ossia la definizione delle opportunità tecniche e di manutenzione, con valutazione della sostenibilità ed ecocompatibilità degli interventi che sono stati orientati alla promozione delle energie rinnovabili e allo sfruttamento e alla valorizzazione dei cicli naturali dell’ecosistema.

 

Per superare la riduttività di un approccio settoriale il paesaggio è stato considerato come fenomeno complesso, che include gli elementi materiali e im­materiali che producono effetti sullo spazio (aspetti ambientali, storici, culturali e sociali, fun­zionali, artistici, tecnici e strategici):
– riconoscere la capacità del sistema del verde di divenire elemento motore di una riqualificazione dei sistemi insediativi esistenti e di trasformazione del paesaggio urbano;
– limitare l’infrastrutturazione e, nel caso del verde, la sua diffusione e dimensione, scegliendo le specie in relazi­one alla velocità di crescita e alla loro durabilità nel tempo, senza ostacolare future riconversioni;
– considerare come misura della qualità del progetto prestazioni come: la depurazione chimica dell’atmosfera; l’emissione di vapore acqueo e la regolazione termica; l’ombreggiamento; l’assorbimento dei rumori; l’interazione del verde con il sistema acqua; la profumazione (prestazioni riconoscibili non solo alle alberature, ma anche alle siepi, ai cespugli, ai rampicanti, ai manti erbosi o tappezzanti, all’idrocoltura).

 

Obiettivi del progetto per la riqualificazione del lungolago
– elevata qualità del progetto a strumento di definizione di tutti gli aspetti costruttivi delle opere;
– recupero ambientale di un luogo di pregio e ricco di potenzialità plurime;
– qualità progettuale capace di divenire volano per lo sviluppo cittadino sotto tutti i pos­sibili aspetti (commerciale, turistico, urbano, culturale, ecc.);
– capacità di comunicare il rinnovamento urbano che coinvolgerà l’intero comp­rensorio di Luino e quindi consenso sociale della comunità;
– corretto dimensionamento dell’intervento nel suo insieme e nei rapporti tra i diversi servizi/opere che lo costituiscono;
– affidabilità in termini di sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva e igienico-sanitaria;
– economicità del “prodotto” realizzato e della sua gestione e manutenzione;
– rappresentatività del prodotto e sua capacità comunicativa;
– valorizzazione, sulla sponda lombarda, di importanti nicchie ancora conservate e ripro­ponibili alla fruizione pubblica, dosando con equilibrio l’intervento di trasformazione e verifi­cando le aspettative di carico antropico sostenibile.

 

La passeggiata pedonale è il filo conduttore di un percorso omogeneo capace di dare continuità e legare il parco a lago con diversi poli attraverso l’uso di una pavimentazione continua e uniforme, corpi illuminanti, colore e un arredo urbano caratterizzante. Il prato è una superficie modellata, un piano ondulato come il lago, che diventa tessuto di connessione dei vari “racconti verdi” che disegnano il parco e spazio di sosta e relax. Il Parco a Lago è per un’utenza ampia, di diverse fasce di età, in particolare per i bimbi, per i quali sono stati collocati giochi su pavimentazione antitraumi, lungo un percorso che abbraccia tutta la zona di intervento.
L’utilizzo della luce è stato fondamentale sia per realizzare condizioni di sicurezza sia per definire l’identità del lungolago anche nelle ore notturne. Sono state utilizzati differenti tipologie di corpi illuminanti per assecondare le differenti con­dizioni architettoniche attraverso lampade a basso consumo quali LED e lampade fluorescenti.
Il progetto recupera il legame con l’acqua attraverso un impiego sostenibile e intel­ligente della risorsa idrica, coerente con l’immagine complessiva del paesaggio urbano. L’acqua come “ecosistema” diventa elemento fondamentale del paesaggio mutante affidato a una miscellanea di coltivazioni con finalità didattiche e di sperimentazione diretta per i giovani utenti. In concreto, quindi, si utilizzano giochi d’acqua costituiti da fontane a raso e sistemi integrati alla vegetazione.

 

Lo spazio dell’arena, vera e propria scalinata a lago, ha gradinate rivestite in granito bianco, mentre la piastra si imposta a un livello che agevola l’accesso in acqua. L’accesso alla passeggiata a lago avviene attraverso percorsi gradonati mentre tre ampie rampe poste alle estremità della zona di intervento permettono alle persone diversamente abili di accedere agevolmente ai giardini. Quattro elementi a pergolo, cannocchiali che inquadrano il panorama del lago, con struttura a sbalzo sull’acqua in acciaio cor-ten, caratterizzano la passeggiata, che, in corrispondenza dell’anfiteatro, trova continuità nella passerella sospesa che scavalca la piastra a lago. Le ampie gradinate che disegnano la discesa a lago sono organizzate in modo da divenire ora semplici cordoli che disegnano il tappeto erboso, ora ampie sedute e percorsi orizzontali che attraversano il parco.
Recuperare questo brano di città, in precedenza “non luogo” – in quanto non vissuto, se non dalle auto – ha significato la trasformazione di questa zona ai margini del contesto urbano e della vita luinese, per tradurlo in un’occasione di pregio per lo sviluppo turistico, ricettivo e ricreativo.

 

 

Altre immagini del progetto

 

 

SCHEDA PROGETTO

 

Nuovo “Parco a lago” di Luino

 

Ente appaltante
Comune di Luino

 

Progettisti
ATP arch. Enrico Marforio (capogruppo), Icis srl, arch. Daniele Moro, P.I. Gianni F. Zaninetti, Ing. Giulio Zaninetti, dott. agr. Luca M. Toschi

 

Collaboratori
designer Elisa Angelino G., dott. designer Luca Maio, arch. Isabella Valentini, ing. Angelo Bellosta

 

Direzione lavori e coordinamento sicurezza
arch. Enrico Marforio

 

Superficie
11.000 mq

 

Cronologia
Progetto: 2008/2009
Realizzazione 2009/2011

 

Nell’immagine, vista delle gradonate sul manto erboso e delle strutture a sbalzo sull’acqua che caratterizzano il nuovo “Parco a lago” sul waterfront di Luino

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